Ciclismo
Giochi del Mediterraneo, tripletta Italia nel ciclismo
Rachele Barbieri conquista l’oro ai Giochi del Mediterraneo 2026. Martina Fidanza argento e Barbara Guarischi bronzo: tripletta azzurra a Taranto.

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Straordinario dominio dell’Italia nel ciclismo femminile ai Giochi del Mediterraneo. La prova in linea disputata a Taranto si è conclusa con un podio completamente azzurro: Rachele Barbieri ha conquistato la medaglia d’oro, precedendo le compagne Martina Fidanza, argento, e Barbara Guarischi, bronzo. Un risultato di grande prestigio per la squadra italiana, capace di occupare tutte le posizioni del podio al termine di una gara caratterizzata da un finale allo sprint.
Giochi del Mediterraneo Barbieri d’oro a Taranto, Fidanza e Guarischi completano il podio
La gara si è sviluppata per circa 77 chilometri, con un percorso privo di difficoltà altimetriche particolarmente selettive. Le caratteristiche del tracciato hanno favorito una conclusione in volata, scenario nel quale le azzurre hanno saputo giocare al meglio le proprie carte. Nel rettilineo conclusivo è stata Rachele Barbieri a mettere tutte le avversarie alle proprie spalle, conquistando così la medaglia d’oro. Alle sue spalle hanno tagliato il traguardo Martina Fidanza e Barbara Guarischi, rispettivamente seconda e terza. La prima atleta non italiana è stata la slovena Nika Bobnar, quarta. Quinta posizione invece per la greca Argiro Milaki.
Italia, una prova di squadra perfetta
Il successo non è arrivato soltanto grazie alle qualità delle singole cicliste. L’Italia ha gestito la corsa con grande attenzione fin dalle prime fasi, controllando il gruppo e preparando nel migliore dei modi lo sprint finale. Particolarmente importante è stato il lavoro di Elena Cecchini, impegnata a guidare tatticamente la squadra e a mantenere le compagne nelle posizioni migliori. L’obiettivo delle azzurre era evitare attacchi pericolosi e arrivare compatte alla fase decisiva della gara. La strategia ha funzionato alla perfezione: nel momento decisivo, le tre italiane sono riuscite a occupare le prime tre posizioni e a trasformare la prova in linea dei Giochi del Mediterraneo in una festa tutta azzurra.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Barbieri, un oro dal peso storico
Per Rachele Barbieri si tratta di un successo particolarmente significativo. La ciclista italiana, già protagonista su pista a livello internazionale, aggiunge così una nuova medaglia importante al proprio palmarès. Il trionfo di Taranto assume inoltre un valore speciale per l’Italia: grazie a questa tripletta, la spedizione azzurra ha raggiunto quota 2.500 medaglie complessive nella storia dei Giochi del Mediterraneo. Un traguardo celebrato nel modo migliore, con un podio interamente italiano.
Giochi del Mediterraneo, Italia protagonista
L’impresa di Barbieri, Fidanza e Guarischi conferma ancora una volta la qualità del movimento ciclistico italiano. A Taranto le azzurre hanno imposto la propria legge, gestendo la corsa con lucidità e finalizzando il lavoro di squadra con una volata perfetta. Oro a Rachele Barbieri, argento a Martina Fidanza e bronzo a Barbara Guarischi: il ciclismo femminile regala così all’Italia una delle immagini più belle dei Giochi del Mediterraneo.
Ciclismo
Vuelta, Brennan vince la seconda tappa: Pogačar 3°
Vuelta di Spagna: Mathew Brennan vince la seconda tappa davanti a Miquel e Pogačar. Lo sloveno resta in maglia rossa. Van Aert 2° nella generale.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Mathew Brennan firma una vittoria sorprendente nella seconda tappa della Vuelta di Spagna. Il giovane britannico della Visma | Lease a Bike si impone a Manosque al termine di una frazione combattuta, precedendo Pau Miquel e Tadej Pogačar, terzo sul traguardo. Lo sloveno conserva così la maglia rossa di leader della classifica generale, dopo aver conquistato la cronometro inaugurale di Monaco. Pogačar mantiene un vantaggio di nove secondi su Wout van Aert, mentre Brennan sale al terzo posto della generale.
Vuelta, Van Aert prova l’attacco
La seconda frazione, partita da Monaco, ha visto i corridori affrontare circa 214 chilometri prima dell’arrivo a Manosque. Il finale, caratterizzato da un tratto in salita, sembrava particolarmente adatto ai corridori esplosivi. La Visma | Lease a Bike ha provato a giocare le proprie carte con Van Aert, mentre il gruppo dei favoriti è rimasto compatto nelle fasi decisive. Anche Pogačar ha mostrato ancora una volta la propria condizione, rimanendo nelle prime posizioni quando la corsa è entrata nel vivo.
Brennan, la sorpresa della giornata
Quando sembrava ormai delinearsi un duello tra i big, la Visma ha giocato la carta Mathew Brennan. Il britannico ha sfruttato perfettamente il lavoro della squadra e ha lanciato l’azione decisiva a circa un chilometro e mezzo dall’arrivo. Nessuno è riuscito a riportarsi sulla sua ruota. Brennan ha così conquistato il primo successo in una grande corsa a tappe, proprio al debutto in un Grande Giro. Alle sue spalle si sono piazzati Miquel e Pogačar, con Mads Pedersen costretto ad accontentarsi di un piazzamento lontano dal successo.

