Motori
F1, le parole di Montezemolo sul successo di Kimi Antonelli
Il ritorno dell’Italia alla vittoria in Formula 1 passa dal talento di Kimi Antonelli, protagonista di un successo che ha riacceso entusiasmo e orgoglio nel motorsport nazionale. Tra le voci più autorevoli a commentare l’impresa c’è quella di Luca Cordero di Montezemolo, storico ex presidente della Ferrari, che in un’intervista al Corriere della Sera ha analizzato con lucidità e trasporto la prestazione del giovane pilota bolognese.
Montezemolo, le parole su Kimi Antonelli
Montezemolo non ha nascosto l’emozione per il risultato: “La sua vittoria mi ha emozionato, è un ragazzo di 19 anni in continuo miglioramento. Aveva avuto problemi nella partenza, eppure non si è perso d’animo: è andato in testa e ha condotto senza incertezze, rischiando solo alla fine.” Parole che sottolineano non solo il talento, ma anche la crescita mentale di Antonelli, capace di gestire una gara complessa con sorprendente maturità.
Secondo l’ex numero uno Ferrari, il giovane ha mostrato qualità rare per la sua età: “Ha dimostrato maturità e freddezza, non tipiche di un italiano e soprattutto non di uno della sua età. Ha i piedi per terra, spero resti sempre così, le premesse ci sono tutte.” Un elogio importante, che evidenzia il potenziale di un pilota già sotto i riflettori del grande circus.
Non manca però una nota di rammarico, legata alla monoposto con cui Antonelli ha conquistato il successo: “Però mi ha dato un po’ ‘fastidio’ vederlo su una Mercedes.” Il riferimento è alla Mercedes, attuale squadra del pilota, rivale storica della Ferrari. Un pensiero che riflette il forte legame di Montezemolo con il Cavallino Rampante.
Allo stesso tempo, però, l’imprenditore riconosce che un approdo immediato in rosso avrebbe potuto rappresentare un rischio: “Lo avrei preferito in Ferrari, ma prendere uno come lui e metterlo subito in Ferrari avrebbe voluto dire distruggerlo: avrebbe avuto una pressione gigantesca.” Una considerazione che apre a una visione più strategica del percorso di crescita del giovane talento.
Montezemolo invita quindi alla cautela, ricordando come la storia della Formula 1 sia piena di promesse non mantenute: “Gli suggerirei di continuare a migliorare, perché, con tutto il rispetto, è stato perfetto su una macchina nettamente superiore. Ne ho visti diversi di piloti che si credevano fenomeni dopo pochi Gp. Ma Kimi è diverso.”
Un giudizio complessivamente positivo, dunque, che unisce entusiasmo e prudenza. L’Italia ritrova un vincente, ma il futuro di Antonelli, tra aspettative e realtà, è ancora tutto da scrivere.
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Mondiale Endurance: doppietta BMW alla 6 ore di Spa
Motori
Rally delle Canarie, dominio Toyota nella prima giornata
La prima giornata del Rally delle Canarie si chiude con un chiaro segnale: è la Toyota a dettare il ritmo. Le vetture del team giapponese monopolizzano infatti le prime cinque posizioni della classifica provvisoria, con Sébastien Ogier leader davanti ai compagni di squadra.

Rally delle Canarie, Ogier davanti a tutti
La prova speciale di “La Aldea 1” ha offerto un’immagine emblematica della giornata, con le cinque Toyota in fila compatta: alle spalle di Ogier si piazzano Evans, Pajari, Solberg e Katsuta. Un dominio netto, costruito prova dopo prova, che ha permesso al pilota francese di allungare fino a sfiorare i nove secondi di vantaggio sul primo inseguitore.
Alle spalle del gruppo di testa, le Hyundai provano a restare agganciate. È lo spagnolo Sordo a guidare il terzetto coreano, seguito da Formaux e dal campione del mondo Neuville. Tuttavia, il distacco accumulato supera già il minuto, segno di una giornata complicata per gli inseguitori.
A completare la top ten ci sono McErlean, su Ford M-Sport, e Rossel su Lancia, primo tra i protagonisti della categoria WRC2. Più attardato Armstrong, mentre tra gli italiani si segnala il quindicesimo posto di Daprà, seguito da Trentin in ventesima posizione; più indietro Chiarani, tutti impegnati nella stessa categoria. La sensazione, al termine di questa prima giornata, è che la gara sia saldamente nelle mani di Toyota, anche se restano ancora diverse prove in cui tutto può cambiare.
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Mondiale Endurance: Toyota trionfa a Imola, Ferrari seconda
Parte con un segnale forte il Mondiale Endurance 2026. Sul circuito dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, la 6 Ore di Imola regala subito un duello acceso tra Toyota e Ferrari, con la casa giapponese capace di imporsi grazie a strategia e solidità.
Mondiale Endurance: è subito Toyota-Ferrari
La vittoria va alla Toyota numero 8, affidata a Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, protagonista di una gara gestita con intelligenza tattica oltre che con un ritmo costante. Decisiva una scelta ai box: un rifornimento più rapido nel finale ha permesso all’equipaggio di guadagnare la posizione sulla Ferrari e mantenerla fino alla bandiera a scacchi. Alle sue spalle chiude proprio la Ferrari 499P numero 51, con Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Nonostante la pole position conquistata il sabato, la vettura di Maranello non è riuscita a trovare la velocità necessaria per contrastare la Toyota nel momento decisivo della corsa. Completa il podio un’altra Toyota, la numero 7, che conferma la competitività complessiva del team nipponico, capace di piazzare due vetture tra le prime tre posizioni nella gara inaugurale della stagione. La gara è stata caratterizzata più dalla gestione strategica che da distacchi netti in pista, con diversi team in grado di restare in lotta almeno nelle prime fasi. Alle spalle del podio si sono messi in evidenza Alpine e BMW, mentre le altre Ferrari hanno pagato episodi sfavorevoli e penalità che ne hanno compromesso il risultato finale.
Il successo di Imola rappresenta un vero e proprio riscatto per Toyota, che inaugura la stagione con una prestazione convincente sia sul piano tecnico sia su quello strategico. Ferrari, invece, esce comunque rafforzata: il secondo posto dimostra competitività, ma lascia anche la sensazione di un’occasione sfumata davanti al pubblico di casa. Il Mondiale è appena iniziato, ma i valori in campo sono già chiari: la sfida tra Toyota e Ferrari promette di essere il filo conduttore di una stagione che si preannuncia combattuta fino all’ultima curva.
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