Ciclismo
Chris Froome si ritira dal ciclismo: il quattro volte vincitore del Tour de France dice addio alle corse
Chris Froome annuncia il ritiro dal ciclismo professionistico a 41 anni. Il britannico chiude una carriera leggendaria dopo la caduta del 2025 e quattro Tour de France conquistati.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Il ciclismo internazionale saluta uno dei suoi campioni più iconici. Chris Froome ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica, mettendo la parola fine a una carriera che lo ha consacrato tra i più grandi corridori della storia delle corse a tappe. A 41 anni, il campione britannico ha deciso di lasciare il professionismo dopo aver preso coscienza che il grave incidente subito la scorsa estate aveva compromesso definitivamente le possibilità di tornare ai livelli che lo avevano reso protagonista assoluto del panorama mondiale.
Froome: l’annuncio del ritiro: “Lo sapevo già dopo la caduta”
Nel messaggio con cui ha comunicato la propria decisione, Froome ha spiegato di aver maturato questa scelta già nei mesi successivi all’infortunio. Il britannico ha ammesso di aver sperato fino all’ultimo di poter rientrare in gruppo in condizioni competitive, ma il recupero non ha restituito le sensazioni necessarie per continuare a gareggiare ai massimi livelli. Il quattro volte vincitore del Tour de France ha sottolineato come non avrebbe voluto concludere la propria carriera in questo modo, ma di aver compreso che era arrivato il momento di voltare pagina.
Una carriera ricca di successi
Chris Froome lascia il ciclismo con un palmarès che lo colloca tra i corridori più vincenti dell’epoca moderna. Nel corso della sua carriera ha conquistato: quattro Tour de France; due Vuelta di Spagna; un Giro d’Italia; numerose vittorie di tappa nelle principali corse a tappe del calendario internazionale. Per diversi anni è stato il punto di riferimento del ciclismo mondiale grazie alle sue straordinarie qualità nelle salite e nelle cronometro, dominando le grandi corse a tappe con continuità e autorevolezza.

La caduta che ha cambiato tutto
Il momento più difficile della carriera di Froome è arrivato con il grave incidente che ha segnato gli ultimi anni della sua attività Nonostante mesi di riabilitazione e il forte desiderio di tornare competitivo, il campione britannico non è più riuscito a ritrovare la brillantezza che lo aveva portato sul gradino più alto del podio nelle più importanti competizioni internazionali. La caduta della scorsa estate ha rappresentato il punto di svolta definitivo, convincendolo che fosse arrivato il momento di chiudere il proprio percorso da professionista.
L’eredità di Chris Froome nel ciclismo
Con il ritiro di Chris Froome si conclude un’epoca del ciclismo moderno. Il britannico ha scritto pagine memorabili del Tour de France e delle grandi corse a tappe, diventando uno dei simboli del movimento internazionale. La sua capacità di dominare le salite alpine, gestire le cronometro e costruire vittorie attraverso una preparazione meticolosa ha lasciato un segno profondo nella storia di questo sport. Pur con un finale segnato dagli infortuni, Froome lascia il gruppo con il rispetto di avversari, tifosi e addetti ai lavori, consapevole di aver costruito una carriera destinata a rimanere tra le più importanti del ciclismo contemporaneo.
Ciclismo
Tour de France, Pogacar domina e allunga in classifica
Tadej Pogacar conquista la 14ª tappa del Tour de France 2026 a Le Markstein. Doppietta UAE con Del Toro secondo e Seixas terzo, Vingegaard chiude quarto.
Tadej Pogacar continua a dettare legge al Tour de France. Il fuoriclasse sloveno ha conquistato la 14ª tappa, imponendosi sul traguardo di Le Markstein al termine di una frazione di alta montagna che ha confermato la sua superiorità sugli avversari diretti nella lotta per la maglia gialla. Per il capitano della UAE Team Emirates si tratta del quarto successo di tappa in questa edizione della Grande Boucle, un risultato che rafforza ulteriormente la sua leadership e alimenta le ambizioni di conquistare un altro Tour.
