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America’s Cup, il viaggio verso Napoli 2027 parte da Cagliari
La Sardegna ospita le prime regate preliminari della America’s Cup 2026: riflettori su Luna Rossa, Team New Zealand e la strada che porterà alla storica edizione di Napoli 2027.

L’attesa è finita. La lunga corsa verso la America’s Cup 2027 prende ufficialmente il via da Cagliari, con il Golfo degli Angeli pronto a trasformarsi nel primo grande teatro della vela internazionale. Le regate preliminari in programma dal 22 al 24 maggio rappresentano il primo assaggio della competizione che culminerà a Napoli nell’estate del 2027, quando l’Italia ospiterà per la prima volta nella storia la manifestazione velica più prestigiosa al mondo.
America’s Cup, Luna Rossa torna protagonista davanti al pubblico italiano
Grande attenzione sarà inevitabilmente riservata a Luna Rossa Prada Pirelli, chiamata a inaugurare una nuova fase del proprio progetto sportivo proprio nelle acque che negli ultimi anni sono diventate il cuore operativo del team italiano.
Cagliari non è una scelta casuale. La Sardegna rappresenta ormai una seconda casa per Luna Rossa, che ha costruito qui gran parte della preparazione tecnica e atletica delle ultime campagne dell’America’s Cup. Il vento variabile, le correnti e le condizioni del Golfo degli Angeli offriranno subito indicazioni importanti sul livello competitivo delle squadre in gara.
Le regate sarde saranno inoltre il primo banco di prova reale contro alcuni dei principali avversari internazionali, a partire dai campioni in carica di Emirates Team New Zealand, pronti a difendere il trofeo conquistato nelle ultime edizioni della competizione.
Cagliari apre la Road to Naples
L’evento in Sardegna segna l’inizio ufficiale della cosiddetta “Road to Naples”, il percorso di avvicinamento alla 38ª America’s Cup. La scelta italiana di ospitare la manifestazione tra Cagliari e Napoli conferma la crescente centralità del Paese nel panorama internazionale della vela.
Nel weekend sono previste otto regate di flotta con le moderne imbarcazioni AC40, seguite dalla finale Match Race tra i due migliori equipaggi della classifica generale. Un format spettacolare pensato per offrire grande visibilità al pubblico e aumentare l’interesse internazionale attorno alla competizione.

Team internazionali e spettacolo in mare
Alla tappa inaugurale parteciperanno otto equipaggi. Oltre a Luna Rossa e Team New Zealand, saranno presenti anche i britannici di Athena Racing, gli svizzeri di Alinghi e i francesi di La Roche-Posay Racing Team. Alcune squadre schiereranno sia gli equipaggi principali sia le formazioni youth e femminili, segnale di una competizione sempre più aperta allo sviluppo dei giovani talenti e del movimento femminile.
Assenti invece, almeno per questa fase preliminare, i team statunitensi e australiani che entreranno nel circuito in vista dell’appuntamento dell’America’s Cup di Napoli 2027.
Napoli sogna la storica America’s Cup
L’obiettivo finale resta però Napoli. La città partenopea ospiterà nel 2027 la prima America’s Cup disputata in Italia, un evento destinato a generare un impatto enorme sul turismo, sull’economia e sull’immagine internazionale del Paese.
Per Luna Rossa sarà l’occasione di inseguire il sogno più grande: riportare finalmente la Vecchia Brocca in Italia dopo le finali perse negli anni contro Team New Zealand. La strada è ancora lunga, ma tutto comincia da Cagliari, dove il mare sardo è pronto a lanciare la sfida più affascinante della vela mondiale.
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Mondiali canoa velocità: Zironi-Rossetti quarte
Lucrezia Zironi e Giada Rossetti chiudono al quarto posto la finale del K2 500 femminile ai Mondiali di canoa velocità 2026 a Poznan. Italia a 94 centesimi dal bronzo.

