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Volley femminile, le convocate di Velasco per il quadrangolare
Volley, l’Italia pronta al quadrangolare di Genova: Velasco sfida Serbia, Turchia e Polonia. Le convocate del Commissario Tecnico azzurro per i match.

Foto di Çağlar Oskay su Unsplash
L’Italia femminile di volley torna in campo per un importante banco di prova internazionale. Dal 22 al 24 maggio le azzurre saranno protagoniste a Genova in un quadrangolare di altissimo livello contro Serbia, Turchia e Polonia, tre delle nazionali più competitive del panorama europeo e mondiale. La squadra guidata dal CT Julio Velasco utilizzerà queste amichevoli per preparare al meglio la Nations League, competizione che scatterà il prossimo 3 giugno e che rappresenterà uno degli appuntamenti chiave della stagione internazionale.
Volley, Italia femminile: test di alto livello verso la Nations League
Dopo le due vittorie ottenute contro la Francia nelle sfide disputate tra Biella e Novara, la Nazionale italiana affronta ora un torneo molto più impegnativo. Serbia, Turchia e Polonia saranno infatti avversarie dirette anche in vista degli Europei femminili di fine estate, evento fondamentale nel percorso di qualificazione verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Il quadrangolare di Genova offrirà quindi indicazioni importanti sullo stato di forma della squadra e sulle possibili scelte tecniche di Julio Velasco in vista degli impegni ufficiali.
Assenti Egonu e Sylla, spazio ai nuovi esperimenti tattici
Per questa fase della preparazione mancheranno alcune delle stelle più rappresentative della Nazionale italiana. Non saranno infatti presenti Paola Egonu, Myriam Sylla, Sarah Fahr, Anna Danesi e Alessia Orro, tutte attese al rientro nelle prossime settimane. L’attenzione sarà così concentrata soprattutto sui nuovi assetti tattici studiati da Velasco. Grande curiosità in particolare attorno a Ekaterina Antropova, che potrebbe essere testata in un ruolo differente rispetto a quello abituale, soluzione che potrebbe diventare un’arma importante per il futuro della Nazionale.

Foto di Gelu Iancu su Unsplash
Le convocate dell’Italia per il quadrangolare di Genova
Palleggiatrici: Carlotta Cambi, Francesca Scola.
Centrali: Denise Meli, Dalila Marchesini, Linda Nwakalor, Linda Manfredini.
Schiacciatrici: Alice Tanase, Stella Nervini, Loveth Omoruyi, Gaia Giovannini, Ekaterina Antropova.
Opposti: Merit Adigwe, Bintu Diop, Josephine Obossa.
Liberi: Ilaria Spirito, Eleonora Fersino.
Genova banco di prova fondamentale per Velasco
Il torneo ligure rappresenta una tappa molto importante nel nuovo ciclo tecnico della Nazionale italiana femminile. Julio Velasco vuole costruire una squadra competitiva sia nel presente sia in prospettiva futura, valorizzando giovani talenti e sperimentando nuove soluzioni tattiche. Le sfide contro Serbia, Turchia e Polonia permetteranno all’Italia di confrontarsi immediatamente con alcune delle squadre più forti del volley internazionale, offrendo indicazioni preziose in vista della Nations League e degli Europei 2026.
Tennis
Sinner, cure finite a Torino. Pechino resta l’obiettivo
Buone notizie per Jannik Sinner. Il lungo stop seguito alla vittoria di Wimbledon comincia a intravedere la sua conclusione. Il tennista italiano ha terminato a Torino il ciclo di cure e riabilitazione al JMedical e si prepara a rientrare a Montecarlo, dove riprenderà progressivamente il lavoro sul campo.
La situazione del ginocchio destro, alle prese con una tendinopatia extra-articolare, è migliorata dopo circa tre settimane di terapie. I riscontri degli ultimi giorni sono stati incoraggianti, tanto da permettere allo staff medico e tecnico di passare dalla fase prevalentemente riabilitativa a quella sportiva.
Dal J Medical al campo, il prossimo test sarà quello decisivo per Sinner
Il passaggio a Montecarlo rappresenta una tappa importante, ma non equivale ancora al via libera definitivo per il ritorno alle competizioni.
A Torino Sinner ha alternato terapie, fisioterapia, lavoro di potenziamento e stabilizzazione dell’articolazione, fino ai primi test con la racchetta e ai movimenti specifici richiesti dal tennis, come appoggi, cambi di direzione e rotazioni. Le risposte sono state positive e hanno consentito di programmare il ritorno agli allenamenti in campo. Anche durante la sua recente apparizione al Gran Premio d’Italia di Monza, Sinner aveva lasciato filtrare ottimismo sulle condizioni del ginocchio, rispondendo positivamente a chi gli chiedeva come stesse.
Ora, però, sarà proprio il campo a fornire le indicazioni più importanti. L’obiettivo è aumentare progressivamente i carichi, verificando giorno dopo giorno come il ginocchio reagirà al lavoro tennistico vero e proprio.
La prudenza resta quindi fondamentale. Anche perché il problema aveva già costretto Sinner a rinunciare alla tournée americana e, soprattutto, agli US Open.
Obiettivo Pechino, ma senza una corsa contro il tempo
Il calendario continua a indicare una data precisa. L’ATP 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre. Sinner è il campione in carica e l’intenzione dello staff è quella di arrivare in Cina nelle condizioni necessarie per competere al massimo livello. Ad oggi però sarebbe prematuro considerare il suo rientro a Pechino come una certezza assoluta.
La formula scelta dal team di Sinner è chiara, prima il recupero completo, poi la competizione. Il ritorno a Montecarlo servirà proprio a capire se il ginocchio è in grado di sostenere progressivamente i carichi di allenamento senza dolore o altri segnali di allarme.
Solo dopo questa fase si potrà avere un quadro più preciso sulla possibilità di scendere in campo in Cina.
Il percorso seguito nelle ultime settimane racconta bene la strategia adottata dal gruppo di lavoro del numero uno del mondo. Prima la riduzione dell’infiammazione, poi il recupero della forza e della stabilità dell’articolazione e infine la progressiva introduzione dei gesti specifici.
Se tutto procederà secondo programma, Pechino sarà il primo vero banco di prova dopo lo stop. E il calendario potrebbe poi proseguire con il Masters 1000 di Shanghai, in programma subito dopo il torneo cinese.

