MotoGP
MotoGP, Dall’Igna: “Volevo l’ibrido già nel 2027”
MotoGP, Luigi Dall’Igna rivela di aver spinto per una moto ibrida nel 2027: l’idea di Ducati, i costi e il futuro della tecnologia.

Il futuro della MotoGP avrebbe potuto essere ancora più rivoluzionario. A raccontarlo è Luigi Dall’Igna, Direttore Generale di Ducati Corse, che in un’intervista a MC News ha svelato di aver spinto per l’introduzione di una soluzione ibrida a partire dal 2027. L’idea prevedeva l’inserimento di una piccola componente elettrica accanto al tradizionale motore endotermico. Una proposta che, però, non è stata concretizzata soprattutto per una questione legata ai costi.
Dall’Igna e la MotoGP ibrida: la proposta per il 2027
Dall’Igna non ha nascosto il proprio interesse verso una possibile evoluzione tecnologica della classe regina. L’ingegnere italiano avrebbe voluto vedere una MotoGP ibrida già dal 2027, convinto che una simile soluzione avrebbe potuto offrire nuove opportunità di sviluppo e stimolare la creatività dei costruttori.
Il dirigente Ducati ha spiegato: “Onestamente, mi piacerebbe avere un piccolo motore elettrico sulla moto del ’27. All’inizio ho spinto per questa sorta di ibridazione della moto.”
Una strada affascinante dal punto di vista tecnico, ma complessa da percorrere sotto il profilo economico. “Ma dal punto di vista dei costi, sicuramente è piuttosto difficile. Ma credo che possiamo imparare qualcosa. La creatività torna ad essere importante se si introduce questo tipo di soluzione”.
Ducati e MotoE, un’esperienza importante
L’interesse di Dall’Igna per l’ibridazione non nasce dal nulla. Ducati è stata infatti fornitrice ufficiale della MotoE dal 2023 al 2025, un’esperienza che ha permesso alla casa di Borgo Panigale di acquisire competenze nello sviluppo della tecnologia elettrica applicata alle competizioni motociclistiche. Proprio il lavoro svolto nel campionato elettrico potrebbe rappresentare un patrimonio importante per eventuali progetti futuri.
Dall’Igna ha ricordato l’esperienza maturata con MotoE, spiegando che Ducati ha già lavorato alla costruzione di una moto elettrica e sarebbe quindi in grado di affrontare anche lo sviluppo di componenti elettrici qualora il progetto dovesse evolversi. Al momento, però, la Ducati non considera realistica una MotoGP completamente elettrica nel prossimo futuro: “Al momento, la tecnologia non è ancora sufficientemente avanzata per produrre una moto elettrica, quindi non intendiamo lavorarci nei prossimi anni.”
La porta, tuttavia, resta aperta per il futuro: secondo Dall’Igna è importante farsi trovare preparati nel caso in cui la tecnologia compia ulteriori passi avanti.

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MotoGP, il nodo dei costi
Uno dei principali ostacoli all’introduzione di nuove tecnologie nella MotoGP resta inevitabilmente quello economico. L’inserimento di una componente elettrica comporterebbe infatti nuovi investimenti e ulteriori costi di sviluppo.
Dall’Igna ha sottolineato quanto sia importante trovare un equilibrio tra innovazione e sostenibilità finanziaria: “Il controllo dei costi è davvero importante in questo momento.”
Il dirigente Ducati ha poi evidenziato le difficoltà che sta attraversando il mercato motociclistico, richiamando anche l’impatto dei dazi doganali negli Stati Uniti e di altri fattori economici: “Dobbiamo trovare un equilibrio tra sviluppo tecnologico e costi.”
Un concetto destinato a diventare sempre più centrale nel futuro della MotoGP, dove i costruttori devono continuare a investire nella ricerca senza compromettere la sostenibilità dei programmi sportivi.