Tour de France: Pogacar fa la differenza sull’ultima salita
La tappa si è decisa nel finale, quando il ritmo imposto dagli uomini della UAE Team Emirates ha selezionato il gruppo dei migliori. Sulle rampe conclusive verso Le Markstein, Pogacar ha sferrato l’attacco decisivo, staccando i principali rivali e tagliando il traguardo in solitaria. Lo sloveno ha dimostrato ancora una volta di essere il corridore più brillante in salita, gestendo perfettamente lo sforzo e aumentando il proprio vantaggio nella classifica generale.
Festa UAE: Del Toro secondo, Seixas completa il podio
La giornata si è trasformata in un autentico trionfo per la formazione emiratina. Alle spalle di Pogacar hanno infatti chiuso Isaac Del Toro, autore di una prestazione convincente, e Paul Seixas, che ha completato una storica tripletta sul podio per la UAE Team Emirates. Un risultato che certifica la superiorità della squadra, protagonista assoluta della corsa sia dal punto di vista tattico che atletico.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Vingegaard limita i danni ma perde terreno
Alle spalle del trio UAE ha concluso Jonas Vingegaard, che ha cercato di rispondere agli attacchi senza però riuscire a tenere il ritmo imposto da Pogacar nel momento decisivo. Il danese resta tra i principali contendenti per il successo finale, ma la sensazione è che dovrà inventarsi qualcosa nelle prossime tappe di montagna per riaprire una corsa che, al momento, sembra saldamente nelle mani dello sloveno.
Classifica generale del Tour de France sempre più favorevole a Pogacar
Con il successo di Le Markstein, Pogacar consolida la propria posizione al comando del Tour de France 2026 e manda un messaggio chiaro alla concorrenza. Le montagne continuano a essere il terreno ideale per il campione sloveno, che appare in grande condizione fisica e supportato da una squadra praticamente perfetta. Le prossime tappe saranno decisive per capire se Vingegaard e gli altri uomini di classifica riusciranno a trovare il modo di mettere in difficoltà il leader della corsa oppure se il dominio di Pogacar proseguirà fino a Parigi.
Una vittoria che vale anche sul piano psicologico
Oltre al successo di giornata, Pogacar porta a casa un importante vantaggio mentale. Il quarto centro personale in questa edizione del Tour conferma una superiorità evidente e aumenta la pressione sui rivali, chiamati a cambiare strategia se vorranno provare a ribaltare la situazione nelle ultime tappe della corsa.
Ciclismo
Tour de France, Schmid trionfa nella 13ª tappa
Mauro Schmid conquista la 13ª tappa del Tour de France 2026 davanti a Harold Tejada. Tom Pidcock chiude terzo, guadagna oltre sette minuti sui big e sale al quarto posto della classifica generale.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Il Tour de France regala spettacolo nella tredicesima frazione, con una giornata ricca di colpi di scena che ridisegna la classifica generale. A imporsi sul traguardo di Belfort è lo svizzero Mauro Schmid, bravo a battere allo sprint il colombiano Harold Tejada dopo una lunga fuga. Terza posizione per Tom Pidcock, autentico protagonista della giornata grazie a un’azione offensiva che gli permette di recuperare oltre sette minuti sui principali uomini di classifica.
Schmid firma la sua prima vittoria al Tour de France
La tappa, lunga 205,8 chilometri da Dole a Belfort, era considerata ideale per gli attaccanti e le previsioni sono state rispettate. Dopo una fuga numerosa, Schmid ha trovato lo spunto decisivo nel finale insieme a Tejada, riuscendo poi a prevalere in una volata a due che gli consegna il primo successo di tappa in carriera al Tour de France.

Pidcock cambia la classifica generale
Se Schmid festeggia la vittoria di giornata, il grande vincitore in ottica classifica è Tom Pidcock. Il britannico ha animato la corsa con un attacco da lontano, chiudendo al terzo posto e sfruttando il ritardo accumulato dal gruppo dei favoriti, arrivato al traguardo con oltre sette minuti di distacco. Grazie a questa prestazione, Pidcock balza dal decimo al quarto posto della classifica generale, portandosi a soli nove secondi dal podio occupato da Remco Evenepoel e rilanciando le proprie ambizioni in vista delle decisive tappe alpine.