Si ferma a un passo dal podio l’avventura di Lucrezia Zironi e Giada Rossetti nella finale del K2 500 femminile ai Mondiali di canoa velocità. Sul bacino di Poznan, in Polonia, l’equipaggio azzurro ha conquistato un comunque significativo quarto posto, chiudendo la prova con il tempo di 1:42.14. Le italiane non sono riuscite a inserirsi nella lotta per le medaglie, ma hanno mantenuto con autorità la quarta posizione, riuscendo anche a prendere il largo sulle imbarcazioni immediatamente alle loro spalle nel tratto conclusivo. Il distacco dal bronzo è stato di 94 centesimi, mentre il titolo mondiale è andato all’Australia.
Canoa: K2 500 femminile, Australia campione del mondo
La finale ha visto una sfida sostanzialmente divisa in due. Davanti, tre equipaggi hanno fatto gara per le medaglie, mentre alle loro spalle si è sviluppata la lotta per le posizioni successive. A imporsi sono state le australiane Kailey Harlen e Natalia Drobot, capaci di completare i 500 metri in 1:39.54 e conquistare così il titolo iridato. La medaglia d’argento è andata alla Cina, con Yu Shimeng e Yin Mengdie seconde in 1:41.19. Soltanto un centesimo ha separato le cinesi dalla Germania, terza con Paulina Paszek e Pauline Jagsch in 1:41.20.
Zironi e Rossetti quarte ai Mondiali di Poznan
Per Zironi e Rossetti, la gara è stata caratterizzata da una posizione praticamente stabile alle spalle delle tre imbarcazioni in lotta per il podio. Le azzurre hanno accusato un distacco significativo dalle medaglie, ma hanno saputo gestire la seconda parte della prova senza concedere spazio alle inseguitrici. Nel finale il K2 italiano ha ulteriormente consolidato la quarta piazza, terminando in 1:42.14, con un ritardo di 2.60 secondi dall’oro e di 0.94 dal bronzo. Alle spalle dell’Italia si sono piazzati il Belgio, quinto in 1:42.52, i Paesi Bassi, sesti in 1:43.14, la Polonia, settima in 1:43.23, le Atlete Individuali Neutrali B, ottave in 1:44.56, e la Spagna, nona in 1:45.21.

