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Flavio Cobolli convocato per la Laver Cup 2026: sarà ancora nel Team Europa

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SINNER PECHINO

Flavio Cobolli parteciperà alla Laver Cup 2026 con il Team Europa. Terza convocazione consecutiva per il tennista italiano, scelto insieme a Jakub Mensik.

Continua il momento d’oro di Flavio Cobolli. Il tennista italiano è stato ufficialmente selezionato per rappresentare il Team Europa nella Laver Cup 2026, prestigiosa competizione internazionale che si disputerà alla O2 Arena di Londra dal 25 al 27 settembre. Per Cobolli si tratta della terza presenza consecutiva nella manifestazione. Dopo aver preso parte all’edizione 2024 come riserva e aver vissuto il debutto effettivo nel 2025, il giovane romano conquista ora una nuova convocazione che conferma la sua crescente considerazione nel panorama tennistico europeo.

Laver Cup: Yannick Noah punta su Cobolli e Mensik

La scelta è stata annunciata dal capitano del Team Europa, Yannick Noah, che ha deciso di inserire nella squadra sia Flavio Cobolli che il talento ceco Jakub Mensik. La convocazione dell’azzurro rappresenta un importante riconoscimento per i progressi mostrati negli ultimi mesi, caratterizzati da risultati di prestigio e da una costante crescita nel ranking internazionale. Cobolli avrà così l’opportunità di confrontarsi nuovamente con alcuni dei migliori giocatori del mondo in uno degli eventi più spettacolari del calendario tennistico.

Team Europa stellare: presenti Alcaraz e Zverev

La formazione europea si presenta ancora una volta ricca di campioni. Tra i nomi già confermati figurano infatti il numero 2 del ranking mondiale, lo spagnolo Carlos Alcaraz, e il numero 3 del mondo, il tedesco Alexander Zverev. L’inserimento di Cobolli e Mensik aggiunge ulteriore qualità e profondità a una squadra che punta a riconquistare il trofeo grazie a un mix di esperienza, talento e giovani promesse destinate a lasciare il segno nel tennis internazionale.

Team Mondo risponde con Bublik, Fritz e Shelton

Anche il Team Mondo continua a rinforzare il proprio organico in vista dell’appuntamento londinese. Il capitano Andre Agassi ha ufficializzato la convocazione del kazako Alexander Bublik, uno dei giocatori più spettacolari e imprevedibili del circuito ATP. Bublik raggiunge una squadra già composta da atleti di altissimo livello come lo statunitense Ben Shelton, l’australiano Alex de Minaur e l’altro americano Taylor Fritz. Una selezione competitiva che promette di rendere la sfida tra Europa e Mondo ancora più equilibrata ed emozionante.

Cobolli simbolo della nuova generazione del tennis italiano

La presenza di Flavio Cobolli alla Laver Cup rappresenta un ulteriore segnale della crescita del tennis italiano negli ultimi anni. Il giovane romano continua infatti a ritagliarsi uno spazio sempre più importante tra i protagonisti del circuito internazionale, confermando le aspettative che lo accompagnano sin dalle categorie giovanili. Partecipare a una manifestazione di prestigio come la Laver Cup significa confrontarsi con i migliori tennisti del pianeta e vivere un’esperienza di altissimo livello tecnico e mediatico. Per Cobolli sarà un’altra occasione per accumulare esperienza e consolidare il proprio status tra i talenti emergenti del tennis mondiale.

Londra pronta ad accogliere lo spettacolo della Laver Cup

L’edizione 2026 della Laver Cup si preannuncia tra le più competitive degli ultimi anni. La O2 Arena di Londra farà da cornice a una sfida che vedrà protagonisti alcuni dei nomi più importanti del circuito ATP. Con Cobolli tra gli uomini di punta della nuova generazione europea, gli appassionati italiani avranno un motivo in più per seguire un evento che continua a crescere in prestigio e spettacolarità stagione dopo stagione.

 

 

Tennis

Sinner, cure finite a Torino. Pechino resta l’obiettivo

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Tennis

Buone notizie per Jannik Sinner. Il lungo stop seguito alla vittoria di Wimbledon comincia a intravedere la sua conclusione. Il tennista italiano ha terminato a Torino il ciclo di cure e riabilitazione al JMedical e si prepara a rientrare a Montecarlo, dove riprenderà progressivamente il lavoro sul campo.

La situazione del ginocchio destro, alle prese con una tendinopatia extra-articolare, è migliorata dopo circa tre settimane di terapie. I riscontri degli ultimi giorni sono stati incoraggianti, tanto da permettere allo staff medico e tecnico di passare dalla fase prevalentemente riabilitativa a quella sportiva.

Dal J Medical al campo, il prossimo test sarà quello decisivo per Sinner

Il passaggio a Montecarlo rappresenta una tappa importante, ma non equivale ancora al via libera definitivo per il ritorno alle competizioni.