Pogacar conserva la maglia gialla
Nonostante il pesante ritardo accusato nella frazione, il gruppo dei big ha gestito la situazione senza compromettere la leadership di Tadej Pogacar, che conserva la maglia gialla davanti a Jonas Vingegaard. La classifica generale, però, si accorcia alle spalle dei primi tre grazie all’exploit di Pidcock, che entra ufficialmente nella lotta per le posizioni di vertice.
Tour de France: ora arrivano le grandi montagne
La tredicesima tappa rappresentava l’ultimo banco di prova prima delle impegnative frazioni alpine. Il successo di Schmid conferma come le fughe possano ancora fare la differenza al Tour, mentre l’attacco di Pidcock aggiunge un nuovo protagonista alla corsa per il podio. Con le grandi salite ormai alle porte, il Tour de France 2026 entra nella sua fase decisiva, con Pogacar chiamato a difendere il vantaggio dagli attacchi di Vingegaard, Evenepoel e di un ritrovato Pidcock.
Ciclismo
Tour de France, Tim Merlier domina la 12ª tappa: tripletta in volata
Tim Merlier conquista la dodicesima tappa del Tour de France 2026, centrando il terzo successo personale. Sul podio Kooij e Philipsen, mentre Tadej Pogacar conserva la maglia gialla.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Tim Merlier si conferma il velocista di riferimento del Tour de France. Il corridore belga della Soudal Quick-Step ha conquistato la dodicesima frazione della Grande Boucle, imponendosi nella volata conclusiva e firmando il suo terzo successo in questa edizione della corsa francese. Alle sue spalle hanno chiuso Olav Kooij e Jasper Philipsen, mentre la classifica generale è rimasta invariata con Tadej Pogacar ancora saldamente al comando in maglia gialla.
Merlier irresistibile: terza vittoria al Tour de France
La dodicesima tappa, lunga 179,1 chilometri da Nevers a Chalon-sur-Saône, sembrava destinata a concludersi con uno sprint di gruppo e le aspettative non sono state tradite. Dopo una giornata caratterizzata da diversi tentativi di fuga, il gruppo è riuscito a ricompattarsi nel finale, preparando il terreno alla sfida tra i migliori velocisti del Tour. Nel momento decisivo è stato ancora una volta Tim Merlier a fare la differenza. Il belga ha trovato il varco giusto negli ultimi metri e ha lanciato uno sprint potente che gli ha permesso di precedere Olav Kooij e Jasper Philipsen, centrando così la terza affermazione personale dopo i successi ottenuti nelle precedenti volate della Grande Boucle.
Finale movimentato: Ganna prova l’azione, poi la volata
La corsa si è animata anche negli ultimi chilometri grazie ai tentativi di alcuni attaccanti che hanno cercato di sorprendere il gruppo prima dello sprint conclusivo. Tra i protagonisti anche Filippo Ganna, che ha provato ad anticipare i velocisti con un’azione nel finale, senza però riuscire a resistere al ritorno del plotone. Negli ultimi metri un contatto e una caduta hanno coinvolto alcuni corridori alle spalle dei primi, ma Merlier è riuscito a evitare qualsiasi problema, lanciandosi verso una vittoria netta che conferma il suo straordinario stato di forma.

Pogacar mantiene la maglia gialla
Per gli uomini di classifica generale è stata una giornata senza particolari scossoni. Tadej Pogacar ha controllato senza difficoltà la situazione, conservando la leadership della corsa con un vantaggio rassicurante sui principali rivali. Con l’arrivo delle prossime tappe più impegnative, la lotta per la maglia gialla entrerà nuovamente nel vivo, ma per il momento lo sloveno continua a gestire la corsa con grande autorità.
Tour de France, Merlier sempre più re delle volate
Il terzo successo nella stessa edizione del Tour certifica la superiorità di Tim Merlier nelle volate di questa Grande Boucle. Il belga continua a dominare gli arrivi a ranghi compatti e rafforza la propria candidatura come miglior sprinter della corsa. Con ancora diverse tappe da disputare, la sfida tra Merlier, Kooij, Philipsen e gli altri specialisti della velocità promette spettacolo fino all’ultimo arrivo, mentre Pogacar resta il punto di riferimento nella corsa alla vittoria finale del Tour de France 2026.
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