La priorità dello staff tecnico e medico di Sinner rimane comunque la stessa. Tornare quando sarà davvero tutto pronto, non semplicemente quando sarà possibile.
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La ventesima tappa che può decidere la Vuelta
La Vuelta di Spagna 2026 arriva all’ultima grande sfida in montagna, domani il Collado del Alguacil potrebbe riscrivere la classifica generale.
La 20ª tappa della Vuelta di Spagna 2026, in programma domani sabato 12 settembre, rappresenta l’ultimo vero appuntamento con l’alta montagna prima della passerella conclusiva di Granada. Il percorso misura 186,8 chilometri, da La Calahorra al Collado del Alguacil, e presenta un dislivello complessivo superiore ai 5.000 metri. La partenza è prevista alle 12:30, mentre l’arrivo è stimato intorno alle 17:20.
Un percorso senza tregua
La giornata sarà tutt’altro che lineare. Dopo una prima parte caratterizzata da salite e discese, il percorso entrerà nella fase decisiva con una sequenza di ascese che metterà alla prova soprattutto gli uomini della classifica generale. Tra i passaggi più impegnativi figurano il doppio transito sull’El Purche, 8,2 chilometri all’8,1%, e il Puerto de El Duque, 7,4 chilometri all’8,3%.
Il vero giudizio arriverà però negli ultimi chilometri. Il Collado del Alguacil è una salita inedita per il ciclismo professionistico e misura 8,3 chilometri con una pendenza media del 9,8%. La vetta è posta a 1.884 metri di quota, un finale estremamente selettivo, nel quale anche pochi secondi possono trasformarsi in una differenza decisiva nella lotta per la maglia rossa.
I risultati della tappa 19
La 19ª tappa, disputata oggi tra Vélez-Málaga e Peñas Blancas a Estepona, ha premiato Eddie Dunbar. L’irlandese è riuscito a superare nel finale Santiago Buitrago, al termine di una lunga fuga, conquistando una vittoria di grande prestigio sul traguardo in salita. Alle loro spalle si è sviluppata la battaglia tra gli uomini della classifica generale, con Enric Mas, Primož Roglič e Felix Gall ancora una volta protagonisti.
Il risultato più importante in ottica classifica è però la conferma di Enric Mas in maglia rossa. Lo spagnolo ha difeso il primato al termine della dura ascesa di Peñas Blancas e si presenta così alle ultime due tappe ancora al comando della Vuelta . Dopo la cronometro di Jerez, Roglič resta secondo a 1’37”, mentre Felix Gall è terzo a 3’01”; completano la top five Richard Carapaz, a 5’17”, e Oscar Onley, a 6’03”. Mas ha quindi costruito una posizione favorevole, ma il Collado del Alguacil rappresenta un ultimo banco di prova di enorme difficoltà.
L’ultima grande occasione per la Vuelta
Con una salita finale così dura e un dislivello complessivo imponente, la 20ª tappa potrebbe essere l’ultima occasione concreta per cambiare il volto della Vuelta. Gli uomini della generale dovranno dosare le energie, scegliere il momento giusto per attaccare e soprattutto arrivare lucidi all’ultima ascesa.

