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Basket, Italia-Serbia 64-76: Azzurri ko, ora è dura
L’Italia del basket perde 76-64 contro la Serbia a Pesaro nelle qualificazioni ai Mondiali 2027. Seconda sconfitta consecutiva per gli Azzurri.

Foto di Ben Hershey su Unsplash
Seconda sconfitta consecutiva per l’Italia del basket nella quarta finestra delle qualificazioni ai Mondiali 2027. Alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, gli Azzurri cedono 64-76 alla Serbia al termine di una partita rimasta in equilibrio per buona parte del match, prima del decisivo allungo degli ospiti nell’ultimo quarto. Dopo il ko maturato contro la Bosnia ed Erzegovina, la Nazionale italiana non riesce dunque a riscattarsi davanti al proprio pubblico. La Serbia conquista una vittoria pesante e scavalca gli Azzurri nel Gruppo J, complicando il percorso verso la qualificazione alla prossima rassegna iridata.
Basket, Italia-Serbia 64-76: la partita
L’Italia parte con l’obiettivo di riscattare immediatamente la sconfitta precedente, ma deve fare i conti con una Serbia molto efficace soprattutto sotto canestro. Gli ospiti riescono a costruire un vantaggio importante a rimbalzo, mettendo pressione alla formazione azzurra. La squadra italiana rimane comunque in partita e prova a rispondere affidandosi soprattutto alle iniziative offensive di Nico Mannion e Simone Fontecchio. Il distacco resta gestibile e, con il passare dei minuti, gli Azzurri riescono anche a riavvicinarsi nel punteggio. La sfida arriva così all’ultimo periodo ancora aperta.
Il crollo decisivo nell’ultimo quarto
La svolta arriva però nella parte iniziale dell’ultimo quarto. La Serbia piazza un parziale di 10-0 che cambia completamente l’inerzia della partita. Gli Azzurri faticano a trovare soluzioni offensive e gli ospiti ne approfittano per aumentare progressivamente il proprio margine. A guidare la Serbia è soprattutto Aleksa Avramovic, protagonista assoluto del finale e miglior realizzatore della squadra con 20 punti. Le sue triple risultano decisive nel momento in cui l’Italia prova a rientrare. Gli Azzurri tentano una reazione, ma non riescono più a ricucire lo strappo. La Serbia gestisce il vantaggio negli ultimi minuti e chiude la sfida sul definitivo 76-64.

Foto di LOGAN WEAVER | @LGNWVR su Unsplash
Mannion il migliore dell’Italia
Sul fronte italiano, il miglior realizzatore è Nico Mannion, autore di 23 punti. Il play azzurro prova fino alla fine a tenere in partita la Nazionale, ma la sua prestazione non basta per evitare la seconda battuta d’arresto consecutiva. La Serbia trova invece in Avramovic l’uomo capace di rompere l’equilibrio nel momento decisivo. La differenza viene costruita anche attraverso la maggiore presenza a rimbalzo e una gestione più efficace dei possessi nei minuti conclusivi.
Classifica Gruppo J: la Serbia sorpassa l’Italia
Il ko di Pesaro pesa anche sulla classifica. Con la vittoria ottenuta in trasferta, la Serbia sale a 6 vittorie e 2 sconfitte, superando l’Italia, che scende a 5-3. Il percorso verso i Mondiali 2027 non è comunque compromesso. Nel Gruppo J, infatti, le prime tre classificate accederanno alla fase finale della competizione. L’Italia dovrà però ritrovare continuità nelle prossime finestre per evitare di complicare ulteriormente la propria situazione.
Basket: Italia, ora serve una reazione
La quarta finestra si chiude quindi nel peggiore dei modi per gli Azzurri, con due sconfitte in altrettante partite. Dopo il passo falso contro la Bosnia arriva anche quello contro la Serbia, in una serata nella quale l’Italia ha pagato soprattutto le difficoltà offensive nell’ultimo quarto. La Nazionale avrà ora tempo per preparare i prossimi appuntamenti e cercare di rimettere in carreggiata il proprio cammino. Il margine sulle inseguitrici resta favorevole, ma il sorpasso della Serbia rappresenta un campanello d’allarme in vista della fase decisiva delle qualificazioni ai Mondiali di basket 2027.
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Basket femminile, Italia: le 12 convocate ai Mondiali
Italia, ufficiali le 12 convocate per i Mondiali di basket femminile 2026. Zandalasini e Verona ci sono, prima volta per Blasigh. La lista completa.

