Ciclismo
Tour de France, Tim Merlier concede il bis: trionfo nell’ottava tappa
Tim Merlier conquista anche l’ottava tappa del Tour de France 2026 con una volata straordinaria. Sul podio Girmay e Kooij, mentre Pogacar difende la maglia gialla.

Foto di dylan nolte su Unsplash
Tim Merlier si conferma il velocista più in forma del Tour de France. Il corridore belga della Soudal Quick-Step ha conquistato anche l’ottava frazione della Grande Boucle, imponendosi nella volata finale sul traguardo di Bergerac dopo una rimonta impressionante negli ultimi metri. Per Merlier si tratta del secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto nella tappa precedente, un risultato che rafforza il suo status di uomo da battere nelle volate di questa edizione della corsa francese.
Tour de France, rimonta da campione per Merlier
La tappa, caratterizzata da un percorso favorevole ai velocisti, sembrava destinata a un classico arrivo a ranghi compatti. Negli ultimi metri, però, Merlier ha dovuto fare i conti con una posizione non ideale, rimanendo inizialmente chiuso nel gruppo. Il belga è riuscito comunque a trovare il varco giusto e, grazie a un’accelerazione irresistibile, ha superato tutti gli avversari negli ultimi metri, tagliando il traguardo davanti a Biniam Girmay, secondo, e Olav Kooij, che ha completato il podio. Più indietro Jasper Philipsen, ancora una volta fuori dalle prime tre posizioni.
La fuga sfuma a un passo dal traguardo
Prima della volata finale, la corsa aveva vissuto una lunga fuga che aveva animato gran parte della giornata. Il più combattivo è stato Liam Slock, rimasto da solo al comando nel finale nel tentativo di anticipare il gruppo. Il suo sogno di conquistare la tappa si è però infranto a poco più di un chilometro dall’arrivo, quando il plotone ha completato l’inseguimento preparando lo sprint decisivo.

Pogacar conserva la maglia gialla
Nessuna novità tra gli uomini di classifica generale. Tadej Pogacar ha concluso la tappa senza difficoltà, mantenendo la leadership della corsa e difendendo la maglia gialla davanti ai principali rivali. La frazione, priva di particolari difficoltà altimetriche, non ha modificato gli equilibri della classifica generale, con i big che hanno preferito evitare rischi in vista delle tappe più impegnative dei prossimi giorni.
Tour de France, i velocisti si preparano alle prossime sfide
Con il secondo successo consecutivo, Tim Merlier lancia un messaggio chiaro ai rivali nella lotta per le tappe dedicate agli sprinter. Il belga ha dimostrato ancora una volta di possedere velocità, freddezza e capacità di rimontare anche quando la posizione in gruppo non è favorevole. L’attenzione del Tour de France si sposterà ora verso un percorso più movimentato, che potrebbe offrire spazio agli attaccanti e agli specialisti delle fughe. Nel frattempo, Merlier può godersi un’altra giornata da protagonista, mentre Pogacar continua a controllare la corsa con la maglia gialla sulle spalle.
Ciclismo
Vuelta, Leknessund vince la settima tappa
Andreas Leknessund trionfa nella settima tappa della Vuelta di Spagna. Il norvegese attacca a 7 km dall’arrivo e batte Johannessen e Van Aert.