Un altro risultato importante per l’Italia
Il quarto posto di Lucrezia Zironi e Giada Rossetti rappresenta comunque un piazzamento di rilievo per la spedizione azzurra ai Mondiali di canoa velocità di Poznan. Le due atlete arrivavano all’appuntamento iridato dopo una stagione che le aveva già viste protagoniste nel K2 500, con risultati importanti nel circuito internazionale. A Poznan è mancato l’acuto sul podio, ma il risultato conferma la competitività del binomio italiano in una delle specialità più importanti del programma della canoa velocità.
Canoa velocità, Italia a un passo dal podio
Zironi e Rossetti chiudono quindi i Mondiali 2026 con un quarto posto nel K2 500 femminile. Un risultato che lascia inevitabilmente un pizzico di rammarico per la medaglia sfumata, ma che testimonia ancora una volta il valore dell’equipaggio azzurro sulla scena internazionale.
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Scherma, FIE: parità di genere con nuove iniziative
La FIE rafforza la parità di genere nella scherma: premi uguali, formazione per allenatrici e nuove opportunità nei ruoli tecnici. Ecco tutte le novità.
La parità di genere nella scherma diventa sempre più una priorità per la Federazione Internazionale della Scherma (FIE). La conclusione dei Mondiali di Hong Kong ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulle iniziative messe in campo dalla Federazione per garantire pari opportunità non soltanto in pedana, ma anche nei ruoli tecnici e dirigenziali. L’obiettivo della FIE è costruire un sistema nel quale uomini e donne possano avere le stesse possibilità di competere, crescere professionalmente e ricoprire incarichi di responsabilità. Un percorso che negli ultimi anni si è concretizzato attraverso interventi dedicati ai premi economici, alla formazione e alla leadership femminile.
Scherma, premi uguali per uomini e donne
Uno degli aspetti più significativi riguarda il montepremi delle competizioni internazionali. La FIE ha infatti consolidato il principio della parità economica tra atleti e atlete, garantendo gli stessi premi nelle competizioni maschili e femminili. Ai Mondiali di scherma 2026 a Hong Kong il montepremi complessivo è stato di 1,02 milioni di dollari. Di questi, 480.000 dollari sono stati destinati alle competizioni individuali e 540.000 alle gare a squadre, senza differenze legate al genere.
Per le prove individuali, il campione del mondo ha ricevuto 40.000 dollari, mentre al secondo classificato sono andati 20.000 e ai due medagliati di bronzo 10.000 ciascuno. Nelle competizioni a squadre, invece, il premio per la formazione vincitrice è stato di 50.000 dollari complessivi. Una scelta che rafforza la volontà della FIE di riconoscere lo stesso valore alle prestazioni sportive, indipendentemente dal genere dell’atleta.
Il Piano Strategico FIE 2025-2028
Le iniziative sulla parità di genere si inseriscono all’interno del più ampio Piano Strategico FIE 2025-2028, dedicato alla tutela e allo sviluppo degli atleti. Il programma comprende diversi interventi: dai ritiri di preparazione in vista dei grandi appuntamenti internazionali ai percorsi di crescita professionale, passando per la tutela degli sportivi, la formazione antidoping e i programmi destinati ad accompagnare gli atleti anche nella fase successiva alla carriera agonistica. La Federazione punta quindi a una visione più ampia dello sport, nella quale la crescita dell’atleta non viene limitata al risultato ottenuto sulla pedana.

Generata con AI
Parità di genere nella scherma: il nodo degli allenatori
Se sul fronte agonistico la situazione appare maggiormente equilibrata, rimane invece una differenza importante nei ruoli tecnici. Gli uomini rappresentano ancora la maggioranza degli allenatori attivi a livello internazionale. Per affrontare questo squilibrio, la FIE ha istituito il Consiglio “Donne e Scherma”, organismo incaricato di favorire una maggiore presenza femminile nelle posizioni di leadership e negli staff tecnici. Il passaggio dalla parità in gara alla parità nelle opportunità professionali rappresenta dunque uno dei prossimi obiettivi della Federazione.
Formazione per le allenatrici: il seminario di Rio
Tra le iniziative più importanti figura il Seminario internazionale per allenatrici, organizzato a Rio de Janeiro in occasione dei Mondiali juniores e cadetti. Il progetto ha coinvolto 13 allenatrici provenienti da altrettanti Paesi, impegnate per una settimana in un programma formativo di oltre 40 ore. Il percorso ha combinato lezioni teoriche, approfondimenti tecnici e attività dedicate alla leadership. Le partecipanti hanno potuto lavorare su numerosi aspetti della professione: dalla preparazione nelle tre armi della scherma alla psicologia dello sport, dalla medicina sportiva alla tutela dei minori, fino alla gestione del recupero dopo gli infortuni.
Più spazio alla leadership femminile nella scherma
La FIE non si è limitata alla preparazione tecnica. Una parte importante del progetto è stata infatti dedicata allo sviluppo delle competenze di leadership delle allenatrici. Il percorso ha affrontato temi come comunicazione, autostima, capacità decisionale e crescita professionale, con l’obiettivo di fornire alle partecipanti strumenti utili anche per ricoprire ruoli di maggiore responsabilità all’interno del movimento schermistico. Al termine del seminario, le allenatrici hanno sostenuto un esame e ottenuto una certificazione ufficiale, oltre all’attrezzatura necessaria per proseguire il proprio lavoro nei rispettivi Paesi.
L’obiettivo della FIE: creare una nuova rete internazionale
Il progetto della Federazione Internazionale della Scherma guarda quindi oltre la semplice formazione. L’idea è creare una rete internazionale di professioniste capaci di diventare punti di riferimento per le nuove generazioni. La strategia della FIE si sviluppa su più livelli: premi economici uguali, pari opportunità nelle competizioni, formazione delle allenatrici e maggiore presenza femminile nei ruoli di responsabilità. La scherma si candida così a essere uno degli sport più avanzati sul fronte della parità di genere. Il percorso non può considerarsi concluso, soprattutto per quanto riguarda gli incarichi tecnici, ma le iniziative messe in campo indicano una direzione precisa: garantire che il talento possa emergere e trovare spazio indipendentemente dal genere, sia sulla pedana sia fuori da essa.
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Pallamano, Italia eliminata dall’Egitto ai Giochi del Mediterraneo
L’Italia di pallamano viene eliminata dall’Egitto ai Giochi del Mediterraneo 2026. Gli azzurri salutano il torneo dopo la fase a gironi.

