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Pallanuoto: il Settebello strappa il pass per le Final Eight della World Cup
Il Settebello continua la sua marcia perfetta e conquista con autorità il pass per le Final Eight della World Cup di pallanuoto. Ad Alessandropoli, gli azzurri superano anche la Croazia per 13-11, chiudendo il girone B a punteggio pieno dopo le vittorie contro Spagna e Stati Uniti.Una prestazione convincente quella della squadra guidata dal commissario tecnico Alessandro Campagna, capace di mantenere sempre il controllo del match contro i vicecampioni olimpici. L’Italia ha costruito il successo con solidità e continuità, accelerando nei momenti decisivi della gara, in particolare nella seconda metà, quando ha saputo alzare il ritmo e gestire il vantaggio. Tra i protagonisti spicca Iocchi Gratta, autore di una tripletta determinante, ben supportato da Cassia e Cannella, mentre tra i pali Nicosia ha garantito sicurezza con interventi decisivi nei momenti più delicati dell’incontro.

Pallanuoto, il Settebello vola!
Al termine della gara, Campagna ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto, sottolineando però la necessità di non abbassare la concentrazione: “Abbiamo giocato una bella pallanuoto e abbiamo raggiunto il nostro obiettivo che sono le finali di Sydney. Ora vedremo nel nuovo girone altre partite performanti e dovremo continuare su questa linea”. Con la qualificazione ormai in tasca, il Settebello tornerà in acqua giovedì per affrontare la seconda classificata del girone A nel nuovo raggruppamento, una fase utile soprattutto per definire la griglia delle Final Eight. Le sfide serviranno anche per testare soluzioni e mantenere alta l’intensità in vista dell’appuntamento più importante. Le finali della World Cup si disputeranno a Sydney dal 22 al 26 luglio, dove l’Italia si presenterà con ambizioni importanti, forte di un percorso fin qui impeccabile.
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Scherma: la Santuccio trionfa in Coppa del Mondo!
Scherma: Alberta Santuccio domina a Saint-Maur: trionfo azzurro in Coppa del Mondo. La spadista italiana conquista la seconda vittoria consecutiva e chiude la stagione nel migliore dei modi.

Grande Italia nella scherma internazionale e straordinaria prestazione di Alberta Santuccio, protagonista assoluta nell’ultima tappa della Coppa del Mondo di spada femminile disputata a Saint-Maur, in Francia. L’azzurra ha conquistato la medaglia d’oro al termine di una giornata praticamente perfetta, confermando il suo eccezionale stato di forma nel finale di stagione. Per la schermitrice italiana si tratta del secondo successo consecutivo nel circuito mondiale dopo il recente trionfo di Medellin, un risultato che certifica la continuità di rendimento della campionessa azzurra e la crescita costante mostrata negli ultimi mesi.
Scherma: finale dominata contro Hadley Husisian
Nel match decisivo, Alberta Santuccio ha superato con autorità la statunitense Hadley Husisian con il punteggio di 15-8, controllando l’assalto sin dalle prime stoccate e mostrando grande lucidità nei momenti chiave dell’incontro. La vittoria di Saint-Maur rappresenta il quarto successo in carriera in Coppa del Mondo per la schermitrice delle Fiamme Oro, sempre più protagonista assoluta della spada femminile internazionale.

Percorso impeccabile sulla pedana francese
Il cammino della campionessa italiana è stato di altissimo livello fin dalle prime eliminazioni dirette. Dopo aver superato il derby azzurro contro Giulia Paulis nei sedicesimi, Santuccio ha eliminato la polacca Klughardt agli ottavi e la statunitense Nixon nei quarti di finale. Molto combattuta la semifinale contro la cinese Jingwen Yang, vinta dall’azzurra con il punteggio di 15-11 grazie a una gestione tattica impeccabile dell’assalto. Tra i momenti più emozionanti della giornata anche il successo all’ultima stoccata contro l’israeliana Botvinnik, battuta 14-13 in uno degli assalti più intensi della competizione.
Italia protagonista nella scherma mondiale
Il trionfo di Alberta Santuccio conferma ancora una volta il grande momento della scherma italiana femminile, già protagonista durante tutta la stagione internazionale. Negli ultimi mesi le azzurre hanno raccolto risultati prestigiosi nelle principali competizioni del circuito mondiale, consolidando il ruolo dell’Italia tra le nazioni di riferimento della spada femminile. La vittoria di Saint-Maur chiude nel migliore dei modi la stagione di Coppa del Mondo e proietta l’atleta siciliana verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali con entusiasmo e ambizioni sempre più importanti.
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Boxe, morto a 88 anni Francesco De Piccoli: il campione di pugilato italiano
È morto a 88 anni Francesco De Piccoli, oro olimpico a Roma 1960 nei pesi massimi. Figura storica della boxe italiana, lascia un’eredità importante nello sport azzurro.