Pogačar ancora in maglia rossa
Il terzo posto permette a Tadej Pogačar di conservare il simbolo del primato. Il vincitore della cronometro di apertura resta davanti a tutti nella classifica generale, con nove secondi di margine su Van Aert. Brennan, grazie agli abbuoni e al successo di tappa, sale invece al terzo posto a 10 secondi dal leader. La Vuelta conferma quindi fin dalle prime due giornate di poter offrire una corsa ricca di protagonisti e strategie. La Visma ha ottenuto il massimo dalla propria tattica, mentre Pogačar ha ancora una volta difeso il primato.
Vuelta di Spagna, domani la prima vera sfida in salita
La terza tappa cambierà completamente scenario. Il gruppo affronterà infatti una frazione di montagna con arrivo a Font-Romeu, nei Pirenei francesi, vicino al confine con la Spagna. Per Pogačar sarà un nuovo test importante per la maglia rossa, mentre gli uomini di classifica avranno la prima occasione concreta per provare a guadagnare terreno.
Ciclismo
Vuelta, Pogacar vince la crono e veste la maglia rossa
Un Tadej Pogacar immenso vince la cronometro d’apertura della Vuelta a Monaco e conquista la maglia rossa. Hayter battuto per soli 9 millesimi.

La Vuelta di Spagna si apre subito nel segno di Tadej Pogacar. Il fuoriclasse sloveno conquista la cronometro inaugurale sulle strade di Monaco e indossa immediatamente la prima maglia rossa della corsa. Un successo arrivato al termine di una sfida tiratissima, decisa da appena 9 millesimi di secondo.
Pogacar, vittoria al fotofinish nella cronometro di Monaco
La prima tappa della Vuelta proponeva una prova contro il tempo di circa 9,4 chilometri, interamente ambientata nel Principato di Monaco. Un percorso breve e tecnico, nel quale ogni curva e ogni dettaglio potevano fare la differenza. Per buona parte della gara, Ethan Hayter sembrava destinato a conquistare la vittoria. Il britannico della Soudal Quick-Step aveva infatti fatto segnare un tempo di riferimento che sembrava difficile da migliorare. Pogacar, però, ha cambiato ritmo nel finale e ha completato una rimonta straordinaria. Il verdetto del cronometro è stato incredibile: Pogacar primo, Hayter secondo, separati soltanto da nove millesimi. Un margine praticamente impercettibile che ha regalato allo sloveno il primo successo della Vuelta 2026 e la leadership della classifica generale.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Hayter, una beffa difficile da digerire
La delusione maggiore è naturalmente quella di Ethan Hayter. Il britannico aveva accarezzato a lungo la possibilità di conquistare la prima maglia rossa, ma proprio nelle battute conclusive ha dovuto arrendersi alla rimonta del grande favorito. Sul terzo gradino del podio si è invece piazzato Joshua Tarling, mentre la top five è stata completata da Callum Thornley.
Pogacar lancia subito il messaggio alla Vuelta
Con questa vittoria, Pogacar manda immediatamente un segnale fortissimo a tutti gli avversari. Lo sloveno, reduce dal successo al Tour de France, ha iniziato nel migliore dei modi la sua Vuelta, competizione che torna ad affrontare dopo diversi anni. La maglia rossa è dunque già sulle sue spalle. E il margine minimo con cui ha conquistato la cronometro rende ancora più spettacolare l’inizio della corsa spagnola. La seconda tappa proporrà subito un’altra sfida interessante: 214 chilometri da Monaco a Manosque, con un percorso mosso che potrebbe già creare le prime differenze tra i principali pretendenti alla classifica generale.
Ciclismo
Julian Alaphilippe si ritira: addio al ciclismo a 34 anni
Julian Alaphilippe si ritira dal ciclismo con effetto immediato a 34 anni. Il Tour de France 2026 è stata l’ultima gara di una carriera da 45 vittorie.

