Ciclismo
Vuelta, Pogacar vince la crono e veste la maglia rossa
Un Tadej Pogacar immenso vince la cronometro d’apertura della Vuelta a Monaco e conquista la maglia rossa. Hayter battuto per soli 9 millesimi.

La Vuelta di Spagna si apre subito nel segno di Tadej Pogacar. Il fuoriclasse sloveno conquista la cronometro inaugurale sulle strade di Monaco e indossa immediatamente la prima maglia rossa della corsa. Un successo arrivato al termine di una sfida tiratissima, decisa da appena 9 millesimi di secondo.
Pogacar, vittoria al fotofinish nella cronometro di Monaco
La prima tappa della Vuelta proponeva una prova contro il tempo di circa 9,4 chilometri, interamente ambientata nel Principato di Monaco. Un percorso breve e tecnico, nel quale ogni curva e ogni dettaglio potevano fare la differenza. Per buona parte della gara, Ethan Hayter sembrava destinato a conquistare la vittoria. Il britannico della Soudal Quick-Step aveva infatti fatto segnare un tempo di riferimento che sembrava difficile da migliorare. Pogacar, però, ha cambiato ritmo nel finale e ha completato una rimonta straordinaria. Il verdetto del cronometro è stato incredibile: Pogacar primo, Hayter secondo, separati soltanto da nove millesimi. Un margine praticamente impercettibile che ha regalato allo sloveno il primo successo della Vuelta 2026 e la leadership della classifica generale.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Hayter, una beffa difficile da digerire
La delusione maggiore è naturalmente quella di Ethan Hayter. Il britannico aveva accarezzato a lungo la possibilità di conquistare la prima maglia rossa, ma proprio nelle battute conclusive ha dovuto arrendersi alla rimonta del grande favorito. Sul terzo gradino del podio si è invece piazzato Joshua Tarling, mentre la top five è stata completata da Callum Thornley.
Pogacar lancia subito il messaggio alla Vuelta
Con questa vittoria, Pogacar manda immediatamente un segnale fortissimo a tutti gli avversari. Lo sloveno, reduce dal successo al Tour de France, ha iniziato nel migliore dei modi la sua Vuelta, competizione che torna ad affrontare dopo diversi anni. La maglia rossa è dunque già sulle sue spalle. E il margine minimo con cui ha conquistato la cronometro rende ancora più spettacolare l’inizio della corsa spagnola. La seconda tappa proporrà subito un’altra sfida interessante: 214 chilometri da Monaco a Manosque, con un percorso mosso che potrebbe già creare le prime differenze tra i principali pretendenti alla classifica generale.
Ciclismo
Julian Alaphilippe si ritira: addio al ciclismo a 34 anni
Julian Alaphilippe si ritira dal ciclismo con effetto immediato a 34 anni. Il Tour de France 2026 è stata l’ultima gara di una carriera da 45 vittorie.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Il ciclismo perde uno dei suoi protagonisti più spettacolari. Julian Alaphilippe si ritira con effetto immediato e chiude a 34 anni una carriera lunga 13 stagioni tra i professionisti. La notizia, anticipata da L’Équipe e confermata da diverse fonti, pone fine a un’avventura ricca di successi, emozioni e momenti rimasti nella storia dello sport. Il Tour de France 2026 è stata quindi l’ultima corsa disputata dal campione francese. Alaphilippe non porterà a termine la stagione con la Tudor Pro Cycling e ha deciso di rinunciare anche all’ultimo anno del contratto che lo avrebbe legato alla squadra fino al 2027.
Alaphilippe, una carriera da 45 vittorie
Il palmarès di Alaphilippe racconta perfettamente il peso avuto dal corridore francese nel ciclismo internazionale. In 13 anni da professionista sono arrivate 45 vittorie, con alcuni dei successi più prestigiosi del calendario mondiale. Il capitolo più importante è rappresentato dai due titoli mondiali consecutivi. Alaphilippe ha conquistato la maglia iridata a Imola nel 2020 e ha poi confermato il titolo l’anno successivo a Lovanio nel 2021. A questi trionfi si aggiunge la straordinaria Milano-Sanremo del 2019, una delle classiche monumento più prestigiose del calendario. Nello stesso anno il francese si impose anche alla Strade Bianche, mentre nel suo palmarès figurano tre Freccia Vallone e una Clasica San Sebastian.
Il legame speciale con il Tour de France
Il Tour de France ha rappresentato un altro capitolo fondamentale della carriera di Alaphilippe. Il francese ha conquistato sei vittorie di tappa alla Grande Boucle e ha indossato per 18 giorni la maglia gialla. Indimenticabile soprattutto il Tour del 2019, quando Alaphilippe riuscì a vestire il simbolo del primato per due settimane, alimentando anche il sogno di poter competere per la vittoria finale. Al termine della corsa concluse al quinto posto. La Grande Boucle del 2026, invece, ha avuto un significato completamente diverso. Al termine della corsa Alaphilippe aveva già lasciato intendere che difficilmente sarebbe tornato al Tour. Pochi giorni dopo è arrivata la decisione definitiva di chiudere la carriera.

