Ciclismo
Tour de France 2026, UAE show a Barcellona: Del Toro vince, Pogacar si sacrifica
Colpo di scena al Tour de France 2026: Isaac Del Toro vince a Barcellona davanti a Evenepoel e Vingegaard. Pogacar guida la doppietta UAE ma lascia il successo al compagno.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Il Tour de France regala subito spettacolo nella seconda tappa con arrivo a Barcellona, dove la UAE Team Emirates domina la scena con una prestazione di squadra di altissimo livello. Sul traguardo del Montjuïc è il giovane messicano Isaac Del Toro a firmare la vittoria, coronando una giornata perfetta per la formazione emiratina. Alle sue spalle chiude Remco Evenepoel, autore di una prova solida e sempre nel vivo dell’azione, mentre Tadej Pogacar completa il podio “di squadra” lasciando volontariamente il successo al compagno.
Tour de France, Del Toro sorprende tutti sul Montjuïc
La corsa si decide nella parte finale, sulle rampe esplosive del circuito catalano. Nel momento decisivo, la UAE alza il ritmo e seleziona il gruppo dei migliori. Del Toro trova il varco giusto nel finale e riesce a staccare la concorrenza diretta, resistendo al ritorno degli avversari fino al traguardo. Per il giovane talento messicano si tratta di una vittoria pesante, arrivata in una delle tappe più prestigiose della prima settimana.

Pogacar regista: scelta tattica e segnale al Tour
Grande protagonista anche Tadej Pogacar, nonostante non abbia alzato le braccia al cielo. Lo sloveno gestisce la corsa con lucidità, controlla gli attacchi e nel finale decide di non disputare lo sprint per la vittoria, lasciando spazio al compagno di squadra. Una scelta tattica che rafforza la leadership interna e lancia un messaggio chiaro ai rivali: la UAE è compatta e già in pieno controllo delle dinamiche di gara.
Evenepoel e Vingegaard in scia dei big
Alle spalle della coppia UAE si piazza Remco Evenepoel, sempre presente nei momenti chiave ma leggermente meno esplosivo nel finale. Il belga conferma comunque un ottimo stato di forma e si inserisce stabilmente tra i protagonisti della classifica generale. Jonas Vingegaard chiude poco distante, difendendo la maglia gialla e limitando i danni su un arrivo non ideale per le sue caratteristiche.
Classifica generale ancora apertissima
Dopo questa tappa catalana, la situazione in classifica resta estremamente compatta. Vingegaard conserva il primato, ma Pogacar e Evenepoel restano pienamente in corsa, mentre Del Toro si affaccia come nuova sorpresa di questo Tour. La sensazione è che la battaglia per la maglia gialla sia solo all’inizio, con le montagne che promettono già di ribaltare gli equilibri.
Tour de France 2026: una corsa già esplosiva
La seconda tappa conferma un Tour de France 2026 subito vivace e tatticamente ricco. La UAE Team Emirates dimostra una superiorità numerica e strategica evidente, mentre i rivali principali attendono le grandi salite per rispondere. Il Montjuïc incorona Del Toro, ma soprattutto accende ulteriormente una sfida che si preannuncia lunga e spettacolare fino a Parigi.
Ciclismo
Tour de France, Vingegaard conquista la maglia gialla
Jonas Vingegaard conquista la prima maglia gialla del Tour de France dopo il successo della Visma nella cronosquadre di Barcellona. Pogacar chiude terzo, grande prova di Filippo Ganna.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Il Tour de France 2026 si apre con un primo confronto spettacolare tra i grandi favoriti della classifica generale. Sulle strade di Barcellona, la Visma Lease a Bike ha conquistato la cronosquadre inaugurale, permettendo a Jonas Vingegaard di indossare la prima maglia gialla della Grande Boucle. Il danese ha lanciato subito un segnale importante ai rivali, precedendo Tadej Pogacar, che ha chiuso la prova con qualche secondo di ritardo.
