Rugby
Rugby, l’Italia cerca conferme nei test match estivi
Rugby: l’Italia di Gonzalo Quesada affronta Giappone, Nuova Zelanda e Australia nel Nations Championship 2026. Due vittorie sarebbero decisive per confermare la crescita degli Azzurri.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
L’estate dell’Italia del rugby rappresenta molto più di una semplice serie di partite internazionali. La nuova Nations Championship offrirà agli Azzurri di Gonzalo Quesada un banco di prova fondamentale per misurare la crescita mostrata negli ultimi due anni e consolidare il proprio ruolo tra le migliori nazionali del panorama mondiale. Il calendario non concede margini d’errore: l’Italia sarà impegnata in trasferta contro Giappone, Nuova Zelanda e Australia, tre sfide che diranno molto sul reale livello raggiunto dalla Nazionale.
Rugby: Nations Championship, un nuovo esame per gli Azzurri
La Nations Championship segna una svolta nel calendario internazionale del rugby, sostituendo i tradizionali tour estivi con una competizione che mette di fronte le migliori selezioni dell’emisfero nord e di quello sud. Per l’Italia sarà l’occasione di confrontarsi con avversari di altissimo livello e verificare quanto il percorso di crescita sia ormai consolidato. L’obiettivo non sarà soltanto ottenere risultati positivi, ma dimostrare continuità dopo i progressi evidenziati nel recente Sei Nazioni.
Il Sei Nazioni ha certificato i progressi
La squadra guidata da Quesada arriva all’appuntamento forte di un torneo europeo particolarmente convincente, concluso con due vittorie prestigiose contro Scozia e Inghilterra. In particolare, il successo ottenuto contro gli inglesi ha rappresentato una pietra miliare nella storia del rugby italiano, confermando l’evoluzione tecnica e mentale del gruppo azzurro. Ora, però, servirà trasformare quei risultati in una costante anche contro le grandi nazionali dell’emisfero australe.
Due vittorie per cambiare lo status dell’Italia
Il primo ostacolo sarà il Giappone, avversario competitivo ma considerato alla portata degli Azzurri. Successivamente arriveranno le sfide contro Nuova Zelanda e Australia, due test di livello assoluto. Se battere il Giappone rappresenta il minimo sindacale per confermare il percorso di crescita, conquistare anche una vittoria contro l’Australia darebbe un significato completamente diverso alla tournée estiva. Un doppio successo consentirebbe infatti all’Italia di rafforzare il proprio posizionamento internazionale e presentarsi alla Nations Championship con nuove ambizioni.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
La continuità resta la vera sfida
Negli ultimi anni il rugby italiano ha spesso alternato prestazioni di altissimo livello a battute d’arresto inattese. È proprio questa mancanza di continuità che Quesada vuole eliminare. La tournée estiva rappresenta quindi un passaggio cruciale: non basterà una singola impresa, ma servirà dimostrare solidità nell’arco dell’intero ciclo di partite. Solo così l’Italia potrà confermare di appartenere stabilmente all’élite del rugby mondiale.
Calendario dell’Italia nella Nations Championship 2026
Il programma degli Azzurri prevede tre sfide in trasferta tra Asia e Oceania:
- 4 luglio: Giappone-Italia (Tokyo)
- 11 luglio: Nuova Zelanda-Italia (Wellington)
- 18 luglio: Australia-Italia (Perth)
Un’estate che può segnare il futuro dell’Italia del rugby
Le prossime settimane saranno determinanti per misurare il reale valore della Nazionale italiana. Dopo i segnali incoraggianti arrivati nel Sei Nazioni, il gruppo di Gonzalo Quesada è chiamato a compiere un ulteriore passo avanti contro avversari di altissimo profilo. Conquistare due vittorie significherebbe consolidare il percorso di crescita e rafforzare la credibilità dell’Italia nel nuovo panorama internazionale del rugby. Un traguardo che potrebbe aprire prospettive ancora più ambiziose in vista delle prossime competizioni mondiali.