Dall’Igna: più informazioni per avvicinare i tifosi
Nell’intervista, Dall’Igna ha affrontato anche il rapporto tra tecnologia e pubblico. Secondo il dirigente Ducati, la MotoGP dovrebbe fornire agli spettatori più strumenti per comprendere ciò che accade durante una gara. Il funzionamento delle moderne MotoGP è infatti estremamente complesso e molte delle informazioni utilizzate dai team restano difficili da percepire per chi segue le gare da casa.
L’ingegnere italiano ha quindi auspicato una maggiore disponibilità di dati e informazioni per le televisioni: “È importante che i fan possano capire cosa fanno i piloti in sella e come la moto reagisce a tutte queste cose. Quindi penso che dobbiamo fornire alla troupe televisiva più informazioni di quante ne forniamo ora”.
La proposta di una MotoGP ibrida nel 2027 resta quindi un’idea che non ha trovato spazio nel prossimo regolamento, ma le parole di Dall’Igna aprono una finestra interessante sul possibile futuro tecnologico della classe regina. Tra elettrificazione, contenimento dei costi e maggiore coinvolgimento dei tifosi, il dibattito sul futuro della MotoGP è tutt’altro che chiuso.
MotoGP
MotoGP, Jorge Martin correrà in Malesia con il polso rotto: “Sono qui solo per il Mondiale”
Jorge Martin ha ricevuto il via libera per le Libere 1 del GP di Malesia MotoGP. Lo spagnolo correrà con il polso rotto per difendere il titolo.
Jorge Martin non vuole arrendersi e tenta il tutto per tutto nella corsa al Mondiale MotoGP. Il pilota spagnolo dell’Aprilia ha ricevuto l’idoneità medica per prendere parte alla prima sessione di prove libere del Gran Premio della Malesia, in programma sul circuito di Sepang. Una decisione importante, arrivata a pochi giorni dal violento incidente nella Sprint di Phillip Island, in Australia, che gli ha provocato una frattura al polso destro.
Il via libera dei medici rappresenta soltanto il primo passo. Martin dovrà infatti essere sottoposto a una nuova valutazione al termine delle FP1, quando verranno esaminate le sue condizioni fisiche dopo il ritorno in sella. La partecipazione al resto del fine settimana, dunque, non è ancora garantita.
Il campione spagnolo ha scelto di raggiungere la Malesia nonostante il dolore e le difficoltà legate all’infortunio. La posta in palio è troppo alta per rinunciare senza nemmeno tentare: con quattro appuntamenti ancora da disputare, ogni punto può risultare decisivo per le sue ambizioni iridate.
MotoGP, Jorge Martin non nasconde le difficoltà
Le parole del pilota Aprilia descrivono con chiarezza la situazione. Martin è consapevole di non essere nelle condizioni ideali per affrontare una MotoGP, ma vuole verificare direttamente in pista quanto l’infortunio possa limitarlo: “L’unica cosa che so è che ho il polso rotto”, ha spiegato lo spagnolo, sottolineando come la decisione di provarci sia legata soprattutto alla possibilità di giocarsi il campionato.
Il pilota ha ammesso che, senza la lotta per il titolo, avrebbe preferito restare a casa con il braccio immobilizzato per diverse settimane. La scelta di correre, quindi, nasce dalla necessità di non lasciare nulla di intentato in una fase cruciale della stagione.
Martin ha inoltre raccontato di avere ancora difficoltà nei gesti quotidiani, compreso lavarsi i denti con la mano destra. Un dettaglio che rende evidente quanto sia complicato il suo recupero e quanto sia impegnativa la prospettiva di guidare una moto da competizione in queste condizioni.
Il polso destro è un problema per frenata e accelerazione
L’aspetto più delicato riguarda proprio la posizione della frattura. Il polso destro è fondamentale per gestire acceleratore e freno anteriore, due comandi essenziali per affrontare le curve e controllare la moto in ogni fase della guida.
Il circuito di Sepang, con le sue frenate impegnative e le numerose curve a destra, rischia di accentuare le difficoltà del pilota spagnolo. Anche un movimento apparentemente semplice potrebbe provocare dolore o limitare la precisione necessaria per essere competitivo.
