Calcio
Champions League: il PSG è campione d’Europa!
Il Paris Saint-Germain conquista la Champions League 2025-2026 al termine di una finale intensa e combattuta contro l’Arsenal. Dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari, i francesi si impongono ai calci di rigore.

Il Paris Saint-Germain continua a scrivere la storia del calcio europeo. La squadra guidata da Luis Enrique ha conquistato la seconda Champions League consecutiva superando l’Arsenal nella finale di Budapest al termine di una sfida equilibrata, decisa soltanto ai calci di rigore. Dopo il pareggio per 1-1 nei 120 minuti di gioco, i francesi hanno mantenuto maggiore lucidità dal dischetto, imponendosi nella serie finale e confermandosi campioni d’Europa per il secondo anno consecutivo.
Champions League: pareggio nei primi 90′
La finale si era aperta nel migliore dei modi per l’Arsenal. Dopo appena sei minuti, Havertz aveva portato in vantaggio la formazione inglese sfruttando un errore difensivo e battendo il portiere parigino con una conclusione potente.
Il vantaggio ha permesso ai Gunners di impostare una gara molto attenta dal punto di vista difensivo, limitando gli spazi e costringendo il PSG a una lunga gestione del possesso palla. Nonostante la pressione costante dei francesi, la squadra di Arteta è riuscita a difendere il risultato per gran parte dell’incontro.
La svolta è arrivata nella ripresa. Al 65′, un intervento irregolare su Khvicha Kvaratskhelia all’interno dell’area ha portato l’arbitro a concedere il calcio di rigore al PSG. Dal dischetto Dembélé non ha sbagliato, riportando il match in perfetto equilibrio.
Supplementari senza reti e finale decisa ai rigori
Dopo il pareggio, entrambe le squadre hanno avuto occasioni per trovare il gol decisivo, ma né il PSG né l’Arsenal sono riusciti a rompere l’equilibrio. I tempi supplementari hanno confermato la grande tensione della sfida, con poche occasioni nitide e tanta attenzione tattica. La finale si è così trascinata fino alla lotteria dei calci di rigore, dove i dettagli hanno fatto la differenza.
Dal dischetto il PSG ha mostrato maggiore freddezza, l’Arsenal invece ha pagato alcuni errori pesanti che hanno compromesso il sogno europeo. Il momento che ha segnato definitivamente la finale è arrivato con l’ultimo rigore della serie inglese. Gabriel, chiamato a mantenere vive le speranze dei Gunners, ha calciato alto sopra la traversa consegnando il trofeo ai francesi.
L’errore del difensore brasiliano ha chiuso una serata amara per l’Arsenal, che aveva cullato il sogno di conquistare la prima Champions League della propria storia dopo il recente successo in Premier League.

PSG nella storia della Champions League
Con questo successo il Paris Saint-Germain entra ancora di più nella storia del calcio europeo. La squadra francese diventa infatti una delle poche formazioni capaci di vincere la Champions League per due stagioni consecutive, confermando la crescita del progetto costruito negli ultimi anni. Luis Enrique può festeggiare un altro traguardo prestigioso dopo una stagione nella quale il PSG ha dimostrato solidità, qualità tecnica e una notevole capacità di gestione nei momenti più delicati.
Delusione Arsenal, ma resta una stagione da protagonista
Per l’Arsenal la sconfitta lascia inevitabilmente amarezza, soprattutto per come è maturata. I Gunners hanno disputato una finale di alto livello, riuscendo a mettere in difficoltà i campioni in carica e restando in partita fino all’ultimo rigore. Nonostante il ko, la squadra di Mikel Arteta chiude una stagione importante, caratterizzata dalla vittoria del campionato inglese e da un percorso europeo che l’ha riportata stabilmente tra le grandi del continente.
A Budapest, però, la notte appartiene ancora al Paris Saint-Germain. Dopo 120 minuti di battaglia e una serie di rigori carica di tensione, i francesi confermano il proprio dominio europeo e sollevano nuovamente la Champions League davanti al mondo intero.
Calcio
Roberto Mancini torna sulla panchina dell’Italia! Ranieri nuovo Direttore Tecnico
Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Giovanni Malagò ufficializza anche Claudio Ranieri come direttore tecnico dopo l’addio di Paolo Maldini.

La Nazionale italiana riparte da Roberto Mancini. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha annunciato la nomina dell’ex tecnico azzurro come nuovo commissario tecnico, affidandogli il compito di guidare l’Italia in una delicata fase di ricostruzione. Contestualmente è stata ufficializzata anche la nomina di Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico, incarico che raccoglie l’eredità lasciata da Paolo Maldini dopo le recenti dimissioni. La decisione è arrivata al termine del Consiglio Federale e rappresenta una svolta significativa per il calcio italiano, che punta sull’esperienza di due figure di assoluto prestigio per rilanciare il progetto tecnico della Nazionale.
Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra
Per Roberto Mancini si tratta di un ritorno alla guida dell’Italia dopo il precedente ciclo che aveva riportato entusiasmo al movimento culminando con il trionfo agli Europei del 2021. Ora l’allenatore marchigiano è chiamato ad affrontare una nuova sfida: ricostruire un gruppo competitivo e restituire credibilità alla selezione azzurra dopo un periodo particolarmente complesso. La scelta di Malagò punta su un profilo che conosce perfettamente l’ambiente federale e che ha già dimostrato di saper valorizzare giovani talenti e creare un’identità di gioco riconoscibile.