Rugby
Rugby, Italia: Quesada sceglie i 33 per il Nations Championship
L’Italia del rugby si prepara al debutto nel Nations Championship 2026: ufficializzata la lista dei convocati per le sfide contro Giappone, Australia e Nuova Zelanda.

Foto di Thomas Serer su Unsplash
L’Italia del rugby è pronta a scrivere una nuova pagina della propria storia internazionale. Il commissario tecnico Gonzalo Quesada ha ufficializzato la lista dei 33 giocatori convocati per il Nations Championship 2026, il nuovo torneo che riunisce le migliori dodici nazionali del panorama mondiale e che promette di rivoluzionare il calendario internazionale della palla ovale. Gli azzurri si ritroveranno a L’Aquila per iniziare la preparazione in vista di un’estate particolarmente impegnativa, caratterizzata da tre sfide di altissimo livello contro Giappone, Australia e Nuova Zelanda.
Nations Championship 2026, inizia una nuova era del rugby
Il Nations Championship rappresenta una delle principali novità del rugby internazionale. Nato dalla collaborazione tra Six Nations Rugby e SANZAAR, il torneo metterà di fronte le dodici nazionali più competitive del mondo attraverso un format innovativo articolato tra le finestre internazionali di luglio e novembre. L’Italia sarà chiamata a un percorso particolarmente impegnativo. Nel mese di luglio gli azzurri affronteranno nell’ordine il Giappone, l’Australia e i temibili All Blacks della Nuova Zelanda, in una serie di incontri che rappresenteranno un importante banco di prova per il gruppo guidato da Quesada.
Le novità tra i convocati: spazio ai giovani talenti
Tra gli aspetti più interessanti della lista diramata dal ct argentino spiccano alcune novità assolute. Sono infatti tre gli esordienti convocati per la prima volta con la Nazionale maggiore: gli avanti Giulio Marini e Alessandro Ortombina, ai quali si aggiunge il giovane trequarti Malik Faissal, reduce dalle ottime prestazioni con l’Italia Under 20. Da segnalare anche il ritorno di Ion Neculai, assente dalla Nazionale dal 2022, che ritrova il gruppo azzurro dopo diversi anni e potrebbe rappresentare una risorsa importante durante la competizione.

Foto di Angel Arcalle su Unsplash
I leader dell’Italia per la sfida mondiale
Accanto ai volti nuovi non mancano i punti di riferimento della Nazionale. Quesada ha infatti confermato gran parte dell’ossatura che ha affrontato le ultime competizioni internazionali. Tra gli avanti figurano elementi di grande esperienza come Michele Lamaro, Lorenzo Cannone, Niccolò Cannone, Danilo Fischetti, Gianmarco Lucchesi e Federico Ruzza. Nel reparto arretrato saranno invece presenti giocatori di qualità e talento come Tommaso Allan, Paolo Garbisi, Tommaso Menoncello, Louis Lynagh, Lorenzo Pani e Stephen Varney.
Obiettivo crescita contro le migliori nazionali del mondo
Per l’Italia il Nations Championship rappresenterà un’opportunità unica per misurarsi con alcune delle squadre più forti del ranking mondiale. Lo stesso Quesada ha sottolineato come la nuova competizione possa offrire ulteriori stimoli e occasioni di crescita per il movimento rugbistico azzurro. Le sfide contro Giappone, Australia e Nuova Zelanda permetteranno infatti di valutare il livello raggiunto dalla Nazionale italiana e di accumulare esperienza preziosa in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.
Rugby, il calendario delle sfide di luglio
L’avventura azzurra nel Nations Championship prenderà il via il 4 luglio contro il Giappone. Successivamente arriveranno due test di altissimo profilo contro la Nuova Zelanda l’11 luglio e contro l’Australia il 18 luglio. A novembre, invece, l’Italia affronterà Sudafrica, Argentina e Fiji davanti al pubblico di casa. L’obiettivo della Nazionale sarà quello di confermare i progressi mostrati negli ultimi anni e dimostrare di poter competere stabilmente con le grandi potenze del rugby mondiale.