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Il ciclismo perde uno dei suoi protagonisti più spettacolari. Julian Alaphilippe si ritira con effetto immediato e chiude a 34 anni una carriera lunga 13 stagioni tra i professionisti. La notizia, anticipata da L’Équipe e confermata da diverse fonti, pone fine a un’avventura ricca di successi, emozioni e momenti rimasti nella storia dello sport. Il Tour de France 2026 è stata quindi l’ultima corsa disputata dal campione francese. Alaphilippe non porterà a termine la stagione con la Tudor Pro Cycling e ha deciso di rinunciare anche all’ultimo anno del contratto che lo avrebbe legato alla squadra fino al 2027.
Alaphilippe, una carriera da 45 vittorie
Il palmarès di Alaphilippe racconta perfettamente il peso avuto dal corridore francese nel ciclismo internazionale. In 13 anni da professionista sono arrivate 45 vittorie, con alcuni dei successi più prestigiosi del calendario mondiale. Il capitolo più importante è rappresentato dai due titoli mondiali consecutivi. Alaphilippe ha conquistato la maglia iridata a Imola nel 2020 e ha poi confermato il titolo l’anno successivo a Lovanio nel 2021. A questi trionfi si aggiunge la straordinaria Milano-Sanremo del 2019, una delle classiche monumento più prestigiose del calendario. Nello stesso anno il francese si impose anche alla Strade Bianche, mentre nel suo palmarès figurano tre Freccia Vallone e una Clasica San Sebastian.
Il legame speciale con il Tour de France
Il Tour de France ha rappresentato un altro capitolo fondamentale della carriera di Alaphilippe. Il francese ha conquistato sei vittorie di tappa alla Grande Boucle e ha indossato per 18 giorni la maglia gialla. Indimenticabile soprattutto il Tour del 2019, quando Alaphilippe riuscì a vestire il simbolo del primato per due settimane, alimentando anche il sogno di poter competere per la vittoria finale. Al termine della corsa concluse al quinto posto. La Grande Boucle del 2026, invece, ha avuto un significato completamente diverso. Al termine della corsa Alaphilippe aveva già lasciato intendere che difficilmente sarebbe tornato al Tour. Pochi giorni dopo è arrivata la decisione definitiva di chiudere la carriera.

Alaphilippe dice addio al ciclismo
Il ritiro arriva dopo alcune stagioni complicate, nelle quali il corridore ha dovuto fare i conti con cadute e difficoltà nel ritrovare la condizione che lo aveva reso uno dei ciclisti più temuti e amati del gruppo. Alaphilippe era passato alla Tudor Pro Cycling dopo la lunga esperienza con la Quick-Step, ma il suo rendimento non è più tornato ai livelli degli anni migliori. L’ultima vittoria della sua carriera resta quella ottenuta al Grand Prix de Québec nel 2025. Ora arriva la decisione definitiva: nessun’altra gara nel 2026 e addio al ciclismo professionistico con effetto immediato.
Un campione che ha lasciato il segno
Il ritiro di Julian Alaphilippe chiude una delle carriere più riconoscibili del ciclismo moderno. Attaccante, protagonista nelle classiche e capace di esaltarsi anche sulle grandi montagne, il francese ha costruito la propria popolarità attraverso uno stile di corsa sempre offensivo. A 34 anni, dopo 45 vittorie, due Mondiali e una Milano-Sanremo, Alaphilippe sceglie dunque di fermarsi. Il Tour de France 2026 resterà l’ultima pagina della sua storia agonistica, mentre il suo nome è ormai parte integrante della storia recente del ciclismo.
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