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È stata completata la lista dell’Italia di basket femminile che prenderà parte ai Mondiali 2026 di Berlino. Il commissario tecnico Andrea Capobianco ha sciolto gli ultimi dubbi e ufficializzato le dodici giocatrici che rappresenteranno la Nazionale nella rassegna iridata. Nella selezione non mancano le protagoniste del percorso che ha riportato l’Italia sul palcoscenico mondiale dopo 32 anni di assenza. Spicca naturalmente Cecilia Zandalasini, una delle principali leader della squadra, mentre trova spazio anche Costanza Verona. La grande novità è invece rappresentata da Vittoria Blasigh, premiata dal commissario tecnico dopo essersi messa in evidenza durante la preparazione.
Le 12 convocate dell’Italia ai Mondiali
Questa la lista completa delle Azzurre scelte da Capobianco:
- Jasmine Keys
- Matilde Villa
- Francesca Pasa
- Costanza Verona
- Cecilia Zandalasini
- Francesca Pan
- Lorela Cubaj
- Sara Madera
- Mariella Santucci
- Martina Fassina
- Olbis Andrè
- Vittoria Blasigh.
Per Blasigh si tratta della prima partecipazione con la Nazionale maggiore a una manifestazione di questo livello. La giovane guardia ha convinto lo staff tecnico durante il raduno e ha conquistato uno dei dodici posti disponibili. Rientra invece nel gruppo Matilde Villa, mentre non fanno parte della spedizione Ilaria Panzera, Carlotta Zanardi e Francesca Leonardi. Laura Spreafico e Martina Kacerik avevano già dovuto rinunciare per problemi fisici.

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Zandalasini guida l’Italia
Il punto di riferimento della Nazionale sarà ancora una volta Cecilia Zandalasini. La giocatrice si è aggregata al gruppo dopo gli impegni nella WNBA con le Golden State Valkyries e sarà chiamata a trascinare una squadra che vuole confermare i progressi compiuti nell’ultimo periodo. L’Italia arriva infatti al Mondiale forte del bronzo conquistato agli Europei 2025 e della storica qualificazione ottenuta a San Juan, risultati che hanno restituito alle Azzurre un posto tra le migliori nazionali del mondo.
Mondiali basket femminile, il calendario delle azzurre
La Nazionale partirà alla volta di Berlino per affrontare la fase iniziale del torneo. Il programma prevede tre partite nella prima fase: 4 settembre contro la Repubblica Ceca, 6 settembre contro gli Stati Uniti e 7 settembre contro la Cina. Un girone particolarmente impegnativo, nel quale l’Italia dovrà misurarsi con avversarie di assoluto livello. La sfida contro gli Stati Uniti rappresenterà certamente uno degli appuntamenti più attesi, mentre quella con la Cina metterà nuovamente le Azzurre di fronte a una squadra già affrontata durante la preparazione.
Azzurre pronta per il ritorno al Mondiale
Il conto alla rovescia è dunque terminato. Dopo oltre tre decenni di assenza, l’Italia femminile di basket torna ai Mondiali con una squadra che punta sulla continuità e su alcune importanti novità. L’esperienza di Zandalasini, Verona, Keys e delle altre protagoniste del gruppo si unirà all’entusiasmo di Blasigh, alla sua prima grande manifestazione con la Nazionale senior. Per Capobianco è il momento di trasformare il lavoro svolto durante la preparazione in risultati sul parquet. L’Italia è pronta: il Mondiale di Berlino può finalmente iniziare.
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Basket, Bosnia-Italia 78-76, ko azzurro: Nurkic decisivo
L’Italia perde 78-76 contro la Bosnia nelle qualificazioni ai Mondiali di basket del 2027. Nurkic trascina i padroni di casa, azzurri beffati nel finale.