Rugby
Rugby: Italia, Quesada convoca 28 Azzurri per il Nations Championship
Gonzalo Quesada ha ufficializzato i convocati dell’Italia del rugby per il raduno di Treviso. Tornano Garbisi e Lucchesi, mentre Sergio Parisse entra nello staff tecnico.

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L’Italia del rugby guarda al futuro con ambizione e prepara le prossime sfide internazionali. Il commissario tecnico Gonzalo Quesada ha annunciato la lista dei 28 giocatori convocati per il raduno di Treviso, appuntamento chiave nel percorso di avvicinamento al Nations Championship in programma nel mese di luglio.
Gli azzurri si ritroveranno per due giornate di lavoro intense con l’obiettivo di costruire le basi della tournée estiva che vedrà la Nazionale impegnata contro avversari di assoluto livello tra Giappone, Nuova Zelanda e Australia. Un banco di prova fondamentale per valutare la crescita del gruppo e consolidare il progetto tecnico avviato negli ultimi mesi.
Rugby: Italia, rientrano i giocatori impegnati all’estero
Tra le principali novità della convocazione spicca il ritorno di diversi giocatori che militano nei campionati stranieri e che hanno già concluso i rispettivi impegni stagionali. Tra questi figurano Paolo Garbisi e Gianmarco Lucchesi, due elementi di grande esperienza internazionale destinati ad avere un ruolo centrale nel percorso della Nazionale. Rispetto al precedente raduno di Parma, riservato esclusivamente agli atleti di Benetton Rugby e Zebre Parma, il gruppo si amplia con l’inserimento di giocatori provenienti dall’estero, offrendo a Quesada una rosa più completa su cui lavorare.
Nations Championship, esperienza e giovani talenti per gli Azzurri
Tra gli avanti trovano spazio leader consolidati come Michele Lamaro, Federico Ruzza, Lorenzo Cannone e Niccolò Cannone, punti di riferimento del rugby italiano nelle ultime stagioni. Accanto ai veterani ci sono diversi giovani che continuano il loro percorso di crescita in maglia azzurra. Tra i nomi più osservati figura Malik Faissal, ancora in attesa dell’esordio ufficiale con la Nazionale maggiore e considerato uno dei prospetti più interessanti del movimento italiano. Opportunità importanti anche per altri giovani convocati come Samuele Locatelli, Giulio Marini, Matteo Nocera e Alessandro Ortombina, chiamati a dimostrare il proprio valore in un contesto internazionale sempre più competitivo.

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Sergio Parisse inizia una nuova avventura con l’Italia
Uno degli aspetti più significativi del raduno di Treviso riguarda l’ingresso ufficiale di Sergio Parisse nello staff della Nazionale. L’ex capitano azzurro, considerato uno dei più grandi giocatori della storia del rugby italiano, inizierà il suo nuovo percorso al fianco di Gonzalo Quesada. La sua presenza rappresenta un valore aggiunto sotto il profilo tecnico, tattico e motivazionale. L’esperienza accumulata nei principali campionati internazionali e con la maglia azzurra potrà infatti offrire un contributo prezioso alla crescita delle nuove generazioni.
Obiettivo crescita: l’Italia prepara una tournée impegnativa
Le sfide contro Giappone, Nuova Zelanda e Australia rappresenteranno un test estremamente importante per misurare il livello raggiunto dagli Azzurri. Il Nations Championship offrirà alla Nazionale l’opportunità di confrontarsi con alcune delle migliori realtà del rugby mondiale e di accumulare esperienza in vista dei prossimi impegni internazionali. Quesada punta a costruire una squadra sempre più competitiva, capace di confermare i progressi mostrati nelle recenti competizioni e di consolidare il proprio ruolo nel panorama rugbistico internazionale.