Foto di dylan nolte su Unsplash
La Vuelta di Spagna regala una nuova impresa e questa volta il protagonista è Andreas Leknessund. Il corridore norvegese della Uno-X Mobility ha conquistato in solitaria la settima tappa, imponendosi al termine dei 149,8 chilometri da Vall d’Alba ad Aramón Valdelinares. Leknessund ha atteso il momento decisivo sull’ultima salita e ha piazzato l’attacco a circa 7 chilometri dal traguardo, riuscendo a sorprendere i compagni di fuga. Alle sue spalle ha completato la festa della Uno-X il connazionale Tobias Halland Johannessen, secondo a 34 secondi. Terzo posto per Wout van Aert, staccato di 47 secondi.
Vuelta: Leknessund, attacco decisivo sull’ultima salita
La settima tappa della Vuelta era stata disegnata per gli uomini capaci di attaccare in salita. Sul percorso erano infatti presenti cinque Gran Premi della Montagna e circa 3.750 metri di dislivello, con l’arrivo posto in quota ad Aramón Valdelinares. La fuga ha preso forma nelle prime fasi della corsa. In testa si sono inizialmente mossi Wout van Aert, Milan Vader e Andreas Leknessund, prima che Edward Dunbar, Alexey Lutsenko e Tobias Halland Johannessen riuscissero a rientrare sulla coppia al comando. Si è così formato un quintetto particolarmente competitivo, con Van Aert, Leknessund, Lutsenko, Dunbar e Johannessen a giocarsi il successo di giornata.

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Vuelta, la fuga resiste al ritorno del gruppo
Il gruppo della Maglia Rossa Tadej Pogacar ha lasciato spazio agli attaccanti. La UAE Team Emirates-XRG non ha infatti imposto un ritmo sufficiente per annullare la fuga, permettendo ai battistrada di arrivare ai piedi dell’ultima salita con un margine ancora interessante. La corsa si è quindi decisa sulle rampe dell’Aramón Valdelinares, salita di prima categoria lunga 9,8 chilometri con una pendenza media del 5,9%.
A circa 7 chilometri dall’arrivo, Leknessund ha cambiato ritmo. Il norvegese ha staccato progressivamente gli altri quattro corridori e ha costruito rapidamente il proprio vantaggio: prima dieci secondi, poi venti e infine trenta, mettendo definitivamente le mani sulla vittoria.
Doppietta Uno-X: Johannessen secondo
Alle spalle del vincitore, la Uno-X Mobility ha completato una giornata memorabile grazie a Tobias Halland Johannessen. Il norvegese ha chiuso al secondo posto con 34 secondi di ritardo dal compagno di squadra. Terzo Wout van Aert, che ha tagliato il traguardo a 47 secondi. Più indietro Jakob Omrzel e Jhonatan Contreras hanno completato le prime cinque posizioni dell’ordine d’arrivo.
Pogacar guadagna ancora in classifica generale
La vittoria di Leknessund non è stata l’unica notizia importante della giornata. Nel finale, infatti, Tadej Pogacar ha deciso di accelerare anche in ottica classifica generale. Lo sloveno ha lasciato alle proprie spalle diversi rivali diretti e ha aumentato ulteriormente il proprio vantaggio. Dopo sette tappe, Pogacar guida la generale con 3’50” su Enric Mas e 4’50” su Primoz Roglic. Quarto Felix Gall a 5’01”, mentre Sepp Kuss è quinto a 6’05”. Perde invece terreno Richard Carapaz, che scivola ulteriormente nella lotta per le posizioni di vertice.
Ciclismo
Vuelta, Pogacar batte Mas: terza vittoria per lo sloveno
Tadej Pogacar vince la sesta tappa della Vuelta 2026 a Castellón: battuto in volata Enric Mas. Terzo successo per lo sloveno, sempre leader.