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Amara sconfitta per l’Italia di Luca Banchi. Gli Azzurri cedono 78-76 alla Bosnia-Erzegovina nella trasferta di Tuzla, al termine di una partita combattuta e decisa soltanto negli ultimi possessi. La formazione italiana, che arrivava alla sfida con un bilancio di 5 vittorie e una sola sconfitta nella seconda fase delle qualificazioni ai Mondiali 2027, incassa così il secondo ko del percorso. A fare la differenza è soprattutto Jusuf Nurkic, dominante sotto canestro e capace di trascinare la Bosnia nei momenti più delicati della partita. Per gli Azzurri non bastano le prestazioni di Nico Mannion e Simone Fontecchio, entrambi migliori marcatori italiani con 14 punti.
Basket: Bosnia-Italia, partenza equilibrata
La partita comincia con ritmi non particolarmente elevati. L’Italia prova a sfruttare il tiro dalla distanza e trova subito punti importanti con Nicolò Melli, Nico Mannion e Simone Fontecchio. La Bosnia risponde affidandosi alla fisicità del proprio reparto lunghi, con Nurkic subito protagonista. La squadra di casa cresce con il passare dei minuti e riesce a chiudere il primo quarto avanti 18-17. Gli Azzurri faticano invece a trovare continuità offensiva e pagano anche alcune palle perse che consentono ai padroni di casa di correre in campo aperto.
Nurkic fa la differenza
Nel secondo periodo la Bosnia prova ad allungare. Nurkic diventa sempre più centrale nella partita e sfrutta la propria superiorità fisica vicino a canestro. L’Italia rimane comunque agganciata grazie soprattutto a Fontecchio e Melli, ma all’intervallo i padroni di casa conducono 34-27. Nurkic arriva alla pausa con 10 punti e 8 rimbalzi, confermandosi il principale problema per la difesa azzurra. La squadra di Banchi è chiamata quindi a una reazione nella seconda metà dell’incontro.

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Gli azzurri reagiscono nella ripresa
Dopo l’intervallo gli Azzurri aumentano l’intensità e riescono progressivamente a ridurre il divario. La partita diventa molto più equilibrata, con continui cambi di fronte e nessuna delle due squadre capace di prendere definitivamente il controllo. L’Italia trova risposte importanti da Fontecchio, Mannion e Melli, mentre la Bosnia continua ad affidarsi alla presenza di Nurkic e alle iniziative di Kamenjaš e Alibegović. Il finale si trasforma così in un’autentica battaglia punto a punto.
Bosnia-Italia 78-76: finale al cardiopalma
Gli ultimi minuti regalano emozioni a ripetizione. L’Italia riesce anche a riportarsi avanti, ma la Bosnia risponde immediatamente. Alibegović trova una tripla pesantissima per il 75-73, mentre poco dopo Nurkic realizza il canestro del 77-73 entrando nell’ultimo minuto. Gli Azzurri non mollano e Tonut accorcia le distanze. Nurkic va quindi in lunetta e realizza soltanto uno dei due liberi, lasciando all’Italia una possibilità per riaprire completamente la sfida. Sul 78-76, gli Azzurri hanno un’ultima opportunità, ma il tentativo dalla distanza non trova il bersaglio. La Bosnia può così festeggiare una vittoria preziosissima davanti al proprio pubblico.
Basket: Nurkic trascina la Bosnia, azzurri ko
Il protagonista assoluto della serata è Jusuf Nurkic. Il centro bosniaco chiude con una prestazione da autentico dominatore e guida i suoi alla prima vittoria di sempre contro l’Italia secondo la FIBA. La Bosnia sale così a 3 vittorie e 4 sconfitte nel Gruppo J e riapre la propria corsa verso le prime tre posizioni, mentre l’Italia incassa la seconda sconfitta dell’intero percorso di qualificazione. Per gli Azzurri resta il rammarico per una partita che, nonostante le difficoltà offensive, era stata riportata sui binari giusti nella seconda parte. Il ko di Tuzla obbliga ora la squadra di Banchi a reagire nel prossimo appuntamento.
Italia, ora serve reagire
La sconfitta contro la Bosnia rappresenta un passo falso doloroso, soprattutto per il modo in cui è maturata. Gli Azzurri hanno avuto la possibilità di giocarsi il successo fino all’ultimo possesso, ma non sono riusciti a completare la rimonta. Il percorso verso il Mondiale resta comunque aperto e l’Italia dovrà trasformare rapidamente la delusione di Tuzla in energia positiva. La prossima sfida sarà fondamentale per consolidare la propria posizione nel gruppo e continuare a inseguire la qualificazione.
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Steph Curry, rinnovo Warriors: sarà un giocatore a vita?
Steph Curry può rinnovare con i Golden State Warriors: la franchigia vuole trattenerlo fino al ritiro, ma resta il dubbio sulle ambizioni per il titolo NBA.