Tour de France: Visma impeccabile nella cronosquadre di Barcellona
La 113ª edizione del Tour è partita dalla Catalogna con una cronometro a squadre di 19,6 chilometri caratterizzata da un finale impegnativo sulle rampe del Montjuïc. La formazione olandese ha interpretato la prova alla perfezione, mantenendo un ritmo elevato dall’inizio alla fine e sfruttando la forza collettiva per fare la differenza nel tratto decisivo. Vingegaard è stato il protagonista assoluto nel finale, supportato da una squadra compatta e brillante. Il tempo finale di 21 minuti e 47 secondi ha consentito alla Visma di imporsi davanti a tutti e di regalare al campione danese la leadership della classifica generale.
Filippo Ganna sorprende con una prestazione da campione
Tra i protagonisti della giornata c’è stato anche Filippo Ganna, autore di una prestazione straordinaria con la maglia della INEOS. Nonostante una foratura che ha rallentato la squadra britannica durante la gara, il corridore italiano ha impressionato soprattutto nell’ascesa finale, trascinando i suoi fino al secondo posto di giornata. Per diversi minuti Ganna ha addirittura accarezzato il sogno della maglia gialla, prima dell’arrivo della Visma che ha migliorato il riferimento cronometrico. La sua prova resta comunque uno dei segnali più interessanti emersi nella tappa inaugurale.

Pogacar perde il primo duello con Vingegaard
L’attesa era tutta per il confronto tra Vingegaard e Pogacar, protagonisti annunciati della corsa francese. Questa volta il primo round è andato al danese, con la UAE Team Emirates costretta ad accontentarsi della terza posizione. Lo sloveno ha tentato di recuperare terreno nell’ultimo chilometro, ma non è riuscito a colmare il distacco accumulato rispetto al rivale. Un margine ridotto, ma sufficiente per consentire a Vingegaard di partire davanti nella corsa alla maglia gialla.
Tour de France, la classifica generale
Dopo la prima tappa, la classifica generale vede Jonas Vingegaard al comando con otto secondi di vantaggio su Filippo Ganna e dodici su Tadej Pogacar. Nelle prime posizioni figurano anche Juan Ayuso e Remco Evenepoel, entrambi già chiamati a inseguire.
Top 5 classifica generale
- Jonas Vingegaard (Visma)
- Filippo Ganna (INEOS) +8″
- Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) +12″
- Juan Ayuso +16″
- Remco Evenepoel +19″
La sfida è appena iniziata
La prima tappa ha già offerto indicazioni importanti sugli equilibri della corsa. La Visma ha dimostrato di avere una squadra solida e competitiva, mentre Pogacar dovrà rispondere immediatamente per evitare che il rivale accumuli ulteriore vantaggio. Con oltre tre settimane di gara ancora da affrontare, il Tour de France 2026 promette una nuova e appassionante battaglia tra i due grandi dominatori del ciclismo mondiale. Il primo capitolo è andato a Vingegaard, ma la corsa verso Parigi è appena cominciata.
Ciclismo
Chris Froome si ritira dal ciclismo: il quattro volte vincitore del Tour de France dice addio alle corse
Chris Froome annuncia il ritiro dal ciclismo professionistico a 41 anni. Il britannico chiude una carriera leggendaria dopo la caduta del 2025 e quattro Tour de France conquistati.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Il ciclismo internazionale saluta uno dei suoi campioni più iconici. Chris Froome ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica, mettendo la parola fine a una carriera che lo ha consacrato tra i più grandi corridori della storia delle corse a tappe. A 41 anni, il campione britannico ha deciso di lasciare il professionismo dopo aver preso coscienza che il grave incidente subito la scorsa estate aveva compromesso definitivamente le possibilità di tornare ai livelli che lo avevano reso protagonista assoluto del panorama mondiale.
Froome: l’annuncio del ritiro: “Lo sapevo già dopo la caduta”
Nel messaggio con cui ha comunicato la propria decisione, Froome ha spiegato di aver maturato questa scelta già nei mesi successivi all’infortunio. Il britannico ha ammesso di aver sperato fino all’ultimo di poter rientrare in gruppo in condizioni competitive, ma il recupero non ha restituito le sensazioni necessarie per continuare a gareggiare ai massimi livelli. Il quattro volte vincitore del Tour de France ha sottolineato come non avrebbe voluto concludere la propria carriera in questo modo, ma di aver compreso che era arrivato il momento di voltare pagina.