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Si ferma contro l’Egitto il percorso dell’Italia nel torneo maschile di pallamano ai Giochi del Mediterraneo. Gli azzurri non riescono a conquistare l’accesso alle semifinali e devono salutare la competizione in corso in Puglia. La nazionale italiana era arrivata all’ultima giornata del girone con la necessità di ottenere un risultato positivo dopo una prima parte di torneo caratterizzata da una vittoria e una sconfitta. Il successo all’esordio contro il Kosovo aveva portato i primi due punti, mentre il successivo ko di misura contro il Portogallo aveva complicato sensibilmente la situazione nel gruppo A.
Italia, sfuma il passaggio alle semifinali
Il match contro l’Egitto rappresentava dunque un appuntamento decisivo per gli azzurri. La formazione egiziana, già protagonista di un ottimo avvio di torneo, si presentava all’appuntamento con un percorso perfetto e con l’obiettivo di consolidare il primo posto nel raggruppamento. Per l’Italia, invece, la partita valeva l’accesso alla fase successiva. Nel torneo maschile dei Giochi del Mediterraneo, infatti, soltanto le prime due formazioni di ciascun girone conquistano il pass per le semifinali. (OA Sport) La squadra italiana ha provato a rimanere agganciata alla partita, ma alla fine non è riuscita a superare l’ostacolo rappresentato dalla nazionale africana.

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Il ko con il Portogallo aveva complicato tutto
A pesare sul cammino dell’Italia è stata soprattutto la sconfitta rimediata nella seconda giornata contro il Portogallo. Gli azzurri erano stati battuti al termine di una gara combattuta con il punteggio di 31-30, sfiorando una rimonta che avrebbe potuto cambiare completamente la situazione nel girone. Dopo quel risultato, Italia e Portogallo si trovavano appaiate a quota due punti, mentre l’Egitto era già al comando a punteggio pieno. La situazione lasciava agli azzurri un compito particolarmente complicato: affrontare nell’ultima giornata proprio la formazione egiziana, mentre il Portogallo aveva sulla carta un impegno più agevole contro il Kosovo.
Giochi del Mediterraneo, termina il percorso degli azzurri
L’eliminazione rappresenta una delusione per la nazionale italiana, che puntava a proseguire il proprio percorso nel torneo di Taranto.La competizione si sta disputando tra diverse sedi pugliesi e il torneo maschile di pallamano vede la partecipazione di otto rappresentative. Gli incontri della fase a gironi hanno avuto tra i principali teatri il Palasport di Fasano. Per l’Italia resta il rammarico di aver visto sfumare la qualificazione dopo un percorso nel quale ogni punto si è rivelato determinante. La vittoria all’esordio aveva acceso le speranze, ma la successiva battuta d’arresto contro il Portogallo ha reso decisiva la sfida contro l’Egitto. L’Italia di pallamano è quindi eliminata dai Giochi del Mediterraneo 2026, mentre l’Egitto prosegue il proprio cammino verso le semifinali.
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