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Giochi del Mediterraneo, i precedenti dell’Italia
L’Italia ha ospitato i Giochi del Mediterraneo a Napoli, Bari e Pescara. Ecco come sono andate le tre edizioni e i risultati degli azzurri.

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I Giochi del Mediterraneo tornano in Italia. Con l’edizione di Taranto 2026, il nostro Paese raggiunge quota quattro organizzazioni della manifestazione, dopo le esperienze di Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009. Un percorso lungo oltre sessant’anni, nel quale l’Italia ha quasi sempre recitato un ruolo da protagonista anche nel medagliere. L’edizione di Taranto, in programma da oggi 21 agosto al 3 settembre 2026, rappresenta dunque un nuovo capitolo di una storia iniziata a Napoli nel 1963.
Giochi del Mediterraneo: Napoli 1963, il primo grande successo italiano
La prima edizione dei Giochi del Mediterraneo disputata in Italia si è svolta a Napoli nel 1963. Alla manifestazione parteciparono 13 Paesi e oltre mille atleti, impegnati in 17 discipline sportive. Il fattore campo si trasformò in un importante vantaggio per gli azzurri. L’Italia conquistò il primo posto nel medagliere, mettendo insieme complessivamente 69 medaglie.
Tra i protagonisti di quella spedizione ci fu anche un giovanissimo Klaus Dibiasi, capace di conquistare nei tuffi la sua prima medaglia d’oro in una grande competizione internazionale. Il torneo di calcio vide invece gli azzurri imporsi in finale sulla Turchia con il risultato di 3-0. Napoli 1963 rimane quindi una delle edizioni più significative nella storia italiana dei Giochi del Mediterraneo, sia per i risultati sportivi sia per l’impatto lasciato sulla città.
Bari 1997, un altro trionfo azzurro
Per rivedere i Giochi del Mediterraneo in Italia bisogna attendere 34 anni. Nel 1997 è Bari a ospitare la tredicesima edizione della manifestazione. Anche in Puglia l’Italia riesce a chiudere davanti a tutti nel medagliere, confermando la propria tradizione positiva quando organizza i Giochi in casa.
L’edizione barese è ricordata anche per il successo degli Azzurrini nel torneo di calcio. La squadra guidata da Marco Tardelli arrivò fino alla finale, disputata il 25 giugno 1997, dove travolse la Turchia per 5-1. A segno anche Francesco Totti e Nicola Ventola, entrambi autori di una doppietta, oltre a Roberto Baronio. Quel successo rappresenta ancora oggi l’ultimo oro dell’Italia nel torneo calcistico dei Giochi del Mediterraneo.

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Pescara 2009, l’Italia ancora prima nel medagliere
La terza esperienza italiana arriva nel 2009, quando è Pescara a ospitare la sedicesima edizione. I Giochi si svolsero dal 26 giugno al 5 luglio e coinvolsero una nutrita delegazione azzurra. Anche in Abruzzo l’Italia riuscì a conquistare il primo posto nel medagliere generale, confermando una tradizione ormai consolidata.
Secondo il bilancio del CONI, gli azzurri conquistarono 176 medaglie complessive, risultato che rappresentò il secondo miglior bottino italiano nella storia dei Giochi dopo quello ottenuto a Bari nel 1997. Il dominio italiano fu evidente in numerose discipline. Nell’atletica, per esempio, gli azzurri chiusero al primo posto nel relativo medagliere con 11 ori, 11 argenti e 7 bronzi. Anche il CONI celebrò al termine della manifestazione la vittoria italiana nel medagliere di Pescara 2009.
Giochi del Mediterraneo, quattro edizioni in Italia
Il bilancio delle tre precedenti edizioni italiane è dunque particolarmente significativo. Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009 hanno tutte regalato all’Italia il primato nel medagliere, confermando la capacità degli azzurri di sfruttare il fattore campo. Ora tocca a Taranto 2026 raccogliere questa eredità.
La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo segna il ritorno della manifestazione in Italia dopo 17 anni e porta nuovamente nel nostro Paese una competizione che dal 1951 rappresenta uno dei principali appuntamenti sportivi dell’area mediterranea. Gli azzurri partiranno quindi con una responsabilità importante: mantenere una tradizione che, nelle tre precedenti occasioni, li ha sempre visti chiudere i Giochi del Mediterraneo in vetta al medagliere.
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Volley, Italia ko con gli USA: addio alla VNL ai quarti
L’Italia del volley perde 3-0 contro gli Stati Uniti ed è eliminata ai quarti della VNL 2026. Decisivi i 15 ace degli americani guidati da Anderson e Hanes.

Foto di Erik Mclean su Unsplash
Si interrompe ai quarti di finale il cammino dell’Italia volley nella Volleyball Nations League. A Ningbo, in Cina, gli azzurri del commissario tecnico Ferdinando De Giorgi vengono superati con un netto 3-0 dagli Stati Uniti, che disputano una partita praticamente perfetta e conquistano il pass per le semifinali. Decisiva soprattutto la straordinaria efficacia al servizio della formazione americana, capace di mettere a segno ben 15 ace, fondamentale che ha indirizzato l’intero incontro.
Volley, Stati Uniti impeccabili: Italia mai in partita
La nazionale statunitense impone fin dalle prime battute un ritmo elevatissimo, mettendo costantemente sotto pressione la ricezione italiana. Gli azzurri faticano a costruire il proprio gioco e non riescono mai a trovare continuità né in attacco né nella fase di cambio palla. Il servizio degli USA si rivela l’arma decisiva della sfida: i numerosi ace e la pressione costante costringono l’Italia a rincorrere per tutta la gara, senza riuscire a riaprire il match nei momenti chiave. La superiorità americana emerge anche nella gestione dei punti importanti, con una prestazione solida sotto il profilo tecnico e mentale.