Il mondo della boxe italiana è in lutto per la scomparsa di Francesco De Piccoli, conosciuto anche come “Franco”. Il campione, tra i protagonisti più importanti della storia del pugilato azzurro, si è spento all’età di 88 anni, lasciando un segno profondo nello sport nazionale. Figura simbolo dei pesi massimi, De Piccoli ha rappresentato per anni un punto di riferimento sia a livello dilettantistico che professionistico, contribuendo a dare prestigio alla boxe italiana soprattutto negli anni ’60.
Dalle origini veneziane all’oro olimpico nella boxe
Nato a Venezia il 29 novembre 1937, Francesco De Piccoli si impose rapidamente nel panorama pugilistico nazionale. Prima del successo olimpico, aveva già costruito un curriculum di grande valore: due titoli di campione d’Italia e la vittoria ai Mondiali militari nel 1960 disputati a Wiesbaden, in Germania. Il momento più alto della sua carriera arrivò però alle Olimpiadi di Roma 1960, dove conquistò la medaglia d’oro nei pesi massimi. Nel percorso olimpico superò avversari di alto livello come il belga Willy Venneman e il sovietico Andrey Abramov, già due volte campione europeo. In semifinale ebbe la meglio sul cecoslovacco Josef Nemec, mentre in finale vinse in modo netto contro il sudafricano Daan Bekker, chiudendo il match per KO alla seconda ripresa. Con lui, quella spedizione azzurra entrò nella storia insieme ad altri grandi nomi come Nino Benvenuti e Francesco Mussi. Il suo bilancio dilettantistico racconta 52 vittorie, 6 sconfitte e un pareggio.
Una carriera professionistica brillante ma breve
Passato al professionismo, De Piccoli mostrò subito grande potenza e aggressività, ottenendo 25 vittorie tra il 1960 e il 1963, di cui molte per KO nelle prime riprese. Tuttavia, la sua carriera fu condizionata da una certa vulnerabilità ai colpi, fattore che ne limitò la continuità ai massimi livelli. Nel corso degli anni subì anche alcuni atterramenti, riuscendo però spesso a restare in piedi e a portare a termine gli incontri. Tra i suoi match più seguiti resta memorabile la serata al PalaEur, dove arrivò a richiamare oltre 14.000 spettatori, numeri eccezionali per l’epoca.

Il declino sportivo e il ritiro
Nel 1963 arrivò la prima sconfitta contro Wayne Betha, seguita da altri stop negli anni successivi, tra cui quelli contro Joe Bygraves, Everett Copeland e Peter Weyland. Proprio dopo quest’ultimo incontro, nel 1965, decise di ritirarsi definitivamente dal ring. Il suo addio al pugilato segnò la fine di una carriera intensa ma relativamente breve nel professionismo.
Conclusa l’attività sportiva, Francesco De Piccoli tornò a una vita più tranquilla a Venezia, dove si dedicò anche al lavoro come istruttore di guida nella sua autoscuola, attività che poi lasciò al figlio. Nel 2004 il giornalista Valter Esposito gli dedicò una biografia, contribuendo a preservarne la memoria sportiva e umana. Nel mondo della boxe era conosciuto con il soprannome di “Gigante buono”, un appellativo che raccontava bene il suo carattere gentile fuori dal ring.
La scomparsa di Francesco De Piccoli rappresenta una perdita significativa per lo sport italiano. Il suo oro olimpico e i suoi successi hanno contribuito a scrivere pagine importanti della boxe azzurra, rendendolo una figura ancora oggi ricordata con grande rispetto.
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