A Torino Sinner ha alternato terapie, fisioterapia, lavoro di potenziamento e stabilizzazione dell’articolazione, fino ai primi test con la racchetta e ai movimenti specifici richiesti dal tennis, come appoggi, cambi di direzione e rotazioni. Le risposte sono state positive e hanno consentito di programmare il ritorno agli allenamenti in campo. Anche durante la sua recente apparizione al Gran Premio d’Italia di Monza, Sinner aveva lasciato filtrare ottimismo sulle condizioni del ginocchio, rispondendo positivamente a chi gli chiedeva come stesse.

Ora, però, sarà proprio il campo a fornire le indicazioni più importanti. L’obiettivo è aumentare progressivamente i carichi, verificando giorno dopo giorno come il ginocchio reagirà al lavoro tennistico vero e proprio.

La prudenza resta quindi fondamentale. Anche perché il problema aveva già costretto Sinner a rinunciare alla tournée americana e, soprattutto, agli US Open.

Obiettivo Pechino, ma senza una corsa contro il tempo

Il calendario continua a indicare una data precisa. L’ATP 500 di Pechino, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre. Sinner è il campione in carica e l’intenzione dello staff è quella di arrivare in Cina nelle condizioni necessarie per competere al massimo livello. Ad oggi però sarebbe prematuro considerare il suo rientro a Pechino come una certezza assoluta.

La formula scelta dal team di Sinner è chiara, prima il recupero completo, poi la competizione. Il ritorno a Montecarlo servirà proprio a capire se il ginocchio è in grado di sostenere progressivamente i carichi di allenamento senza dolore o altri segnali di allarme.

Solo dopo questa fase si potrà avere un quadro più preciso sulla possibilità di scendere in campo in Cina.

Il percorso seguito nelle ultime settimane racconta bene la strategia adottata dal gruppo di lavoro del numero uno del mondo. Prima la riduzione dell’infiammazione, poi il recupero della forza e della stabilità dell’articolazione e infine la progressiva introduzione dei gesti specifici.

Se tutto procederà secondo programma, Pechino sarà il primo vero banco di prova dopo lo stop. E il calendario potrebbe poi proseguire con il Masters 1000 di Shanghai, in programma subito dopo il torneo cinese.

SINNER PECHINO

La priorità dello staff tecnico e medico di Sinner rimane comunque la stessa. Tornare quando sarà davvero tutto pronto, non semplicemente quando sarà possibile.

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La ventesima tappa che può decidere la Vuelta

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Ciclismo

La Vuelta di Spagna 2026 arriva all’ultima grande sfida in montagna, domani il Collado del Alguacil potrebbe riscrivere la classifica generale.

La 20ª tappa della Vuelta di Spagna 2026, in programma domani sabato 12 settembre, rappresenta l’ultimo vero appuntamento con l’alta montagna prima della passerella conclusiva di Granada. Il percorso misura 186,8 chilometri, da La Calahorra al Collado del Alguacil, e presenta un dislivello complessivo superiore ai 5.000 metri. La partenza è prevista alle 12:30, mentre l’arrivo è stimato intorno alle 17:20.

Un percorso senza tregua

La giornata sarà tutt’altro che lineare. Dopo una prima parte caratterizzata da salite e discese, il percorso entrerà nella fase decisiva con una sequenza di ascese che metterà alla prova soprattutto gli uomini della classifica generale. Tra i passaggi più impegnativi figurano il doppio transito sull’El Purche, 8,2 chilometri all’8,1%, e il Puerto de El Duque, 7,4 chilometri all’8,3%.

Il vero giudizio arriverà però negli ultimi chilometri. Il Collado del Alguacil è una salita inedita per il ciclismo professionistico e misura 8,3 chilometri con una pendenza media del 9,8%. La vetta è posta a 1.884 metri di quota, un finale estremamente selettivo, nel quale anche pochi secondi possono trasformarsi in una differenza decisiva nella lotta per la maglia rossa.

I risultati della tappa 19

La 19ª tappa, disputata oggi tra Vélez-Málaga e Peñas Blancas a Estepona, ha premiato Eddie Dunbar. L’irlandese è riuscito a superare nel finale Santiago Buitrago, al termine di una lunga fuga, conquistando una vittoria di grande prestigio sul traguardo in salita. Alle loro spalle si è sviluppata la battaglia tra gli uomini della classifica generale, con Enric Mas, Primož Roglič e Felix Gall ancora una volta protagonisti.

Il risultato più importante in ottica classifica è però la conferma di Enric Mas in maglia rossa. Lo spagnolo ha difeso il primato al termine della dura ascesa di Peñas Blancas e si presenta così alle ultime due tappe ancora al comando della Vuelta . Dopo la cronometro di Jerez, Roglič resta secondo a 1’37”, mentre Felix Gall è terzo a 3’01”; completano la top five Richard Carapaz, a 5’17”, e Oscar Onley, a 6’03”. Mas ha quindi costruito una posizione favorevole, ma il Collado del Alguacil rappresenta un ultimo banco di prova di enorme difficoltà.