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Tadej Pogacar non si ferma e conquista anche la sesta tappa della Vuelta. Il fuoriclasse sloveno ha tagliato per primo il traguardo di Castellón al termine di una giornata intensa e combattuta, riuscendo a superare in volata un ottimo Enric Mas. Per Pogacar si tratta della terza vittoria di tappa in questa edizione della Vuelta, un altro successo che conferma la sua superiorità dopo l’impressionante assolo realizzato nella quarta frazione. Stavolta, però, il leader della classifica generale ha dovuto fare i conti con un Enric Mas particolarmente brillante.
Vuelta, Pogacar vince a Castellón
La sesta tappa della Vuelta 2026, lunga circa 177 chilometri da Alcossebre a Castellón, ha regalato uno dei confronti più interessanti di questa prima settimana di corsa. Il momento decisivo è arrivato sulle rampe del Puerto de El Bartolo, dove Mas ha provato a mettere in difficoltà il corridore sloveno. Il capitano della Movistar ha attaccato con decisione, riuscendo anche a mettere temporaneamente in difficoltà Pogacar. Un’azione coraggiosa che ha acceso la corsa e costretto il leader della generale a rispondere direttamente. Alla fine, però, il campione sloveno ha dimostrato ancora una volta la propria superiorità. Pogacar è riuscito a rientrare e a giocarsi con Mas la vittoria sul traguardo di Castellón.
Pogacar-Mas, duello fino al traguardo
La parte conclusiva della tappa è stata caratterizzata dal duello tra i due grandi protagonisti della giornata. Mas ha provato a sfruttare ogni occasione per guadagnare terreno e consolidare la propria posizione nella classifica generale, mentre Pogacar ha controllato la situazione senza rinunciare alla possibilità di conquistare un’altra vittoria. Anche una discesa particolarmente tecnica ha contribuito a rendere il finale ancora più spettacolare. Pogacar ha vissuto un momento di apprensione, uscendo per un attimo dalla traiettoria, ma è riuscito a rientrare rapidamente in carreggiata e a proseguire senza conseguenze. Una volta arrivati a Castellón, tutto si è deciso allo sprint. Pogacar ha avuto la meglio su Enric Mas, conquistando così il terzo successo personale nella Vuelta 2026.

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Enric Mas protagonista: secondo posto e nuova fiducia
Nonostante la sconfitta, la giornata rappresenta un importante segnale per Enric Mas. Lo spagnolo è stato infatti protagonista di una prestazione di alto livello, riuscendo a mettere sotto pressione Pogacar e a guadagnare terreno prezioso rispetto agli altri uomini di classifica. Il corridore della Movistar ha così confermato di poter essere uno dei principali protagonisti della Vuelta, soprattutto dopo il distacco accumulato da Pogacar nelle prime tappe di montagna. Il secondo posto di Castellón assume quindi un valore importante anche in prospettiva della classifica generale, nella quale Mas ha rafforzato la propria candidatura per il podio.
Pogacar sempre più padrone della Vuelta 2026
La vittoria di Castellón permette a Tadej Pogacar di consolidare ulteriormente il proprio dominio nella Vuelta a España 2026. Dopo il successo nella cronometro inaugurale e l’impresa in solitaria di Andorra, lo sloveno ha aggiunto un’altra vittoria al proprio bottino. La situazione della generale appare sempre più favorevole al capitano della UAE Team Emirates-XRG. Dopo la sesta tappa, Pogacar continua a guardare tutti dall’alto e ha aumentato il margine nei confronti dei principali rivali. L’obiettivo dello sloveno è ormai evidente: conquistare per la prima volta la Vuelta a España e completare il successo in tutti e tre i Grandi Giri. Dopo aver già vinto il Giro d’Italia e il Tour de France, il trionfo in Spagna rappresenterebbe l’ultimo tassello mancante nella sua straordinaria carriera.
Vuelta, Pogacar lancia un altro messaggio
La sesta tappa ha mostrato però un Pogacar diverso rispetto all’assolo di Andorra. Il fuoriclasse sloveno è apparso più vulnerabile e ha dovuto rispondere agli attacchi di un Mas finalmente competitivo. Il risultato finale, tuttavia, non cambia: Pogacar vince, Mas secondo e il leader della Vuelta rafforza ulteriormente la propria posizione. La corsa è ancora lunga, ma dopo appena sei tappe il grande favorito ha già fatto capire a tutti gli avversari quanto sarà difficile impedirgli di conquistare la maglia rossa fino a Madrid.
Ciclismo
Mondiali MTB, Italia d’oro nella staffetta mista
L’Italia conquista l’oro nella staffetta mista ai Mondiali MTB 2026 in Val di Sole. Svizzera seconda, Stati Uniti terzi. Gran gara della compagine azzurra.

