Atletica
Gianmarco Tamberi terzo a Bruxelles: sfuma il Diamante
Gianmarco Tamberi chiude terzo nella finale di Diamond League a Bruxelles con 2,25. Sfuma il quarto Diamond Trophy per l’azzurro nel salto in alto.

Gianmarco Tamberi chiude al terzo posto la finale della Diamond League di Bruxelles. L’azzurro ha superato la quota di 2,25 metri, ma non è riuscito a spingersi oltre e deve così rinunciare alla possibilità di conquistare per la quarta volta in carriera il prestigioso Diamond Trophy. Sulla pedana dello Stadio Re Baldovino, il campione europeo ha comunque confermato di essere ancora protagonista assoluto del salto in alto internazionale. La vittoria è andata a sorpresa al polacco Mateusz Kolodziejski, capace di superare 2,28 metri al primo tentativo. Secondo posto per lo statunitense JuVaughn Harrison, anche lui a quota 2,28 ma con un numero maggiore di errori.
Tamberi parte forte e supera 2,25
La gara di Gianmarco Tamberi era iniziata nel migliore dei modi. L’atleta italiano ha superato senza errori le prime tre misure della serata: 2,16, 2,21 e 2,25 metri. Un percorso netto condiviso con l’ucraino Oleh Doroshchuk, rimasto al fianco dell’azzurro fino alla quota di 2,25. Il momento decisivo è arrivato a 2,28, altezza alla quale Tamberi non è riuscito a trovare il salto giusto. L’azzurro ha quindi scelto di conservare i tentativi rimanenti per provare direttamente l’assalto a 2,31. Una strategia che, però, non ha prodotto l’esito sperato.
Due tentativi a 2,31: il quarto Diamante sfuma
Dopo aver rinunciato ai successivi tentativi a 2,28, Tamberi ha avuto a disposizione due occasioni per superare 2,31 metri. Nessuna delle due prove è risultata vincente. Il secondo tentativo, in particolare, ha lasciato qualche rimpianto: l’asticella è rimasta inizialmente sui ritti prima di cadere. La misura non è quindi arrivata e l’azzurro ha dovuto accontentarsi del terzo gradino del podio, a pari merito con Doroshchuk. Per Tamberi si interrompe così una striscia di tre successi consecutivi nelle finali della Diamond League. Il campione italiano aveva infatti conquistato il Diamond Trophy a Zurigo nel 2021 e nel 2022, prima di imporsi nuovamente a Bruxelles nel 2024.

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Kolodziejski sorprende tutti a Bruxelles
A festeggiare il Diamond Trophy è stato Mateusz Kolodziejski, autore della sorpresa della serata. Il polacco ha superato 2,28 metri al primo tentativo, mettendosi davanti a Harrison, che ha raggiunto la stessa quota alla terza prova. Entrambi hanno poi fallito i tre tentativi a 2,31, mantenendo quindi invariata la classifica. Tamberi e Doroshchuk hanno invece chiuso al terzo posto con 2,25.
Una stagione ancora da protagonista per Tamberi
Il terzo posto di Bruxelles non cancella comunque una stagione di altissimo livello per Gianmarco Tamberi. L’azzurro era arrivato alla finale della Diamond League dopo un periodo particolarmente positivo, culminato con il quarto titolo europeo conquistato a Birmingham, il successo nella tappa di Katowice e la vittoria ai Giochi del Mediterraneo di Taranto. A Bruxelles è mancato soltanto l’acuto finale. Gimbo resta comunque sul podio della finale del massimo circuito mondiale e chiude un’altra serata da protagonista nel salto in alto.
Atletica
Giochi del Mediterraneo, tre ori per l’Italia: Tamberi protagonista
Italia protagonista ai Giochi del Mediterraneo 2026: oro per Tamberi, Saraceni e Ponzio. Filippo Tortu conquista la finale dei 200 metri.

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Serata da incorniciare per l’atletica italiana ai Giochi del Mediterraneo. A Taranto gli azzurri hanno vissuto una giornata ricca di soddisfazioni, conquistando tre medaglie d’oro grazie a Gianmarco Tamberi, Erika Saraceni e Nick Ponzio. Il bottino italiano si è ulteriormente arricchito nel corso della serata, confermando la grande competitività della Nazionale azzurra nella manifestazione disputata davanti al pubblico di casa.
Giochi del Mediterraneo: Tamberi conquista l’oro nel salto in alto
Tra i protagonisti più attesi non poteva mancare Gianmarco Tamberi. Il campione azzurro ha conquistato la medaglia d’oro nel salto in alto, aggiungendo così un altro importante successo alla sua straordinaria carriera. Per Tamberi si tratta di un traguardo speciale, visto che il titolo dei Giochi del Mediterraneo era uno dei pochi riconoscimenti che ancora mancavano nel suo palmarès. L’azzurro ha superato la misura di 2,25 metri, assicurandosi la vittoria. Successivamente ha tentato per tre volte i 2,35, misura che gli avrebbe permesso di portarsi al comando delle liste stagionali, senza però riuscire a superarla.
Erika Saraceni d’oro nel salto triplo
Grande festa anche per Erika Saraceni, capace di imporsi nel salto triplo femminile e conquistare un’altra medaglia d’oro per l’Italia. L’atleta azzurra ha confermato il suo ottimo momento di forma, portando a casa un successo prestigioso e contribuendo alla straordinaria serata della squadra italiana ai Giochi del Mediterraneo. Il suo trionfo rappresenta un’ulteriore conferma della crescita dell’atletica azzurra, protagonista con risultati di grande rilievo nelle diverse discipline.