L’ultima grande occasione per la Vuelta

Con una salita finale così dura e un dislivello complessivo imponente, la 20ª tappa potrebbe essere l’ultima occasione concreta per cambiare il volto della Vuelta. Gli uomini della generale dovranno dosare le energie, scegliere il momento giusto per attaccare e soprattutto arrivare lucidi all’ultima ascesa.

Vuelta

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Dopo 186,8 chilometri e migliaia di metri di dislivello, il Collado del Alguacil potrebbe dunque consegnare alla Vuelta 2026 il suo verdetto più importante, quello destinato a separare chi sogna ancora la maglia rossa da chi dovrà ormai soltanto difenderla fino a Granada.

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Giochi del Mediterraneo, i precedenti dell’Italia

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Europei di nuoto

L’Italia ha ospitato i Giochi del Mediterraneo a Napoli, Bari e Pescara. Ecco come sono andate le tre edizioni e i risultati degli azzurri.

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I Giochi del Mediterraneo tornano in Italia. Con l’edizione di Taranto 2026, il nostro Paese raggiunge quota quattro organizzazioni della manifestazione, dopo le esperienze di Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009. Un percorso lungo oltre sessant’anni, nel quale l’Italia ha quasi sempre recitato un ruolo da protagonista anche nel medagliere. L’edizione di Taranto, in programma da oggi 21 agosto al 3 settembre 2026, rappresenta dunque un nuovo capitolo di una storia iniziata a Napoli nel 1963.

Giochi del Mediterraneo: Napoli 1963, il primo grande successo italiano

La prima edizione dei Giochi del Mediterraneo disputata in Italia si è svolta a Napoli nel 1963. Alla manifestazione parteciparono 13 Paesi e oltre mille atleti, impegnati in 17 discipline sportive. Il fattore campo si trasformò in un importante vantaggio per gli azzurri. L’Italia conquistò il primo posto nel medagliere, mettendo insieme complessivamente 69 medaglie.

Tra i protagonisti di quella spedizione ci fu anche un giovanissimo Klaus Dibiasi, capace di conquistare nei tuffi la sua prima medaglia d’oro in una grande competizione internazionale. Il torneo di calcio vide invece gli azzurri imporsi in finale sulla Turchia con il risultato di 3-0. Napoli 1963 rimane quindi una delle edizioni più significative nella storia italiana dei Giochi del Mediterraneo, sia per i risultati sportivi sia per l’impatto lasciato sulla città.

Bari 1997, un altro trionfo azzurro

Per rivedere i Giochi del Mediterraneo in Italia bisogna attendere 34 anni. Nel 1997 è Bari a ospitare la tredicesima edizione della manifestazione. Anche in Puglia l’Italia riesce a chiudere davanti a tutti nel medagliere, confermando la propria tradizione positiva quando organizza i Giochi in casa.

L’edizione barese è ricordata anche per il successo degli Azzurrini nel torneo di calcio. La squadra guidata da Marco Tardelli arrivò fino alla finale, disputata il 25 giugno 1997, dove travolse la Turchia per 5-1. A segno anche Francesco Totti e Nicola Ventola, entrambi autori di una doppietta, oltre a Roberto Baronio. Quel successo rappresenta ancora oggi l’ultimo oro dell’Italia nel torneo calcistico dei Giochi del Mediterraneo.

giochi del mediterraneo

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Pescara 2009, l’Italia ancora prima nel medagliere

La terza esperienza italiana arriva nel 2009, quando è Pescara a ospitare la sedicesima edizione. I Giochi si svolsero dal 26 giugno al 5 luglio e coinvolsero una nutrita delegazione azzurra. Anche in Abruzzo l’Italia riuscì a conquistare il primo posto nel medagliere generale, confermando una tradizione ormai consolidata.

Secondo il bilancio del CONI, gli azzurri conquistarono 176 medaglie complessive, risultato che rappresentò il secondo miglior bottino italiano nella storia dei Giochi dopo quello ottenuto a Bari nel 1997. Il dominio italiano fu evidente in numerose discipline. Nell’atletica, per esempio, gli azzurri chiusero al primo posto nel relativo medagliere con 11 ori, 11 argenti e 7 bronzi. Anche il CONI celebrò al termine della manifestazione la vittoria italiana nel medagliere di Pescara 2009.

Giochi del Mediterraneo, quattro edizioni in Italia

Il bilancio delle tre precedenti edizioni italiane è dunque particolarmente significativo. Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009 hanno tutte regalato all’Italia il primato nel medagliere, confermando la capacità degli azzurri di sfruttare il fattore campo. Ora tocca a Taranto 2026 raccogliere questa eredità.

La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo segna il ritorno della manifestazione in Italia dopo 17 anni e porta nuovamente nel nostro Paese una competizione che dal 1951 rappresenta uno dei principali appuntamenti sportivi dell’area mediterranea. Gli azzurri partiranno quindi con una responsabilità importante: mantenere una tradizione che, nelle tre precedenti occasioni, li ha sempre visti chiudere i Giochi del Mediterraneo in vetta al medagliere.

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