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Inizio da sogno per l’Italia ai Mondiali di mountain bike 2026. La rassegna iridata, scattata in Val di Sole, regala subito una medaglia d’oro alla squadra azzurra, protagonista di una straordinaria prestazione nella Team Relay di cross country. La formazione italiana ha conquistato il titolo mondiale nella staffetta mista al termine di una prova condotta ai vertici fin dalle prime battute. Il successo è arrivato davanti alla Svizzera, medaglia d’argento, e agli Stati Uniti, terzi sul podio. Un risultato particolarmente significativo perché ottenuto davanti al pubblico di casa, sul circuito di Daolasa di Commezzadura, in Trentino. L’Italia ha completato i sei giri previsti con il tempo di 1h08’06”, precedendo gli elvetici di 51 secondi e gli statunitensi di 1’31”.
Mondiali MTB, Italia oro nella Team Relay: il sestetto azzurro
A comporre la squadra che ha regalato all’Italia il primo titolo dei Mondiali MTB 2026 sono stati Juri Zanotti, Paolo Costa, Martina Berta, Giorgia Pellizotti, Valentina Corvi e Fabio Bassignana. La formula della Team Relay prevede la partecipazione di un atleta per ciascuna delle sei categorie: Elite uomini e donne, Under 23 uomini e donne e Junior uomini e donne. Ogni componente affronta una tornata del circuito, passando poi il testimone al compagno successivo. Gli azzurri hanno costruito il trionfo giro dopo giro, mantenendosi costantemente nelle posizioni di vertice. Una prova di grande solidità che ha permesso alla Nazionale di prendere definitivamente il comando nella seconda parte della gara e di amministrare il vantaggio fino al traguardo.

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Zanotti parte forte, Berta firma il sorpasso
Il primo a scendere in pista per l’Italia è stato Juri Zanotti, autore di una partenza eccellente. L’azzurro ha chiuso la propria frazione davanti a tutti, consegnando a Paolo Costa una situazione ideale. Il giovane italiano ha poi mantenuto la squadra nelle prime posizioni, limitando il distacco dagli avversari. A quel punto è entrata in scena Martina Berta, una delle atlete più attese della spedizione azzurra. La sua frazione si è rivelata determinante per cambiare ulteriormente l’inerzia della gara. Berta ha infatti permesso all’Italia di avvicinarsi alle posizioni di testa, prima del successivo cambio.
Il momento decisivo della gara
La staffetta italiana ha continuato a crescere con il passare dei giri. La squadra è rimasta agganciata alla lotta per il titolo fino a quando è arrivato l’allungo decisivo nella parte conclusiva della prova. Con Giorgia Pellizotti, Valentina Corvi e Fabio Bassignana, l’Italia ha completato l’opera, aumentando progressivamente il margine sulle inseguitrici. La Svizzera ha dovuto accontentarsi dell’argento, mentre gli Stati Uniti hanno conquistato il bronzo.
Mondiali MTB, un oro dal valore speciale
Il successo ottenuto in Val di Sole assume un significato importante anche guardando alla storia della specialità. Per l’Italia si tratta infatti del quarto titolo mondiale nella staffetta mista, dopo quelli conquistati nel 2009, 2012 e 2013. Gli azzurri erano invece arrivati secondi nel 2022 e nel 2025. La vittoria della Team Relay rappresenta quindi il miglior modo possibile per inaugurare i Mondiali MTB 2026. La rassegna iridata proseguirà nei prossimi giorni con le altre prove di cross country, short track, downhill ed e-MTB. L’Italia, intanto, ha già lanciato un segnale forte alle rivali: la medaglia d’oro è arrivata subito, davanti al pubblico di casa, e la spedizione azzurra può ora guardare con entusiasmo ai prossimi appuntamenti mondiali.
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