Alaphilippe dice addio al ciclismo
Il ritiro arriva dopo alcune stagioni complicate, nelle quali il corridore ha dovuto fare i conti con cadute e difficoltà nel ritrovare la condizione che lo aveva reso uno dei ciclisti più temuti e amati del gruppo. Alaphilippe era passato alla Tudor Pro Cycling dopo la lunga esperienza con la Quick-Step, ma il suo rendimento non è più tornato ai livelli degli anni migliori. L’ultima vittoria della sua carriera resta quella ottenuta al Grand Prix de Québec nel 2025. Ora arriva la decisione definitiva: nessun’altra gara nel 2026 e addio al ciclismo professionistico con effetto immediato.
Un campione che ha lasciato il segno
Il ritiro di Julian Alaphilippe chiude una delle carriere più riconoscibili del ciclismo moderno. Attaccante, protagonista nelle classiche e capace di esaltarsi anche sulle grandi montagne, il francese ha costruito la propria popolarità attraverso uno stile di corsa sempre offensivo. A 34 anni, dopo 45 vittorie, due Mondiali e una Milano-Sanremo, Alaphilippe sceglie dunque di fermarsi. Il Tour de France 2026 resterà l’ultima pagina della sua storia agonistica, mentre il suo nome è ormai parte integrante della storia recente del ciclismo.
Ciclismo
Ciclismo, Marco Frigo all’UAE dal 2027: sarà gregario di Pogacar
Marco Frigo lascia la NSN e dal 2027 correrà con l’UAE Team Emirates-XRG: contratto fino al 2028 e nuovo ruolo al fianco di Pogacar.

Generato con AI
Importante novità nel ciclomercato in vista della stagione 2027. Marco Frigo lascerà la NSN Cycling Team al termine dell’attuale stagione per approdare all’UAE Team Emirates-XRG, la formazione di Tadej Pogacar. L’operazione è stata ufficializzata dalla squadra emiratina, che ha annunciato un contratto biennale valido fino alla fine del 2028. Per il corridore italiano si tratta di un importante salto di qualità e dell’ingresso in una delle formazioni più competitive del panorama internazionale. Frigo avrà l’opportunità di confrontarsi con alcuni dei migliori interpreti del ciclismo mondiale e di mettere le proprie caratteristiche al servizio dei grandi obiettivi della squadra.
Marco Frigo, dal 2027 nuova avventura con Pogacar
La nuova esperienza di Marco Frigo scatterà ufficialmente dal 2027. Il corridore italiano, attualmente in forza alla NSN Cycling Team, ha trovato l’accordo con l’UAE Team Emirates-XRG dopo essere stato seguito con attenzione durante gli ultimi mesi. Le prime indiscrezioni sul possibile trasferimento erano già emerse durante la primavera, quando il nome del ciclista era stato accostato con insistenza alla formazione emiratina. L’annuncio ufficiale conferma quindi una trattativa che era ormai nell’aria. Frigo ha scelto di sposare un progetto ambizioso, con un contratto di due stagioni fino al 2028.