Martin ha seguito un programma intensivo di recupero nei giorni successivi all’incidente, cercando di presentarsi in Malesia nelle migliori condizioni possibili. Tuttavia, il processo di guarigione dell’osso richiede tempo e non può essere accelerato semplicemente attraverso la volontà.
Per questo motivo, il primo turno di prove libere sarà determinante: soltanto dopo aver verificato le sensazioni in sella, il campione potrà capire se esistono le condizioni per proseguire il weekend.

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Mondiale MotoGP, Jorge Martin insegue Marc Marquez
La decisione di rischiare è legata direttamente alla classifica iridata. Martin arriva al Gran Premio della Malesia con 10 punti di ritardo da Marc Marquez, leader del campionato in sella alla Ducati. Con quattro round ancora in calendario, la lotta per il titolo resta aperta, ma ogni fine settimana può cambiare gli equilibri.
L’incidente nella Sprint australiana ha complicato i piani del pilota Aprilia, costretto a saltare il resto dell’appuntamento di Phillip Island. La successiva cancellazione della gara domenicale, dovuta alle condizioni meteorologiche e alla scarsa visibilità, ha però evitato che il rivale spagnolo potesse allungare ulteriormente in classifica.
Martin sa di avere poco tempo per recuperare e vuole sfruttare ogni opportunità disponibile. Allo stesso tempo, non nasconde i propri dubbi sulla possibilità di essere competitivo a Sepang.
La priorità, almeno inizialmente, sarà capire come reagirà il polso alle sollecitazioni della moto. Soltanto successivamente potrà valutare se puntare a disputare anche qualifiche e gara.
Sepang, una sfida tra ambizione e prudenza
Il ritorno in pista di Jorge Martin rappresenta una delle storie più delicate del Gran Premio della Malesia. Da una parte c’è la determinazione di un campione che vuole difendere le proprie possibilità iridate; dall’altra, la necessità di non sottovalutare una frattura ancora in fase di guarigione.
L’idoneità per le Libere 1 non equivale infatti a un’autorizzazione definitiva per l’intero fine settimana. Il nuovo controllo medico e le sensazioni del pilota saranno decisivi per stabilire i prossimi passi.
Martin ha scelto di provarci perché il Mondiale è ancora alla sua portata. Ma a Sepang non basterà stringere i denti: serviranno condizioni fisiche sufficienti per guidare in sicurezza e la capacità di capire quando sia opportuno fermarsi.
Il primo verdetto arriverà dalla pista. Solo allora si capirà se il campione spagnolo potrà continuare la sua rincorsa a Marc Marquez o se l’infortunio lo costringerà a rinunciare nuovamente.
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MotoGP, Martin infortunato: Marquez si avvicina al titolo

La Sprint del Gran Premio d’Australia di MotoGP cambia gli equilibri nella lotta per il titolo mondiale. Jorge Martin è caduto a Phillip Island mentre duellava con Marc Marquez, riportando una frattura al radio dell’avambraccio destro e una sospetta frattura dell’ulna. Il pilota dell’Aprilia è stato dichiarato non idoneo a partecipare alla gara lunga di domenica 25 ottobre. Un incidente pesante, arrivato nel momento più delicato della corsa iridata. Dall’altra parte, Marc Marquez ha approfittato della situazione per conquistare la vittoria nella Sprint e tornare in testa alla classifica generale. Il vantaggio sul rivale spagnolo è ora di dieci punti, con la possibilità di aumentare ulteriormente il margine nella gara domenicale.
MotoGP Australia, la caduta di Jorge Martin durante la Sprint
La Sprint di Phillip Island aveva regalato un duello particolarmente intenso tra Martin e Marquez. I due spagnoli si erano contesi la prima posizione con diversi sorpassi, dando vita a una battaglia che aveva acceso la sfida per il Mondiale. All’ottavo giro, però, Martin ha perso il controllo della propria Aprilia in curva 8, finendo violentemente sull’asfalto prima di scivolare nella ghiaia. I soccorsi sono intervenuti immediatamente e il pilota è stato trasportato al centro medico del circuito per i primi accertamenti.