Ranieri avrà il ruolo di direttore tecnico
Accanto a Mancini lavorerà Claudio Ranieri, nominato nuovo direttore tecnico della FIGC. L’ex allenatore, reduce da una lunga carriera ai massimi livelli del calcio internazionale, avrà il compito di coordinare l’area tecnica e contribuire allo sviluppo del progetto sportivo federale. La sua esperienza rappresenta un valore aggiunto per una struttura che punta a rafforzare la programmazione e la crescita del calcio italiano a tutti i livelli.
Si apre una nuova fase per la FIGC
Le nomine arrivano dopo giorni particolarmente movimentati in Federazione, segnati dalle dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo e da un intenso confronto interno sulla scelta del nuovo commissario tecnico. Con l’annuncio di Mancini e Ranieri, la FIGC ha ora definito il nuovo assetto dirigenziale e tecnico con l’obiettivo di riportare stabilità e rilanciare le ambizioni della Nazionale. L’attenzione si sposterà ora sul lavoro del nuovo staff e sulle prime convocazioni, che offriranno le prime indicazioni sul nuovo corso azzurro. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva, capace di ritrovare continuità di risultati e restituire entusiasmo ai tifosi italiani.
Calcio
Terremoto in FIGC, Maldini e Leonardo verso l’addio: si dimettono direttore tecnico e advisor della Nazionale
Scossone in FIGC: Paolo Maldini e Leonardo avrebbero deciso di lasciare i rispettivi incarichi di direttore tecnico e advisor della Nazionale. Ecco cosa sta succedendo e quali potrebbero essere le conseguenze.

Clamoroso colpo di scena ai vertici della FIGC. A poche settimane dall’inizio del nuovo corso federale, Paolo Maldini e Leonardo sarebbero pronti a lasciare i rispettivi incarichi di direttore tecnico e advisor della Nazionale italiana, mettendo improvvisamente in discussione il progetto di rilancio avviato dalla nuova governance federale. La notizia rappresenta un inatteso cambio di scenario, considerando che entrambi erano stati scelti per guidare il rinnovamento dell’area tecnica azzurra con un progetto pluriennale orientato verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali.
FIGC: le dimissioni cambiano il futuro
L’eventuale uscita di scena di Maldini e Leonardo aprirebbe un nuovo capitolo all’interno della Federazione. I due dirigenti erano stati chiamati a ricoprire un ruolo centrale nella riorganizzazione tecnica della Nazionale, con l’obiettivo di costruire una struttura solida, coordinare il lavoro delle selezioni giovanili e contribuire alle scelte strategiche del calcio italiano. Le dimissioni, costringerebbero la FIGC a individuare rapidamente nuove figure di riferimento per evitare rallentamenti nella programmazione.

Una decisione che scuote la Federazione
L’arrivo di Maldini era stato accolto come uno dei primi grandi segnali del nuovo corso federale. L’ex capitano azzurro aveva accettato l’incarico di direttore tecnico e presidente del Club Italia, mentre Leonardo era stato scelto come advisor grazie alla consolidata esperienza maturata sia in Italia sia all’estero. La loro collaborazione avrebbe dovuto rappresentare uno dei pilastri del progetto tecnico della Federazione, ma gli ultimi sviluppi sembrano aver modificato profondamente lo scenario.
La FIGC valuta le prossime mosse
L’eventuale addio dei due dirigenti obbligherebbe la Federazione a ridefinire in tempi brevi l’organigramma tecnico e a individuare un nuovo responsabile capace di garantire continuità al progetto della Nazionale. Nelle prossime ore sono attese comunicazioni ufficiali che potranno chiarire le motivazioni della decisione e delineare il futuro dell’area tecnica azzurra. Nel frattempo, il possibile passo indietro di Maldini e Leonardo rappresenta uno dei temi più rilevanti del calcio italiano e rischia di incidere significativamente sulla pianificazione della Nazionale.
Calcio
Spagna 1-0 Argentina: le Furie Rosse sono campioni del mondo
La Spagna torna sul tetto del mondo dopo 16 anni e lo fa battendo in finale i campioni del mondo in carica che non hanno fatto un tiro in porta in 120 minuti

La Spagna di Yamal campione e Messi KO
Nel calcio si creano sempre delle meravigliose storie e questa finale è una di quelle. Questo match è stato il perfetto passaggio di consegne da Messi a Yamal con tutte quante le coincidenze storiche che ci sono state come quella della foto o del numero 19. Anche per la Nazionale spagnola questo Mondiale aveva troppi collegamenti con quello del 2010 e questo probabilmente conferma l’esistenza dei cicli nel calcio.
Il torneo iberico era iniziato con un deludente 0-0 contro il Capo Verde però la squadra di Luis De La Fuente non ha mai mollato e ritrovando a pieno regime i propri campioni è riuscita a mantenere sempre il proprio dominio in campo e una difesa quasi impenetrabile con un solo gol subito in tutte le partite.
La competizione dei campioni in carica invece è stata abbastanza tortuosa, visto che la Selecciòn è andata ai supplementari in tutti i match tranne quello della semifinale contro l’Inghilterra, ed è stata trascinata da uno strepitoso Messi che a 39 anni ha messo a referto 8 gol e 4 assist ed è andato vicinissimo al suo secondo Mondiale.
Il tabellino del match

La cronaca della partita
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