Una carriera ricca di successi
Chris Froome lascia il ciclismo con un palmarès che lo colloca tra i corridori più vincenti dell’epoca moderna. Nel corso della sua carriera ha conquistato: quattro Tour de France; due Vuelta di Spagna; un Giro d’Italia; numerose vittorie di tappa nelle principali corse a tappe del calendario internazionale. Per diversi anni è stato il punto di riferimento del ciclismo mondiale grazie alle sue straordinarie qualità nelle salite e nelle cronometro, dominando le grandi corse a tappe con continuità e autorevolezza.

La caduta che ha cambiato tutto
Il momento più difficile della carriera di Froome è arrivato con il grave incidente che ha segnato gli ultimi anni della sua attività Nonostante mesi di riabilitazione e il forte desiderio di tornare competitivo, il campione britannico non è più riuscito a ritrovare la brillantezza che lo aveva portato sul gradino più alto del podio nelle più importanti competizioni internazionali. La caduta della scorsa estate ha rappresentato il punto di svolta definitivo, convincendolo che fosse arrivato il momento di chiudere il proprio percorso da professionista.
L’eredità di Chris Froome nel ciclismo
Con il ritiro di Chris Froome si conclude un’epoca del ciclismo moderno. Il britannico ha scritto pagine memorabili del Tour de France e delle grandi corse a tappe, diventando uno dei simboli del movimento internazionale. La sua capacità di dominare le salite alpine, gestire le cronometro e costruire vittorie attraverso una preparazione meticolosa ha lasciato un segno profondo nella storia di questo sport. Pur con un finale segnato dagli infortuni, Froome lascia il gruppo con il rispetto di avversari, tifosi e addetti ai lavori, consapevole di aver costruito una carriera destinata a rimanere tra le più importanti del ciclismo contemporaneo.
Ciclismo
Ciclismo: Elisa Longo Borghini ancora campionessa italiana!
Elisa Longo Borghini vince il Campionato Italiano di ciclismo su strada a Pordenone per la settima volta. Sul podio Trinca Colonel e Balsamo, Ciabocco oro U23.

Elisa Longo Borghini continua a scrivere la storia del ciclismo femminile italiano. La campionessa della UAE Team ADQ ha conquistato per la settima volta il titolo nazionale su strada, imponendosi ai Campionati Italiani disputati a Pordenone con una prestazione di grande autorità. La corridora di Verbania ha centrato il successo al termine di una gara di 120 chilometri, caratterizzata da selezione progressiva e da un attacco decisivo nella parte finale del percorso.
Ciclismo, l’attacco decisivo sul castello di Caneva
La corsa si è decisa nella fase centrale dell’ultima parte del tracciato, quando Longo Borghini ha accelerato durante la terza scalata del castello di Caneva, riuscendo a fare la differenza rispetto alle principali avversarie. Da quel momento in avanti, la campionessa italiana ha gestito il vantaggio con grande maturità, consolidando progressivamente il margine fino all’arrivo al Velodromo Bottecchia, dove ha potuto celebrare un nuovo trionfo in maglia tricolore.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Podio di alto livello alle spalle della campionessa
Alle spalle della vincitrice ha chiuso Monica Trinca Colonel, staccata di circa 20 secondi e protagonista di una prova solida che le ha garantito il secondo posto. Terza posizione per Elisa Balsamo, che ha regolato la volata del gruppo inseguitore, confermando ancora una volta la sua competitività anche nelle gare su strada dopo le ottime prestazioni nelle volate. Nel gruppo di testa era presente anche Eleonora Ciabocco, che ha conquistato il titolo Under 23, coronando una giornata importante per il movimento giovanile italiano.
Longo Borghini sempre più nella storia del ciclismo italiano
Con questo successo, Elisa Longo Borghini raggiunge quota sette titoli nazionali, confermandosi una delle atlete più vincenti e costanti del panorama ciclistico italiano. La sua azione solitaria a Pordenone rappresenta l’ennesima dimostrazione di forza e intelligenza tattica, qualità che le hanno permesso di dominare la gara e di confermarsi ancora una volta al vertice.
I Campionati Italiani femminili hanno offerto una competizione di alto livello, ma il nome della giornata resta quello di Elisa Longo Borghini. La campionessa di Verbania si conferma punto di riferimento assoluto e continua a lasciare il segno nella storia del ciclismo azzurro.
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