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Ponzio trionfa nel getto del peso
La terza medaglia d’oro della serata è arrivata grazie a Nick Ponzio, vincitore della gara di getto del peso maschile. L’azzurro ha completato così una tripletta d’oro che ha acceso l’entusiasmo del pubblico presente a Taranto. In poco più di due ore, l’Italia ha raccolto complessivamente sei medaglie, rafforzando la propria posizione nel medagliere complessivo della manifestazione.
Tortu in finale nei 200 metri
Le buone notizie per l’Italia non sono arrivate soltanto dalle gare che hanno assegnato le medaglie. Filippo Tortu ha infatti conquistato l’accesso alla finale dei 200 metri. Il velocista azzurro, grande protagonista della delegazione italiana anche nel ruolo di portabandiera alla cerimonia inaugurale, avrà dunque la possibilità di giocarsi una medaglia nell’atto conclusivo della gara. In finale ci sarà anche Filippo Dezza.
Italia protagonista ai Giochi del Mediterraneo
La giornata di atletica a Taranto consegna quindi all’Italia un bilancio estremamente positivo. Gli ori di Tamberi, Saraceni e Ponzio, uniti agli altri piazzamenti ottenuti dagli azzurri, confermano la profondità e la qualità del movimento italiano. Adesso l’attenzione si sposta sulle prossime gare, con Tortu e Dezza pronti a sfidare gli avversari nella finale dei 200 metri. L’Italia, intanto, continua a raccogliere medaglie e a far sognare il pubblico di casa ai Giochi del Mediterraneo.
Atletica
Nadia Battocletti da record: 3:57.54 nei 1500 a Bellinzona
Nadia Battocletti vince i 1500 metri a Bellinzona con 3:57.54: nuovo record italiano e ottava miglior prestazione nazionale del mezzofondo.

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Nadia Battocletti continua a riscrivere la storia dell’atletica italiana. La mezzofondista trentina ha conquistato i 1500 metri al meeting di Bellinzona, fermando il cronometro sul tempo di 3:57.54 e stabilendo il nuovo record italiano della specialità. Una prestazione straordinaria, arrivata al termine di una gara gestita con grande intelligenza tattica e chiusa con il consueto cambio di ritmo nel finale. Battocletti ha così aggiunto un altro prestigioso primato alla sua collezione.
Battocletti, volata vincente e record italiano
La gara dei 1500 metri ha visto la statunitense Carlee Hansen svolgere il ruolo di pacer, con passaggi iniziali che hanno contribuito a mantenere un ritmo elevato. Battocletti è rimasta nel gruppo delle migliori, aspettando il momento giusto per lanciare il proprio attacco. Nell’ultimo giro l’azzurra ha dovuto gestire anche alcuni contatti, ma non ha perso lucidità. A circa 200 metri dall’arrivo ha trovato lo spazio per portarsi davanti alle avversarie e ha sprigionato una progressione irresistibile. Il risultato è un 3:57.54, nuovo primato italiano e tempo nettamente migliore del precedente record di 3:58.11, appartenuto a Sintayehu Vissa e stabilito ai Giochi Olimpici di Parigi 2024.
L’azzurra davanti a Wiley e Areri
Alle spalle della trentina ha chiuso Addison Wiley, seconda in 3:58.96, mentre il terzo posto è andato all’etiope Aster Areri, capace di fermare il cronometro in 3:59.54. Battocletti ha dunque conquistato la vittoria riuscendo anche a scendere per la prima volta sotto la barriera dei 3 minuti e 58 secondi sulla distanza all’aperto.