Foto di Çağlar Oskay su Unsplash
Anderson e Hanes trascinano gli americani
Tra i protagonisti della vittoria statunitense spiccano Matthew Anderson e Kyle Hanes, autentici punti di riferimento dell’attacco americano. I due terminali offensivi risultano decisivi sia in attacco sia al servizio, guidando una squadra capace di esprimere grande qualità in ogni fondamentale. L’Italia, invece, non riesce mai a trovare le giuste contromisure. Il muro-difesa non contiene la potenza degli avversari e anche il servizio azzurro incide meno del previsto, permettendo agli Stati Uniti di gestire il gioco con relativa tranquillità.
Volley, finisce ai quarti il cammino dell’Italia
L’eliminazione rappresenta una battuta d’arresto per la formazione di De Giorgi, che aveva concluso la fase preliminare con un percorso positivo conquistando l’accesso alle Finals tra le migliori otto nazionali del torneo. Gli azzurri erano arrivati all’appuntamento di Ningbo dopo aver chiuso al quarto posto la fase intercontinentale, ma nei quarti hanno trovato un’avversaria capace di esprimersi su livelli molto elevati.
Per gli Stati Uniti, invece, il successo vale l’accesso alle semifinali della Volleyball Nations League 2026 e conferma la crescita di una squadra che ha saputo alzare il livello proprio nella fase decisiva della competizione. L’Italia saluta così la VNL con la consapevolezza di dover analizzare una prestazione al di sotto delle aspettative, mentre gli americani proseguono la corsa verso il titolo forti di una prova di grande autorità.
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Tour de France, a Van Der Poel la tappa e a Pogacar tutto
Mathieu Van Der Poel conquista la ventunesima e ultima tappa del Tour de France. Tadej Pogacar festeggia il quinto trionfo in carriera nella Grande Boucle

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Volley femminile: Gabi salta le Finals di Nations League
Volley: la stella del Brasile Gabi non prenderà parte alle Finals di Volleyball Nations League 2026 per un problema fisico. La sua assenza cambia gli equilibri del torneo e può favorire anche l’Italia di Julio Velasco.

Foto di Çağlar Oskay su Unsplash
Le Finals della Volleyball Nations League si avvicinano con una notizia destinata a incidere sugli equilibri del torneo. Il Brasile dovrà infatti fare a meno della sua giocatrice più rappresentativa: Gabriela “Gabi” Guimarães non sarà presente alla Final Eight di volley femminile in programma a Macao, dove le migliori nazionali del mondo si contenderanno il titolo. L’assenza della schiacciatrice verdeoro rappresenta un duro colpo per la selezione brasiliana e modifica anche le prospettive delle avversarie, Italia compresa.
Volley, problema fisico per Gabi: niente Final Eight
La fuoriclasse brasiliana è costretta a rinunciare alla fase decisiva della competizione a causa di un fastidio nella regione lombare che non le ha consentito di recuperare in tempo per tornare in campo. Lo staff medico della nazionale ha preferito non correre rischi, scegliendo di preservare una delle atlete più importanti del panorama mondiale. La sua indisponibilità priva il Brasile di un punto di riferimento sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della leadership, aspetti che negli ultimi anni hanno fatto la differenza nelle competizioni internazionali.
Il Brasile perde la sua leader
Gabi rappresenta molto più di una semplice schiacciatrice. Capitana della nazionale brasiliana, è una delle giocatrici più complete del volley mondiale grazie alla qualità in attacco, alla solidità in ricezione e alla capacità di trascinare la squadra nei momenti più delicati. La sua assenza costringerà il commissario tecnico brasiliano a ridisegnare gli equilibri della formazione, affidandosi a soluzioni alternative che, pur di valore, non garantiscono lo stesso impatto nelle gare ad eliminazione diretta.

Foto di Gelu Iancu su Unsplash
Italia, il cammino può diventare meno complicato
La rinuncia di Gabi potrebbe avere ripercussioni anche sul percorso dell’Italia. Le azzurre arrivano alle Finals con grandi ambizioni e la perdita della principale stella brasiliana rende la nazionale sudamericana meno temibile rispetto alle ultime stagioni. Pur restando una delle squadre più competitive del torneo, il Brasile dovrà affrontare la fase decisiva senza la propria leader tecnica, un fattore che potrebbe incidere soprattutto negli eventuali scontri diretti contro le altre favorite al titolo. Per l’Italia, che punta a confermarsi ai vertici del volley internazionale, si apre quindi uno scenario più favorevole, anche se il livello della competizione resterà comunque estremamente elevato.
Finals di Nations League di volley sempre più aperte
L’assenza di Gabi contribuisce a rendere ancora più imprevedibile la corsa al titolo. Diverse nazionali avranno l’opportunità di sfruttare questa situazione per aumentare le proprie possibilità di successo, in un torneo che si preannuncia ricco di equilibrio e spettacolo. L’Italia resta tra le principali candidate alla vittoria finale, ma dovrà affrontare ogni partita con la massima concentrazione. La Final Eight di Macao promette sfide di altissimo livello, nelle quali ogni dettaglio potrà risultare decisivo.
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