Le radiografie hanno confermato la frattura del radio destro nella zona del polso, mentre resta il sospetto di una seconda lesione all’ulna. Sono previsti ulteriori esami per definire con precisione l’entità dell’infortunio e stabilire i prossimi passi del percorso di recupero. La conseguenza immediata è stata la rinuncia al Gran Premio d’Australia: Martin non potrà prendere parte alla gara lunga, perdendo così un’importante occasione per difendere la propria posizione in classifica.

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Marc Marquez vince la Sprint e torna in testa al Mondiale
Mentre Martin era costretto al ritiro, Marc Marquez ha portato a termine la gara conquistando il successo davanti al fratello Alex Marquez e a Fabio Di Giannantonio. Un risultato fondamentale per il pilota Ducati, che ha sfruttato al meglio il sabato australiano. La vittoria gli consente di riprendersi la leadership iridata con 365 punti e dieci lunghezze di vantaggio su Jorge Martin. L’assenza del pilota Aprilia nella gara lunga offre inoltre a Marquez la possibilità di allungare ulteriormente, trasformando un fine settimana già positivo in un potenziale punto di svolta della stagione. Il campionato, tuttavia, non può essere considerato matematicamente chiuso sulla base dei soli risultati della Sprint. Molto dipenderà dal punteggio conquistato domenica e dalle condizioni di Martin in vista dei prossimi appuntamenti.
Mondiale MotoGP, Martin rischia di saltare anche la Malesia
L’infortunio rischia di avere conseguenze anche sul prosieguo del campionato. Il prossimo appuntamento sarà il Gran Premio della Malesia, in programma a Sepang, ma al momento non ci sono certezze sulla possibilità che Martin riesca a recuperare in tempo. La priorità sarà valutare l’entità delle fratture e stabilire il percorso terapeutico più adatto. In una fase così avanzata della stagione, anche un’ulteriore assenza potrebbe pesare enormemente sulle possibilità di rimonta del pilota Aprilia. Per Marc Marquez, invece, si apre uno scenario favorevole. Il successo nella Sprint australiana gli ha restituito il comando della classifica e l’assenza del rivale nella gara lunga potrebbe consentirgli di compiere un altro passo verso il titolo. La sfida iridata resta aperta, ma dopo il drammatico incidente di Phillip Island l’inerzia del Mondiale sembra essersi spostata dalla parte del pilota Ducati.
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MotoGP, Indonesia: Bezzecchi torna alla vittoria! Martín leader
MotoGP, Indonesia: Bezzecchi vince a Mandalika davanti a Fernández e Martín. Aprilia fa poker, Márquez è sesto e perde la vetta del Mondiale.

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Marco Bezzecchi conquista il Gran Premio d’Indonesia di MotoGP e riporta l’Aprilia sul gradino più alto del podio dopo oltre quattro mesi di attesa. Sul circuito di Mandalika, il pilota italiano si impone davanti a Raúl Fernández e Jorge Martín, completando una giornata storica per la casa di Noale, che piazza quattro moto nelle prime quattro posizioni. Soltanto sesto Marc Márquez, che perde la vetta del Mondiale proprio a favore del compagno di marca Martín. La gara indonesiana, disputata domenica 11 ottobre, regala emozioni e cambia nuovamente gli equilibri della classifica iridata. Bezzecchi ritrova il successo dopo quello ottenuto al Mugello e tiene vive le proprie ambizioni, mentre Aprilia celebra uno dei risultati più importanti della sua storia nella classe regina.
MotoGP, Bezzecchi trionfa in Indonesia
Dopo la caduta nella Sprint del sabato, Bezzecchi si riscatta con una prestazione di grande maturità. Il pilota romagnolo rimane a lungo alle spalle di Raúl Fernández, inizialmente capace di imporre il proprio ritmo e di costruire un piccolo margine sugli inseguitori. L’italiano, però, non perde il contatto con lo spagnolo e attende il momento opportuno per sferrare l’attacco. A nove giri dalla conclusione arriva il sorpasso decisivo: Bezzecchi passa al comando e aumenta progressivamente il vantaggio, senza lasciare possibilità di replica al rivale.