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Dopo 186,8 chilometri e migliaia di metri di dislivello, il Collado del Alguacil potrebbe dunque consegnare alla Vuelta 2026 il suo verdetto più importante, quello destinato a separare chi sogna ancora la maglia rossa da chi dovrà ormai soltanto difenderla fino a Granada.
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Giochi del Mediterraneo, i precedenti dell’Italia
L’Italia ha ospitato i Giochi del Mediterraneo a Napoli, Bari e Pescara. Ecco come sono andate le tre edizioni e i risultati degli azzurri.

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I Giochi del Mediterraneo tornano in Italia. Con l’edizione di Taranto 2026, il nostro Paese raggiunge quota quattro organizzazioni della manifestazione, dopo le esperienze di Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009. Un percorso lungo oltre sessant’anni, nel quale l’Italia ha quasi sempre recitato un ruolo da protagonista anche nel medagliere. L’edizione di Taranto, in programma da oggi 21 agosto al 3 settembre 2026, rappresenta dunque un nuovo capitolo di una storia iniziata a Napoli nel 1963.
Giochi del Mediterraneo: Napoli 1963, il primo grande successo italiano
La prima edizione dei Giochi del Mediterraneo disputata in Italia si è svolta a Napoli nel 1963. Alla manifestazione parteciparono 13 Paesi e oltre mille atleti, impegnati in 17 discipline sportive. Il fattore campo si trasformò in un importante vantaggio per gli azzurri. L’Italia conquistò il primo posto nel medagliere, mettendo insieme complessivamente 69 medaglie.
Tra i protagonisti di quella spedizione ci fu anche un giovanissimo Klaus Dibiasi, capace di conquistare nei tuffi la sua prima medaglia d’oro in una grande competizione internazionale. Il torneo di calcio vide invece gli azzurri imporsi in finale sulla Turchia con il risultato di 3-0. Napoli 1963 rimane quindi una delle edizioni più significative nella storia italiana dei Giochi del Mediterraneo, sia per i risultati sportivi sia per l’impatto lasciato sulla città.
Bari 1997, un altro trionfo azzurro
Per rivedere i Giochi del Mediterraneo in Italia bisogna attendere 34 anni. Nel 1997 è Bari a ospitare la tredicesima edizione della manifestazione. Anche in Puglia l’Italia riesce a chiudere davanti a tutti nel medagliere, confermando la propria tradizione positiva quando organizza i Giochi in casa.
L’edizione barese è ricordata anche per il successo degli Azzurrini nel torneo di calcio. La squadra guidata da Marco Tardelli arrivò fino alla finale, disputata il 25 giugno 1997, dove travolse la Turchia per 5-1. A segno anche Francesco Totti e Nicola Ventola, entrambi autori di una doppietta, oltre a Roberto Baronio. Quel successo rappresenta ancora oggi l’ultimo oro dell’Italia nel torneo calcistico dei Giochi del Mediterraneo.

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Pescara 2009, l’Italia ancora prima nel medagliere
La terza esperienza italiana arriva nel 2009, quando è Pescara a ospitare la sedicesima edizione. I Giochi si svolsero dal 26 giugno al 5 luglio e coinvolsero una nutrita delegazione azzurra. Anche in Abruzzo l’Italia riuscì a conquistare il primo posto nel medagliere generale, confermando una tradizione ormai consolidata.
Secondo il bilancio del CONI, gli azzurri conquistarono 176 medaglie complessive, risultato che rappresentò il secondo miglior bottino italiano nella storia dei Giochi dopo quello ottenuto a Bari nel 1997. Il dominio italiano fu evidente in numerose discipline. Nell’atletica, per esempio, gli azzurri chiusero al primo posto nel relativo medagliere con 11 ori, 11 argenti e 7 bronzi. Anche il CONI celebrò al termine della manifestazione la vittoria italiana nel medagliere di Pescara 2009.
Giochi del Mediterraneo, quattro edizioni in Italia
Il bilancio delle tre precedenti edizioni italiane è dunque particolarmente significativo. Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009 hanno tutte regalato all’Italia il primato nel medagliere, confermando la capacità degli azzurri di sfruttare il fattore campo. Ora tocca a Taranto 2026 raccogliere questa eredità.
La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo segna il ritorno della manifestazione in Italia dopo 17 anni e porta nuovamente nel nostro Paese una competizione che dal 1951 rappresenta uno dei principali appuntamenti sportivi dell’area mediterranea. Gli azzurri partiranno quindi con una responsabilità importante: mantenere una tradizione che, nelle tre precedenti occasioni, li ha sempre visti chiudere i Giochi del Mediterraneo in vetta al medagliere.
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