Convocati : inizia il cammino verso il Nations Championship di rugby
Il raduno di Treviso segna dunque l’inizio di una nuova fase per l’Italia Rugby. Tra ritorni importanti, giovani emergenti e l’arrivo di Sergio Parisse nello staff tecnico, gli Azzurri si preparano ad affrontare una delle estati più impegnative degli ultimi anni. La strada verso il Nations Championship è ufficialmente iniziata e il gruppo guidato da Gonzalo Quesada vuole farsi trovare pronto per affrontare le sfide che lo attendono sui campi internazionali.
Rugby
Rugby: Valorugby Emilia campione d’Italia: battuto il Petrarca Padova
Il Valorugby Emilia conquista il primo scudetto della sua storia superando il Petrarca Padova nella finale del campionato italiano di rugby. Prestazione dominante e trionfo storico per la squadra di Marcello Violi.

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Una giornata destinata a entrare per sempre nella storia del rugby italiano. Il Valorugby Emilia conquista il primo scudetto della sua storia superando il Petrarca Padova nella finalissima disputata allo Stadio Plebiscito. Dopo un avvio complicato, la formazione guidata da Marcello Violi prende il controllo della partita e domina il confronto, imponendosi con autorità e meritandosi il titolo di campione d’Italia. Per il club emiliano si tratta del coronamento di un percorso straordinario, culminato con una prestazione di grande maturità sul palcoscenico più importante della stagione.
Rugby: Petrarca avanti, poi la reazione degli emiliani
L’inizio della finale sembra sorridere ai padroni di casa. Il Petrarca approccia la sfida con grande aggressività, mantenendo il possesso del pallone e costringendo il Valorugby a difendersi per lunghi tratti della prima frazione. La pressione dei veneti viene premiata al 16′, quando una rapida apertura verso l’esterno libera Scagnolari, bravo a trovare lo spazio giusto per schiacciare oltre la linea e portare avanti il Petrarca. Il vantaggio, però, rappresenta soltanto una parentesi all’interno di una gara che presto cambierà padrone.
Il Valorugby cambia marcia e ribalta la finale
Superata la fase iniziale di difficoltà, gli emiliani iniziano progressivamente a imporre il proprio ritmo. La svolta arriva poco prima della mezz’ora, quando una maul avanzante mette in crisi la difesa padovana e Giacomo Milano trova la meta del sorpasso. Da quel momento il Valorugby prende definitivamente il controllo dell’incontro. La squadra di Violi aumenta intensità e precisione, trovando spazi sempre più ampi nella retroguardia avversaria. Prima Resino finalizza una splendida azione corale dei trequarti, poi Leituala completa il lavoro con la terza meta che consente agli ospiti di andare all’intervallo sul rassicurante punteggio di 21-5.

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Secondo tempo di gestione e controllo
Nella ripresa il Petrarca prova a reagire per riaprire la sfida, ma commette diversi errori che impediscono qualsiasi tentativo di rimonta. Il Valorugby, invece, dimostra grande lucidità nella gestione del vantaggio, controllando il ritmo della partita e limitando al minimo i rischi. Le punizioni trasformate da Hugo permettono agli emiliani di allungare ulteriormente il margine, mentre la difesa continua a respingere ogni iniziativa dei padroni di casa. Con il passare dei minuti diventa sempre più evidente la superiorità della formazione allenata da Marcello Violi, capace di dominare sul piano fisico, tattico e mentale.
Un trionfo storico per il club emiliano di rugby
Il fischio finale scatena la festa dell’Emilia, che conquista il primo titolo nazionale della propria storia. Un successo costruito attraverso una stagione di altissimo livello e certificato da una finale praticamente perfetta dopo il primo quarto d’ora di gioco. Per Marcello Violi e i suoi giocatori si tratta di un risultato destinato a restare nella memoria del club e dei tifosi. La vittoria contro una delle realtà più prestigiose del rugby italiano come il Petrarca rappresenta infatti un passaggio storico per la crescita della società. Lo scudetto 2026 porta così una nuova squadra nell’albo d’oro del rugby italiano e consacra definitivamente il Valorugby Emilia tra le grandi protagoniste del movimento nazionale.
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