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Steph Curry e i Golden State Warriors, un legame destinato a continuare ancora a lungo. La franchigia della Bay Area è pronta a discutere un nuovo contratto con il suo simbolo assoluto, con l’obiettivo di accompagnare il numero 30 fino alla fine della sua straordinaria carriera NBA. Curry è entrato nell’ultimo anno dell’attuale accordo, dal valore di 62,6 milioni di dollari, e dal 29 agosto sarà nelle condizioni di poter firmare una nuova estensione. L’intenzione della dirigenza di Golden State appare chiara: fare in modo che il fuoriclasse americano possa chiudere la propria carriera con la stessa maglia con cui ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia della NBA.
Curry e Warriors, trattativa per il rinnovo
La possibilità di un nuovo accordo non rappresenta una sorpresa. Secondo le informazioni riportate da Eurosport, le discussioni tra le parti sarebbero già in corso e il general manager Mike Dunleavy Jr. avrebbe manifestato fiducia sulla possibilità di arrivare alla firma. L’obiettivo della società è mantenere Curry come volto della franchigia anche nelle prossime stagioni. A 38 anni, il fuoriclasse potrebbe quindi prolungare il suo rapporto con Golden State per altri due o tre anni, legando definitivamente il proprio nome alla squadra della Bay Area. Si tratta di una prospettiva dal forte valore simbolico. Curry è infatti uno dei principali artefici dell’epoca d’oro dei Warriors e ha costruito tutta la propria carriera NBA con la franchigia californiana.

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Golden State, il problema resta la corsa al titolo NBA
Il possibile rinnovo apre però anche un interrogativo di natura prettamente sportiva: quali saranno le reali ambizioni dei Warriors nelle prossime stagioni? La fedeltà di Curry a Golden State non è in discussione, ma la squadra dovrà dimostrare di poter costruire un roster competitivo intorno alla sua stella. Nell’ultima offseason, infatti, gli Warriors non sono riusciti a compiere operazioni di mercato tali da modificare radicalmente gli equilibri della squadra.
Gli ultimi posti disponibili nel roster sono stati occupati da Georges Niang e Brandon Williams, due innesti che possono aumentare la profondità del gruppo ma che, almeno sulla carta, non sembrano sufficienti per trasformare Golden State in una delle principali candidate al titolo. Il tema è particolarmente importante considerando la fase della carriera attraversata da Curry. Il tempo a disposizione per inseguire un altro titolo NBA non è infinito e ogni stagione potrebbe diventare decisiva.
Steph Curry, ancora il simbolo dei Warriors
Nonostante i dubbi sulle prospettive sportive, la volontà di Golden State è inequivocabile. La franchigia considera Curry il proprio leader e vuole accompagnarlo fino al momento del ritiro. Del resto, il rapporto tra il giocatore e i Warriors rappresenta uno dei binomi più importanti della storia recente della NBA. Dal suo arrivo nella Bay Area, Curry ha trasformato il modo di interpretare il basket moderno, diventando il volto di una squadra capace di dominare la lega per diversi anni. Il nuovo contratto avrebbe quindi un significato che va oltre il semplice aspetto economico. Per Golden State Warriors e Steph Curry, l’obiettivo sarebbe quello di chiudere insieme un percorso iniziato nel 2009 e destinato, salvo sorprese, a concludersi con il ritiro del numero 30.
Rinnovo Curry, la domanda è una sola
La firma sembra dunque essere sempre più vicina, ma rimane una domanda fondamentale: Golden State riuscirà a costruire una squadra capace di permettere a Curry di lottare ancora per il titolo NBA? Il rinnovo potrebbe rappresentare l’inizio dell’ultimo capitolo della carriera del fuoriclasse, ma la competitività della squadra sarà determinante. Curry sembra pronto a restare nella Bay Area: ora toccherà alla dirigenza costruire un progetto all’altezza delle ambizioni del suo giocatore simbolo.
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