Frigo nuovo gregario di Tadej Pogacar
Uno degli aspetti più interessanti del trasferimento riguarda il possibile ruolo che Frigo potrà ricoprire al fianco di Tadej Pogacar. L’UAE Team Emirates-XRG punta infatti a costruire una squadra sempre più profonda e competitiva intorno al campione sloveno, mettendogli a disposizione corridori capaci di sostenerlo nelle principali corse a tappe e nelle gare più importanti del calendario. Frigo potrà così mettere a disposizione della squadra le proprie qualità e maturare ulteriormente all’interno di un organico costruito per competere ai massimi livelli.
La soddisfazione di Marco Frigo
Il corridore italiano ha accolto con entusiasmo la nuova sfida. Frigo ha spiegato di considerare i suoi primi quattro anni da professionista come un percorso nel quale ha potuto costruire e definire la propria identità ciclistica, sottolineando inoltre come le idee sue e dell’UAE Team Emirates-XRG siano allineate sul futuro. Il trasferimento rappresenta dunque un passaggio importante nella carriera del ciclista italiano. Dal 2027 Frigo vestirà i colori dell’UAE Team Emirates-XRG e sarà chiamato a inserirsi in una squadra che ha tra i propri principali obiettivi quello di continuare a competere per le vittorie più prestigiose del ciclismo internazionale.
Ciclismo
Ciclismo, Vingegaard, stagione finita: il danese pensa già al 2027
Jonas Vingegaard chiude in anticipo la stagione 2026 dopo la frattura alla clavicola. Il danese punta ora al recupero completo e al 2027.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Jonas Vingegaard non tornerà in gara nel 2026. Il corridore danese della Visma | Lease a Bike ha deciso, insieme alla squadra, di chiudere anticipatamente la propria stagione dopo le conseguenze dell’infortunio rimediato al Tour de France. La frattura alla clavicola destra, riportata durante una caduta nella quindicesima tappa della Grande Boucle, non gli permette infatti di recuperare in tempo per tornare competitivo. La notizia mette così la parola fine a un’annata comunque straordinaria per Vingegaard, capace di conquistare importanti successi prima dello sfortunato incidente al Tour.
Vingegaard, niente rientro nel 2026
Il danese aveva inizialmente programmato di riprendere gradualmente gli allenamenti dopo il periodo di riposo successivo al Tour de France. La frattura alla clavicola, però, ha modificato completamente i programmi. I tempi di recupero e la necessità di ritrovare una condizione atletica adeguata hanno portato Vingegaard e il suo team a scegliere la strada della prudenza. Il corridore ha spiegato di non poter raggiungere a breve il livello necessario per affrontare le gare al massimo delle proprie possibilità e ha quindi preferito non forzare il ritorno. La decisione è stata condivisa dalla Visma | Lease a Bike, che nelle prossime settimane lavorerà insieme al proprio capitano per definire il nuovo programma di allenamento e gli obiettivi della prossima stagione.

La caduta al Tour de France ha cambiato i programmi
L’infortunio è arrivato durante la quindicesima tappa del Tour de France, quando Vingegaard è stato vittima di una caduta che lo ha costretto al ritiro dalla corsa. Il danese ha riportato una frattura alla clavicola destra ed è stato successivamente sottoposto a un intervento chirurgico. Prima dell’incidente, Vingegaard stava vivendo una stagione di altissimo livello. Il 2026 gli aveva già regalato i successi nella Parigi-Nizza, nella Vuelta di Catalunya e soprattutto al Giro d’Italia, conquistato per la prima volta in carriera.
Vingegaard guarda già alla stagione 2027
Con la stagione ormai terminata, l’obiettivo principale diventa quindi il recupero completo. Nessuna corsa contro il tempo per il campione danese, che vuole presentarsi al 2027 nelle migliori condizioni fisiche possibili. La scelta di fermarsi definitivamente nel 2026 consentirà al corridore e alla squadra di programmare con maggiore tranquillità la preparazione invernale e il calendario della prossima stagione. Per Vingegaard si chiude dunque un’annata caratterizzata da grandi vittorie e da un finale amaro. Il danese dovrà ora lasciarsi alle spalle l’infortunio e concentrarsi sul futuro, con il 2027 già diventato il nuovo grande obiettivo della sua carriera.
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