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Un altro record nella collezione dell’italiana
Il successo di Bellinzona ha un significato ancora più importante perché permette a Nadia Battocletti di completare la propria collezione di record italiani nel mezzofondo. Con il nuovo primato dei 1500 metri, l’azzurra detiene infatti tutti i record nazionali in pista dalle distanze dei 1500 ai 10.000 metri, oltre ai primati sui 5 e 10 chilometri su strada. Un risultato che certifica ulteriormente la straordinaria completezza dell’atleta italiana, capace di competere ad altissimo livello su distanze differenti.
Una stagione da incorniciare per Battocletti
Il record di Bellinzona rappresenta l’ennesima perla di una stagione già ricchissima di soddisfazioni per Battocletti. La trentina continua così il proprio percorso di crescita anche sui 1500 metri, una distanza sulla quale aveva già mostrato importanti margini di miglioramento. Ora l’azzurra guarda ai prossimi appuntamenti con la consapevolezza di aver aggiunto un altro record nazionale al proprio palmarès.
Atletica
Atletica: Alison Dos Santos, record del mondo nei 400 ostacoli
Alison Dos Santos firma il record del mondo nei 400 ostacoli di atletica a Zurigo: 45”80 e Warholm battuto. Impresa storica del brasiliano in Diamond League.

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Una prestazione semplicemente straordinaria. Alison Dos Santos entra nella storia dell’atletica leggera e riscrive il record del mondo dei 400 metri ostacoli. Il brasiliano ha fermato il cronometro in 45”80 nella tappa di Diamond League a Zurigo, migliorando il precedente primato appartenente a Karsten Warholm. Una gara da consegnare agli archivi, soprattutto per il modo in cui è arrivato il risultato. Dos Santos ha corso con una sicurezza impressionante, mantenendo un ritmo altissimo fino all’ultimo ostacolo e riuscendo a chiudere sotto il muro dei 46 secondi.
Atletica: Dos Santos, il record del mondo arriva a Zurigo
Il precedente record mondiale dei 400 ostacoli apparteneva a Karsten Warholm, capace di correre in 45”94 nella finale olimpica di Tokyo del 2021. A distanza di cinque anni, quel limite sembrava ancora uno dei riferimenti assoluti della specialità. A Zurigo, però, Alison Dos Santos ha compiuto l’impresa. Il brasiliano ha abbassato il primato di 14 centesimi, portandolo a 45”80 e diventando il nuovo uomo più veloce di sempre nei 400 metri ostacoli. Un risultato che conferma la straordinaria crescita del brasiliano nel corso della stagione 2026. Dos Santos aveva già dimostrato di essere in condizioni eccezionali, ma nessuno poteva prevedere una prestazione capace di abbattere il record di Warholm.
Warholm battuto: secondo posto in 46”69
La serata di Zurigo ha avuto anche un altro protagonista assoluto: proprio Karsten Warholm. Il norvegese, storico dominatore della disciplina e precedente primatista mondiale, ha dovuto arrendersi al brasiliano. Warholm ha concluso la gara al secondo posto con 46”69, mentre il terzo gradino del podio è andato al nigeriano Ezequiel Nathaniel, autore di 47”50. Il distacco tra Dos Santos e Warholm racconta bene la portata dell’impresa. Il brasiliano ha infatti inflitto quasi nove decimi al rivale, al termine di una gara nella quale è apparso in controllo e capace di gestire alla perfezione il passaggio tra gli ostacoli.

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Alison Dos Santos entra nella storia
Per Dos Santos si tratta del momento più alto di una carriera già ricca di risultati prestigiosi. Il brasiliano aveva conquistato il titolo mondiale nel 2022 e aveva già dimostrato di poter competere alla pari con i migliori specialisti della disciplina. Il suo precedente personale era di 46”29, tempo che gli aveva permesso di imporsi come uno degli atleti più importanti della storia dei 400 ostacoli. Ora quel limite è stato letteralmente spazzato via dal nuovo record mondiale di 45”80. La prestazione di Zurigo assume ancora maggiore valore considerando il livello della concorrenza e la presenza di Warholm, uno degli uomini simbolo della specialità.
Quinta vittoria contro Warholm nel 2026
Il successo di Zurigo conferma anche una tendenza emersa durante questa stagione. Dos Santos ha infatti ottenuto la quinta vittoria contro Warholm nel 2026, consolidando una supremazia che fino a pochi mesi fa sembrava tutt’altro che scontata. Il brasiliano ha ormai trasformato la sfida con il norvegese in uno dei duelli più appassionanti dell’atletica internazionale. E dopo il record del mondo di Zurigo, gli equilibri nei 400 ostacoli sembrano essere cambiati definitivamente.
45”80, una nuova pagina dell’atletica
Il cronometro di Zurigo certifica dunque una prestazione destinata a rimanere nella storia. 45”80: Alison Dos Santos è il nuovo primatista mondiale dei 400 metri ostacoli. Warholm è stato superato, il vecchio record è caduto e il brasiliano ha portato la specialità in una nuova dimensione. La stagione 2026 gli aveva già regalato numerose soddisfazioni, ma nulla può essere paragonato a quanto accaduto sulla pista di Zurigo. Un record del mondo che non rappresenta soltanto una vittoria: è la definitiva consacrazione di Alison Dos Santos tra le leggende dei 400 metri ostacoli.
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