Al traguardo il distacco tra i due è di 4,260 secondi. Per il pilota Aprilia si tratta della quinta vittoria stagionale, oltre che del ritorno al successo dopo 133 giorni. Un risultato che vale anche la trecentesima vittoria italiana nella storia della classe regina del Motomondiale. La prova di Mandalika conferma inoltre la competitività della RS-GP, capace di esprimere un ritmo superiore nella seconda parte della corsa e di gestire al meglio le condizioni particolarmente impegnative del tracciato indonesiano.
Raúl Fernández secondo, Martín completa il podio
Alle spalle di Bezzecchi chiude Raúl Fernández, autore di una gara straordinaria nonostante le difficoltà fisiche. Lo spagnolo ha corso con due dita della mano destra fratturate dopo la caduta nella Sprint, riuscendo comunque a mantenere la leadership per buona parte della prova. Il pilota del team Trackhouse ha dimostrato grande determinazione, ma non ha potuto contrastare l’accelerazione di Bezzecchi nelle fasi decisive. Il secondo posto rappresenta comunque un risultato prestigioso, maturato in condizioni tutt’altro che semplici.
La terza posizione va a Jorge Martín, che sfrutta il risultato per riconquistare la vetta del campionato. Lo spagnolo dell’Aprilia conclude a 6,890 secondi dal vincitore e precede il compagno di squadra Ai Ogura, quarto al traguardo. È proprio il giapponese a completare il poker Aprilia: per la prima volta nella storia della MotoGP, una stessa casa motociclistica occupa tutte le prime quattro posizioni di un Gran Premio con le proprie moto.

Marc Márquez soltanto sesto: Martín torna in testa al Mondiale
Il risultato più pesante in ottica campionato riguarda Marc Márquez. Il pilota Ducati conclude il Gran Premio d’Indonesia in sesta posizione, alle spalle anche di Pedro Acosta, quinto dopo un confronto combattuto con lo spagnolo. Márquez non riesce a tenere il ritmo delle Aprilia e deve accontentarsi di una gara senza possibilità concrete di lottare per il podio. Il sesto posto gli costa la leadership iridata, riconquistata da Martín grazie al terzo gradino del podio.
La classifica mondiale vede ora Martín a quota 355 punti, con due lunghezze di vantaggio sui 353 di Márquez. Bezzecchi sale invece a 309 punti e rimane in corsa, seppure più distante dai primi due. Il campionato si conferma quindi apertissimo. Ogni gara può modificare gli equilibri e il risultato di Mandalika dimostra quanto sia importante raccogliere punti anche nelle giornate in cui non è possibile puntare alla vittoria.
MotoGP, Indonesia: Bagnaia cade e si ritira
Domenica negativa per Francesco Bagnaia, costretto ad abbandonare la gara dopo una caduta. Il pilota Ducati non riesce così a sfruttare il Gran Premio per recuperare terreno nella classifica mondiale. Pedro Acosta, invece, si distingue con il quinto posto, precedendo Márquez al termine di un duello combattuto. Alle loro spalle chiudono Álex Márquez, settimo, e Fabio Di Giannantonio, ottavo.Completano la top ten Fabio Quartararo ed Enea Bastianini, rispettivamente nono e decimo.
Aprilia protagonista
Il Gran Premio d’Indonesia consegna un risultato destinato a lasciare il segno. Bezzecchi ritrova la vittoria, Fernández conferma la propria competitività e Martín torna al comando della classifica mondiale. Il poker Aprilia rappresenta inoltre una dimostrazione di forza per la casa di Noale, capace di occupare l’intero podio e anche la quarta posizione. Per Márquez sarà fondamentale reagire nelle prossime gare, mentre Bezzecchi proverà a sfruttare l’entusiasmo del successo per avvicinarsi ulteriormente alla vetta. La sfida iridata resta apertissima: Martín ha soltanto due punti di vantaggio sul rivale Ducati e ogni errore potrebbe risultare decisivo. Dopo Mandalika, la lotta per il titolo entra in una fase sempre più delicata, con Aprilia pronta a recitare un ruolo da protagonista fino alla fine della stagione.
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